Buongiorno, oggi è il 19 gennaio.
il 19 gennaio 1983 Apple annunciò l'uscita di Lisa.
Il Lisa è un personal computer rivoluzionario progettato da Apple Computer agli inizi degli anni ottanta. Molte delle innovazioni legate all'interfaccia grafica GUI del Lisa sono derivate dal progetto Alto dello Xerox PARC. Il progetto Lisa è stato avviato nel 1978 e dopo una lunga gestazione è diventato il progetto di un computer dedicato all'utenza professionale dotato di un'interfaccia grafica a icone che per l'epoca era una notevole innovazione.
Nel settembre del 1980 Jobs fu espulso dal progetto Lisa da Michael Scott e da Mike Markkula perché tendeva a "disgregare le compagnie" in cui lavorava. Il progetto fu affidato definitivamente a John Couch che gestiva già il team Lisa. Perso il progetto Lisa, alla ricerca di un posto dove lasciare il segno, Jobs si concentrò su un piccolo progetto di nome Macintosh, all'epoca diretto da Jef Raskin . Contrariamente a quello che si pensa il Macintosh non è un diretto discendente del Lisa quanto piuttosto un "cugino povero", dato che condivideva alcune idee base ma per una questione di costi alcune caratteristiche avanzate del Lisa non furono implementate nel Macintosh.
Il significato del nome Lisa secondo molti è l'acronimo dell'inglese Local Integrated Software Architecture (in italiano "architettura software locale integrata"), secondo altri è il nome della figlia del co-fondatore dell'Apple Steve Jobs e l'acronimo è stato inventato solo in seguito. Lo stesso Jobs confermerà successivamente che il nome del computer è quello della figlia Lisa Brennan avuta da una relazione con Chrisann Brennan nel 1977. Andrea Cunningham, che lavorava alle pubbliche relazione del progetto per la Regis McKenna (agenzia marketing che lavorava per Apple), conferma la tesi che l'acronimo Local Integrated Software Architecture fu inventato a posteriori con un'operazione di ingegneria inversa e non ha alcun significato.
L'interfaccia grafica del Lisa, nacque dopo che la Apple strinse un accordo con la Xerox che permetteva agli ingegneri Apple di visitare lo Xerox PARC, in cambio di una partecipazione della Xerox al rifinanziamento della Apple nel 1979. Fu al PARC che gli ingenieri Apple e Steve Jobs videro per la prima volta lo Xerox Alto, il primo computer con una GUI (graphical user interface) un'interfaccia grafica e la metafora della scrivania. Lo Xerox Alto introduceva un'altra novità fondamentale: la programmazione orientata agli oggetti con Smalltalk. Tutte queste novità vennero perfezionate e riversate nel Lisa prima, e nel Macintosh poi. Anche il mouse presente nello Xerox Alto fu adottato, in versione semplificata, dal Lisa.
Il Lisa venne presentato il 19 gennaio 1983 al costo di 9.995 dollari statunitensi. Nonostante molti pensino che il Lisa sia il primo computer dotato di interfaccia grafica (GUI) ad essere venduto sul mercato, questo in realtà non è corretto. Infatti a precederlo e a sottrargli il primato è nel 1981 lo Xerox Star. Rimane comunque il primo computer dotato di GUI ad entrare nelle case della gente comune (infatti all'epoca Microsoft aveva un semplice e povero sistema operativo a riga di comando, il famoso Dos e la Xerox costruiva sistemi destinati alle aziende o comunque non alla gente comune).
Lisa era dotato di processore Motorola 68000, 1 MB di RAM e due floppy disk drive da 5,25" chiamati "Twiggy" in grado di memorizzare fino a 871 KB. Poteva inoltre utilizzare un hard disk esterno da 5 MB disponibile opzionalmente, il ProFile, originariamente progettato per l'Apple III. Il sistema operativo del Lisa era il Lisa OS. Il Lisa OS era dotato di multitasking cooperative e supportava la memoria virtuale. Caratteristiche avanzate per l'epoca, e forse anche per loro colpa il Lisa era un computer lento (il Macintosh per la memoria virtuale dovrà attendere anni come anche per il multitasking cooperative, presente dalla versione 6 del Mac OS). Concettualmente il Lisa ricorda lo Xerox Star, nel senso che entrambi erano macchine progettate per l'ufficio, e entrambi sono dotate di interfaccia grafica a icone. Il Lisa aveva due modalità di lavoro, il LisaOS e il Workshop.
Il Lisa è stato il più grosso fallimento commerciale dell'Apple dai tempi dell'Apple III. I potenziali utenti ritenevano il Lisa una macchina troppo costosa e relativamente lenta e quindi si rivolgevano alle macchine prodotte da IBM e dai concorrenti che sebbene fornissero un'interfaccia molto più ostica e fossero più limitate costavano molto meno. La definitiva morte del Lisa la si è avuta nel 1984 con la presentazione del Macintosh che era dotato dell'interfaccia a icone e del mouse. Gli utenti non riuscivano a percepire la superiorità del Lisa rispetto al Macintosh dato che per gli utenti memoria virtuale e multitasking erano parole senza senso. Il Lisa è un classico esempio di un prodotto troppo in anticipo per i suoi tempi. Apple rilasciò altre due versioni del Lisa, chiamate Lisa2 e Macintosh XL, quest'ultima versione era in grado, attraverso un emulatore, di far funzionare i programmi Macintosh sul Lisa. La linea del Lisa venne dismessa nell'Agosto del 1986.
A quei tempi 96 KB di memoria RAM venivano considerati una stravaganza e superflui per la maggior parte degli usi. La generosa dotazione del Lisa venne vista come uno spreco di risorse e la sua generale lentezza non facilitò la vita della macchina, dato che un utente che spende 10.000 dollari si aspettava una macchina velocissima, non una macchina avveniristica nella concezione ma lenta nella pratica quotidiana.
Sebbene sia stato un insuccesso commerciale il Lisa ha fatto molto parlare di sé. Era troppo costoso per una elevata diffusione ma per un certo periodo quasi ogni grande società decise di dotare i suoi uffici principali di uno o due Lisa in condivisione per gli impiegati. Sebbene il software disponibile per il Lisa non fosse moltissimo, se utilizzato in congiunzione con una stampante ad aghi permetteva di realizzare delle relazioni e dei documenti dotati di una impaginazione e di una grafica quando i programmi per gli altri computer non consentivano di fare niente di tutto questo.
Il Lisa veniva utilizzato principalmente per impaginare i documenti. Nonostante molti utenti lo utilizzassero, il numero di computer effettivamente venduti fu molto ridotto. Questi utenti si abituarono però a utilizzare le interfacce a icona e quando fu disponibile il Macintosh lo accolsero a braccia aperte, dato che forniva una interfaccia grafica a un prezzo accessibile.
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lunedì 19 gennaio 2026
domenica 18 gennaio 2026
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 18 gennaio.
Il 18 gennaio 1983, a 30 anni dalla sua morte, il Comitato Internazionale Olimpico restituì ai suoi familiari le medaglie olimpiche di Jim Thorpe, definito da alcuni il più grande atleta del ventesimo secolo.
James Francis Thorpe nacque presumibilmente (non c'è certezza) il 28 maggio 1887 in un monolocale di Prague, Oklahoma. Gli diedero i natali Hiram Thorpe, un contadino, e Mary James, una nativa americana della tribù Pottawatomie, discendente dell'ultimo grande capo dei Sauk Falco Nero. Jim nacque in un parto gemellare, ma suo fratello Charlie morì a nove anni. Il suo nome indiano era "Wa-Tho-Huk", traducibile come "percorso luminoso", un nome che divenne un destino per Thorpe.
Nel 1904 Thorpe iniziò la scuola in Pennsylvania, alla Scuola Indiana Industriale Carlisle, che gli diede l'opportunità di avvicinarsi allo sport. Cominciò giocando a football e a fare atletica leggera, fino a giungere in prima squadra nel 1910.
A 24 anni Thorpe partecipò con il team olimpico americano alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912, dove trionfò nel Pentathlon e nel Decathlon stabilendò record che furono battuti solo decadi più tardi. Fu lo stesso re Gustavo V di Svezia a voler medagliare Jim, dicendogli appunto le parole che gli restarono accanto per il resto della vita: "voi siete il più grande atleta del mondo"; Thorpe, rispose semplicemente "Grazie maestà".
Le medaglie olimpiche di Thorpe gli furono revocate nel 1913 quando il comitato olimpico seppe che aveva giocato due stagioni semiprofessionistiche a baseball. Thorpe si difese dicendo che aveva giocato per il piacere del gioco e non per il danaro, ma il comitato, irremovibile, decise che la sua attività nel baseball gli aveva consentito una preparazione atletica che gli altri atleti dilettanti non avevano potuto avere. Il suo nome fu tolto dal libro dei record e le medaglie ritirate.
In seguito Thorpe cominciò nel 1915 a giocare a baseball per i New York Giants, e dal 1917 per i Cincinnati Reds, terminando la sua carriera nel 19 per i Boston Braves.
Negli stessi anni in cui giocava professionalmente a Baseball, non disdegnò anche il football professionistico, giocando per gli Ohio Bulldogs e i Cleveland Indiana fino al 1921. Successivamente si mise ad allenare e a tentare di creare una associazione di football professionistico, quella che molti anni più tardi si evolse nella attuale NFL.
Il vulcanico Jim non si limitò a questo: lavorò come comparsa nei film, si occupò dei parchi pubblici di Chicago, e si battè per i diritti dei nativi americani.
Thorpe morì il 28 marzo 1953 per un attacco di cuore. Il New York Times gli dedicò tutta la prima pagina nel suo ricordo, asserendo che Thorpe "fu un fantastico atleta. Aveva la forza, la velocità e la coordinazione dei migliori giocatori, unite a una incredibile resistenza. La perdita delle medaglie di Stoccolma a causa di cavilli ha oscurato buona parte della sua carriera e avrebbe dovuto essere corretta molto tempo fa. La sua memoria dovrebbe essere mantenuta per ciò che merita, il più grande e completo atleta del nostro tempo".
Nel 1983, oltre alla restituzione delle medaglie, il suo nome fu nuovamente inserito negli annali olimpici.
Il 18 gennaio 1983, a 30 anni dalla sua morte, il Comitato Internazionale Olimpico restituì ai suoi familiari le medaglie olimpiche di Jim Thorpe, definito da alcuni il più grande atleta del ventesimo secolo.
James Francis Thorpe nacque presumibilmente (non c'è certezza) il 28 maggio 1887 in un monolocale di Prague, Oklahoma. Gli diedero i natali Hiram Thorpe, un contadino, e Mary James, una nativa americana della tribù Pottawatomie, discendente dell'ultimo grande capo dei Sauk Falco Nero. Jim nacque in un parto gemellare, ma suo fratello Charlie morì a nove anni. Il suo nome indiano era "Wa-Tho-Huk", traducibile come "percorso luminoso", un nome che divenne un destino per Thorpe.
Nel 1904 Thorpe iniziò la scuola in Pennsylvania, alla Scuola Indiana Industriale Carlisle, che gli diede l'opportunità di avvicinarsi allo sport. Cominciò giocando a football e a fare atletica leggera, fino a giungere in prima squadra nel 1910.
A 24 anni Thorpe partecipò con il team olimpico americano alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912, dove trionfò nel Pentathlon e nel Decathlon stabilendò record che furono battuti solo decadi più tardi. Fu lo stesso re Gustavo V di Svezia a voler medagliare Jim, dicendogli appunto le parole che gli restarono accanto per il resto della vita: "voi siete il più grande atleta del mondo"; Thorpe, rispose semplicemente "Grazie maestà".
Le medaglie olimpiche di Thorpe gli furono revocate nel 1913 quando il comitato olimpico seppe che aveva giocato due stagioni semiprofessionistiche a baseball. Thorpe si difese dicendo che aveva giocato per il piacere del gioco e non per il danaro, ma il comitato, irremovibile, decise che la sua attività nel baseball gli aveva consentito una preparazione atletica che gli altri atleti dilettanti non avevano potuto avere. Il suo nome fu tolto dal libro dei record e le medaglie ritirate.
In seguito Thorpe cominciò nel 1915 a giocare a baseball per i New York Giants, e dal 1917 per i Cincinnati Reds, terminando la sua carriera nel 19 per i Boston Braves.
Negli stessi anni in cui giocava professionalmente a Baseball, non disdegnò anche il football professionistico, giocando per gli Ohio Bulldogs e i Cleveland Indiana fino al 1921. Successivamente si mise ad allenare e a tentare di creare una associazione di football professionistico, quella che molti anni più tardi si evolse nella attuale NFL.
Il vulcanico Jim non si limitò a questo: lavorò come comparsa nei film, si occupò dei parchi pubblici di Chicago, e si battè per i diritti dei nativi americani.
Thorpe morì il 28 marzo 1953 per un attacco di cuore. Il New York Times gli dedicò tutta la prima pagina nel suo ricordo, asserendo che Thorpe "fu un fantastico atleta. Aveva la forza, la velocità e la coordinazione dei migliori giocatori, unite a una incredibile resistenza. La perdita delle medaglie di Stoccolma a causa di cavilli ha oscurato buona parte della sua carriera e avrebbe dovuto essere corretta molto tempo fa. La sua memoria dovrebbe essere mantenuta per ciò che merita, il più grande e completo atleta del nostro tempo".
Nel 1983, oltre alla restituzione delle medaglie, il suo nome fu nuovamente inserito negli annali olimpici.
sabato 17 gennaio 2026
#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 17 gennaio.
Il 17 gennaio 1966 un bombardiere Usa B52 si scontrò nel cielo di Palomares, in Spagna, con un aereo cisterna che avrebbe dovuto rifornirlo in volo, e lasciò cadere 4 bombe atomiche da 1,5 megatoni, due a terra e due in mare. Fortunatamente nessuno degli ordigni atomici esplose, ma le due bombe atomiche cadute a terra seminarono plutonio radioattivo, contaminando una vasta area. In tre mesi vennero raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che furono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi erano forniti di tute protettive, gli spagnoli continuarono a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali.
Solo recentemente, e in particolare dopo che Wikileaks ha pubblicato tutta una serie di missive riservate che indicano che il Pentagono sa bene il grado di pericolosità per la popolazione dovuto alla perdita di plutonio oltre 50 anni fa, il governo degli Stati Uniti, coordinandosi con il governo spagnolo, ha provveduto ad una bonifica del territorio di Palomares, nel 2023.
Il 17 gennaio 1966 un bombardiere Usa B52 si scontrò nel cielo di Palomares, in Spagna, con un aereo cisterna che avrebbe dovuto rifornirlo in volo, e lasciò cadere 4 bombe atomiche da 1,5 megatoni, due a terra e due in mare. Fortunatamente nessuno degli ordigni atomici esplose, ma le due bombe atomiche cadute a terra seminarono plutonio radioattivo, contaminando una vasta area. In tre mesi vennero raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che furono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi erano forniti di tute protettive, gli spagnoli continuarono a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali.
Solo recentemente, e in particolare dopo che Wikileaks ha pubblicato tutta una serie di missive riservate che indicano che il Pentagono sa bene il grado di pericolosità per la popolazione dovuto alla perdita di plutonio oltre 50 anni fa, il governo degli Stati Uniti, coordinandosi con il governo spagnolo, ha provveduto ad una bonifica del territorio di Palomares, nel 2023.
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