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martedì 6 ottobre 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 6 ottobre.
Il 6 ottobre 1582 non è accaduto veramente nulla. Anzi, a essere precisi, il 6 ottobre 1582 non è mai esistito.
Il 5 ottobre 1582 in effetti, papa Gregorio XIII fece entrare in vigore il calendario col suo nome, a sostituire quello giuliano in vigore dai tempi di Cesare.
La riforma si rese necessaria a causa dell'evidente scarto che si misurava tra l'equinozio di primavera ufficiale, e quello reale.
Il calendario giuliano, che prevedeva il giorno bisestile (che per i romani era il 24 febbraio) ogni 4 anni, considerava che l'anno fosse composto da 365 giorni e 6 ore, dovendo così aggiungere un giorno, il bisestile appunto, ogni 4 per recuperare le 24 ore trascorse in più. In effetti però l'anno (che ricordo essere il tempo necessario alla Terra per compiere una rivoluzione intorno al Sole) dura 11 minuti di meno, e questo piccolo scarto sistematico anno dopo anno aveva portato in oltre mille anni a un differenza di 11 giorni.
Papa Gregorio pertanto apportò una modifica alle regole del calendario, stabilendo che ogni 4 anni vi sia il mese bisestile, tranne nell'anno del secolo divisibile per 400 (qualcuno di voi si è accorto che il 2000 non fu un anno bisestile?). La seconda modifica, volta a recuperare il ritardo, fu appunto di far sparire 11 giorni dell'anno per riallineare il calendario ufficiale a quello reale, pertanto dal 5 ottobre si passò direttamente al 16.
Non tutti i paesi adottarono immediatamente questa convenzione: in particolare i paesi protestanti adottarono la riforma secoli dopo. In Svezia, l'adozione fu particolarmente complicata: invece che tagliare 11 giorni, fu deciso che il ritardo sarebbe stato recuperato gradualmente: dal 1700 al 1740 non sarebbero stati considerati gli anni bisestili, recuperando così gli 11 giorni. Tuttavia, questa regola fu dimenticata nel 1704 e nel 1708; invece che recuperare del tutto eliminando i giorni residui, la Svezia decise di tornare al vecchio calendario e pertanto aggiunse, nel 1712, un 30 febbraio (unico caso al mondo).
La Russia adottò il nuovo calendario dopo la rivoluzione del 1917 (che si chiama d'ottobre nonostante fu combattuta a settembre, proprio per lo scarto del calendario).
L'ultimo paese ad abbandonare definitivamente il vecchio calendario è stata la Turchia nel 1923.

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