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giovedì 5 novembre 2026

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 5 novembre
Il 5 novembre 2008 Barack Obama diviene il 44esimo presidente degli Stati Uniti d'America, il primo afroamericano della storia.
Barack Hussein Obama Jr. nasce a Honolulu (Hawaii, USA) il 4 agosto 1961.
Il padre, keniota agnostico ed ex pastore, emigrato negli Stati Uniti per studiare conosce la studentessa Ann Dunham (di Wichita, Kansas); la coppia frequenta ancora l'università quando il piccolo Barack nasce.
Nel 1963 i genitori si separano; il padre si trasferisce ad Harvard per completare gli studi, poi fa ritorno in Kenya. Rivedrà il figlio solo in un'occasione poi morirà nel suo paese natale nel 1982. La madre si risposa: il nuovo marito è Lolo Soetoro, indonesiano, altro ex collega universitario, da cui avrà una figlia. Soetoro muore nel 1993 e Ann si trasferisce a Giakarta con il piccolo Obama. Qui nasce la figlia Maya Soetoro-Ng. Obama frequenta le scuole elementari fino ai suoi 10 anni, poi torna ad Honolulu per ricevere una migliore istruzione.
Viene cresciuto inizialmente dai nonni materni (Madelyn Dunham) e poi dalla madre che li raggiunge.
Dopo il liceo studia all'Occidental College prima di spostarsi al Columbia College della Columbia University. Qui consegue una laurea in scienze politiche con una specializzazione in relazioni internazionali. Inizia quindi a lavorare per la "Business International Corporation" (poi diverrà parte del "The Economist Group"), agenzia fornitrice di notizie economiche di carattere internazionale.
Obama si trasferisce poi a Chicago per dirigere un progetto non profit che assiste le chiese locali nell'organizzare programmi di apprendistato per i residenti dei quartieri poveri nel South Side. Lascia Chicago nel 1988 per andare ad Harvard, per tre anni, dove approfondisce gli studi di giurisprudenza. Nel febbraio 1990 è il primo afroamericano presidente della celebre rivista "Harvard Law Review".
Nel 1989 conosce Michelle Robinson, avvocato associato nello studio dove Obama sta facendo uno stage estivo. Ottiene il dottorato magna cum laude nel 1991 e l'anno seguente sposa Michelle.
Tornato a Chicago dirige il movimento "voter registration drive", per far registrare al voto quanti più elettori possibili. Diviene avvocato associato dello studio legale Miner, Barnhill & Galland e lavora per difendere organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti civili e del diritto di voto.
Nel 1995 scrive un libro dal titolo "Dreams from My Father", in cui descrive l'esperienza di crescere con la famiglia della madre, famiglia bianca, di ceto medio. La madre morirà solo poco tempo dopo la pubblicazione del libro. Intanto nel 1993 inizia a insegnare Diritto costituzionale presso la Scuola di legge dell'Università di Chicago, attività che porta avanti fino al 2004 quando si candida per il Partito Democratico e viene eletto al Senato federale.
Sin dal suo discorso inaugurale riceve una vasta notorietà a livello nazionale. E' l'unico senatore afroamericano quando a Springfield, capitale dell'Illinois, il 10 febbraio 2007 annuncia ufficialmente la sua candidatura per le elezioni presidenziali del 2008. Membro del suo stesso partito e anche lei in corsa per la Casa Bianca è Hillary Clinton, moglie dell'ex Presidente USA. Dopo una lunga cavalcata testa a testa, le primarie si concludono all'inizio del mese di giugno 2008 con la vittoria di Obama.
Il suo rivale alle elezioni del mese di novembre 2008 è John McCain. Obama stravince: è il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America, il primo nero.

mercoledì 4 novembre 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 4 novembre.
Nelle prime ore del 4 novembre 1966 si compì quella che fu poi chiamata l'alluvione di Firenze.
Nei giorni che precedettero tale data caddero in Toscana un numero di millimetri di pioggia pari a un terzo della media annuale, ingrossando e rompendo gli argini di tutti i fiumi. L'alluvione portò alla morte di 34 persone, ma nella coscienza storica del paese rimase impressa la tragedia, sia pure incruenta, del patrimonio artistico della città: migliaia di volumi, tra cui preziosi manoscritti o rare opere a stampa furono coperti di fango nei magazzini della Biblioteca Nazionale Centrale, e una delle più importanti opere pittoriche di tutti i tempi, il Crocifisso di Cimabue conservato nella Basilica di Santa Croce deve considerarsi, nonostante un commovente restauro, perduto all'80%. La nafta da riscaldamento impresse le tracce del livello raggiunto dalle acque su tanti monumenti; la Porta del Paradiso del Battistero di Firenze fu spalancata dalle acque, e dalle ante sbattute violentemente si staccarono quasi tutte le formelle del Ghiberti. Innumerevoli i danni ai depositi degli Uffizi, ancora non completamente risarciti dopo anni di indefessi restauri, che tra l'altro hanno portato le istituzioni fiorentine per il restauro ad essere considerate fra le principali del mondo. Un vero e proprio esercito di giovani e meno giovani di tutte le nazionalità volontariamente, subito dopo l'alluvione, arrivarono a migliaia in città per salvare le opere d'arte e i libri, strappando al fango e all'oblio la testimonianza di secoli di Arte e di Storia. Questa incredibile catena di solidarietà internazionale rimane una delle immagini più belle nella tragedia. I giovani, chiamati ben presto gli "Angeli del fango" sono anche uno dei primi esempi di mobilitazione spontanea giovanile nel XX secolo. Per la tutela del patrimonio artistico danneggiato si mise subito in moto una gara a mettere al sicuro e approntare i primi restauri ai beni danneggiati. Guidati dal lungimirante soprintendente Ugo Procacci, i laboratori fiorentini dell'Opificio delle Pietre Dure raggiunsero gradualmente quei livelli di avanguardia e maestranza tecnica che tuttora li rendono una delle strutture più importanti a livello mondiale nel campo del restauro.
L'alluvione fu uno dei primi episodi in Italia in cui si evidenziò l'assoluta mancanza di una struttura centrale con compiti di protezione civile: i cittadini non furono avvertiti dell'imminente fuoriuscita del fiume, tranne alcuni orafi di Ponte Vecchio che ricevettero una telefonata di una guardia notturna che li invitava a vuotare le loro botteghe; le notizie furono date in grande ritardo e i Media tentarono di sottacere l'entità del disastro; per i primi giorni gli aiuti provennero quasi esclusivamente dal volontariato, o dalle truppe di stanza in città: per vedere uno sforzo organizzato dal governo bisognò attendere sei giorni dopo la catastrofe.
Da segnalare poi che l'aiuto economico da parte del governo fu un contributo di 500 mila Lire ai commercianti, finanziato attraverso l'aumento delle accise di 10 lire sul prezzo della benzina: tale aumento è tuttora presente nel costo dei carburanti.

martedì 3 novembre 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 3 novembre.
Il 3 novembre 1957 l'Unione Sovietica lanciava in orbita lo Sputnik 2, al cui interno per la priva volta vi era un essere vivente, una cagnetta comunemente nota col nome di Laika, sebbene il suo vero nome fosse Kudrjavka.
Erano gli anni della guerra fredda, Stati Uniti e Unione Sovietica lanciavano la sfida allo spazio con l'ovvio scopo di essere in grado di attaccare il nemico dallo spazio ed avere un vantaggio strategico enorme. Con questo lancio l'URSS dimostrava di essere molto più avanti in questa speciale corsa. Lo Sputnik 2 era dotato di un piccolo ambiente vitale pressurizzato dove la cagnetta, che era stata lungamente addestrata per resistere in spazi angusti e sotto una forte pressione, avrebbe potuto sopravvivere al lancio.
Il programma prevedeva che il satellite restasse in orbita alcuni mesi e poi precipitasse nell'atmosfera, quindi la sorte di Laika era segnata fin dalla partenza; inoltre le batterie che alimentavano il sistema vitale potevano resistere non più di alcuni giorni. Per questo motivo uno dei bocconi con cui sarebbe stata alimentata la cagnolina era stato avvelenato, onde evitare un'agonia per asfissia dell'animale.
Laika era collegata a una serie di sensori che avrebbero consentito di monitorare i suoi segni vitali per consentire uno studio della risposta di un essere vivente alle sollecitazioni della vita nello spazio; in realtà un guasto al sistema di areazione la uccise dopo poche ore e il suo sacrificio fu quindi quasi inutile.
Nel 1997, a 40 anni dal lancio, l'istituto aerospaziale di Mosca aggiunse ai nomi dei cosmonauti morti per la conquista dello spazio, anche quello di Laika, con una targa apposita in suo onore.

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