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domenica 24 ottobre 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 24 ottobre.
Il 24 ottobre si festeggia la giornata mondiale dell'Onu, dovuta alla ratifica del suo statuto avvenuto il 24 ottobre 1945.
L’ONU è la più importante ed estesa organizzazione intergovernativa che conta 192 Stati membri su un totale di 201 complessivi. Le Nazioni Unite hanno come fine il conseguimento della cooperazione internazionale in materia di sviluppo economico, progresso socioculturale, diritti umani e sicurezza internazionale. Hanno come fine il mantenimento della pace mondiale anche attraverso efficaci misure di prevenzione e repressione delle minacce e violazioni ad essa rivolte. La sede centrale delle Nazioni Unite si trova a New York e l’attuale Segretario Generale è Ban Ki-Moon .
L’Organizzazione delle Nazioni Unite nasce grazie alla carta di San Francisco, il 25 Aprile del 1945 per cooperare per una vita migliore in tutto il mondo e per la pace, all’indomani della seconda guerra mondiale.
Nel 1941 si tenne a Londra un incontro tra i leader dei paesi colpiti dalle mire espansionistiche della Germania nazista e i rappresentanti britannici e dei paesi del Commonwealth. I partecipanti firmarono una Dichiarazione interalleata nella quale si impegnarono a “lavorare insieme, con gli altri popoli liberi, sia in tempo di guerra che di pace” . Questa, può essere considerata la prima tappa verso la costituzione delle Nazioni Unite.
Sempre nel 1941, Franklin Delano Roosevelt ed il Primo Ministro britannico, Winston Churchill firmarono la Carta Atlantica. Nel 1942 i rappresentanti di 26 nazioni in guerra contro l’Asse proclamarono la loro adesione a quanto stabilito nella Carta Atlantica (Dichiarazione delle Nazioni Unite); più tardi si aggregheranno altri 21 paesi. In questa occasione si ebbe il primo utilizzo ufficiale del termine “Nazioni Unite” suggerito da Roosevelt.
Il 30 ottobre 1943, nella Conferenza di Mosca, Regno Unito, Cina, Unione Sovietica e Stati Uniti firmarono la Declaration of the Four Nations on General Security nella quale si prevedeva la creazione di un’organizzazione internazionale per il mantenimento della pace e della sicurezza.
Prima di tale conferenza, nel 1944, i rappresentanti di Unione Sovietica, Regno Unito, Stati Uniti e Cina stilarono il primo progetto delle Nazioni Unite e si accordano sugli scopi, la struttura e il funzionamento dell’Onu. Poi, durante la Conferenza di Yalta tenutasi dal 4 all’11 febbraio 1945, si ribadì la volontà di istituire un’organizzazione internazionale per la salvaguardia della pace e della sicurezza e a questo scopo vennero stabilite le date della Conferenza di San Francisco (25 aprile 1945).
I rapppresentanti di 50 nazioni si riunirono per una conferenza dal titolo ufficiale Conferenza delle Nazioni Unite sull’Organizzazione Internazionale nella quale vennero elaborati i 111 articoli della Carta che fu adottata all’unanimità il 25 giugno 1945. Il giorno seguente la firmarono i 51 paesi firmatari. L’Onu è ufficialmente fondato il 24 ottobre 1945 dopo la ratifica dello Statuto da parte dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: Cina, Taiwan, Francia, Unione Sovietica, Regno Unito e gli Stati Uniti e dalla maggioranza degli altri 46 firmatari.
I Membri dell'ONU sono degli Stati Sovrani. Le Nazioni Unite non sono un governo mondiale e non legiferano. Esse, tuttavia, forniscono i mezzi per aiutare a risolvere i conflitti internazionali e formulano politiche appropriate su questioni di interesse comune. Alle Nazioni Unite tutti gli Stati Membri — grandi e piccoli, ricchi e poveri, con differenti visioni politiche e diversi sistemi sociali — fanno sentire la propria voce e votano in questo processo.
L'ONU ha sei organi principali. Cinque di questi — l’Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, il Consiglio Economico e Sociale, il Consiglio di Amministrazione Fiduciaria e il Segretariato — si trovano presso il Quartier Generale di New York. Il sesto, la Corte Internazionale di Giustizia, ha sede all’Aia, in Olanda.
Tutti gli Stati Membri dell’ONU sono rappresentati nell’Assemblea Generale, una specie di parlamento delle nazioni che si riunisce regolarmente in sessioni speciali per esaminare i problemi mondiali più pressanti. Ogni Stato Membro dispone di un voto. Le decisioni sugli "argomenti importanti", quali raccomandazioni sulle questioni relative alla pace e alla sicurezza internazionali, l’ammissione di nuovi membri, il bilancio dell’organizzazione, vengono prese con una maggioranza di due terzi. Altri argomenti richiedono invece una maggioranza semplice. Negli ultimi anni è stato fatto uno sforzo particolare per giungere alle decisioni per consenso, piuttosto che mediante un voto formale. L’Assemblea non può costringere uno Stato ad agire in un determinato modo, ma le sue raccomandazioni costituiscono una importante indicazione di quella che è l’opinione mondiale e rappresentano l’autorità morale della comunità delle nazioni.
Lo Statuto delle Nazioni Unite affida al Consiglio di Sicurezza la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. Il Consiglio può essere convocato in qualunque momento, ogni qual volta la pace venga minacciata. Tutti gli Stati Membri sono tenuti a rispettare le decisioni del Consiglio secondo lo Statuto dell’ONU.
Il Consiglio di Sicurezza ha istituito circa 60 operazioni di pace. Qui, alcuni membri della forza presente a Cipro aiutano a caricare i rifornimenti umanitari per le vittime del devastante tsunami del 2004 nell’Asia del Sud.
Esso è composto da 15 membri. Cinque di essi — Cina, Francia, Federazione Russa, Gran Bretagna e Stati Uniti — sono membri permanenti. Gli altri 10 vengono eletti dall'Assemblea con un mandato biennale. Negli ultimi anni, peraltro, gli Stati Membri hanno discusso la possibilità di modificare la composizione del Consiglio così da riflettere meglio le mutate realtà politiche ed economiche.
Le decisioni del Consiglio richiedono una maggioranza di almeno nove voti. Ad eccezione delle votazioni relative alle questioni procedurali, nessuna decisione può essere presa nel caso in cui un voto negativo, o veto, venga espresso da un membro permanente.
Quando all'attenzione del Consiglio viene sottoposta una questione che minacci la pace internazionale, in prima battuta si cerca il modo per risolvere pacificamente la controversia. In questi casi il Consiglio può avviare una mediazione o illustrare delle ipotesi per giungere a un accordo. Nel caso di combattimenti il Consiglio cerca invece di ottenere un cessate il fuoco. Esso può inviare delle missioni per il mantenimento della pace per far rispettare la tregua e tenere separate le opposte fazioni.
Nel tentativo di dare maggiore forza alle proprie decisioni, il Consiglio di Sicurezza può imporre sanzioni economiche ed ordinare un embargo sugli armamenti. In rare occasioni, peraltro il Consiglio di Sicurezza ha autorizzato gli Stati Membri a impiegare "tutti i mezzi necessari", comprese azioni militari collettive, per garantire che le sue decisioni venissero rispettate.
Il Consiglio, infine, formula delle raccomandazioni all'Assemblea Generale in merito alla candidatura al ruolo di Segretario Generale e circa l'ammissione all'ONU di nuovi membri.
La Corte Internazionale di Giustizia — conosciuta anche come la Corte Mondiale — è il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite. Composta da 15 giudici eletti dall’Assemblea Generale e dal Consiglio di Sicurezza, che votano in maniera separata e simultanea. La Corte delibera sulle controversie fra Stati, basandosi sulla partecipazione volontaria degli Stati interessati. Nel caso in cui uno Stato accetti di partecipare ad un procedimento, esso è tenuto a conformarsi alla decisione della Corte. La Corte fornisce inoltre pareri e consulenze alle Nazioni Unite e alle sue agenzie specializzate.
Il Segretariato svolge il lavoro di macchina e amministrativo delle Nazioni Unite, seguendo le direttive dell’Assemblea Generale, del Consiglio di Sicurezza e degli altri organi. È guidato dal Segretario Generale, che si occupa della guida amministrativa generale.
Il Segretariato consiste di dipartimenti e uffici con uno staff complessivo di circa 7.500 persone nel bilancio ordinario, proveniente da circa 170 Paesi. Le sedi operative comprendono il Quartier Generale di New York e gli uffici di Ginevra, Vienna, Nairobi e di altre località.
Il Fondo Monetario Internazionale, il Gruppo Banca Mondiale e altre tredici organizzazioni indipendenti conosciute come "agenzie specializzate" sono collegate all’ONU mediante accordi di collaborazione. Queste agenzie, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Organizzazione Internazionale per l’Aviazione Civile, sono organismi autonomi creati da accordi intergovernativi. Essi hanno delle responsabilità internazionali a largo raggio nel campo economico, sociale, culturale, educativo, sanitario e nei settori collegati. Alcuni di essi, come l’Organizzazione Internazionale del Lavoro e l’Unione Postale Universale, sono stati istituiti prima dell’ONU stessa.
Esiste inoltre una pluralità di uffici, programmi e fondi dell’ONU — come l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Rifugiati (UNHCR), il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) — che lavorano per migliorare le condizioni economiche e sociali delle persone di tutto il mondo. Questi organismi riferiscono all’Assemblea Generale o al Consiglio Economico e Sociale.
Tutte queste organizzazioni hanno propri organismi direttivi, bilanci e segretariati. Con le Nazioni Unite sono conosciuti come la famiglia ONU, o il sistema delle Nazioni Unite. Tutti assieme offrono assistenza tecnica e altre forme di aiuto pratico virtualmente in tutte le aree economiche e sociali.

sabato 23 ottobre 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 23 ottobre.
Il 23 ottobre 1925 nasce a Cagliari il regista Nanny Loy, pseudonimo di Giovanni Loy.
Esordisce la prima volta con il film "Parola di ladro" (1957), in co-regia con Gianni Puccini, altro noto regista e sceneggiatore italiano con cui firma l'anno successivo il loro secondo lavoro, intitolato "Il marito" (1958). È tragedia comica di un ladro gentiluomo e dagli echi Hollywoodiani, il primo e, commedia con protagonista Alberto Sordi, il secondo. Poi Loy gira nel biennio successivo l'"Audace colpo dei soliti ignoti" (1960), prima di approdare al successo e ai primi riconoscimenti del partigiano "Un giorno da leoni" (1961) e di "Le quattro giornate di Napoli" (1962). Sono film ispirati alla guerra e alla drammatica rivolta di cui i napoletani furono protagonisti a seguito di questa, il 28 settembre del 1943, quando l'intera popolazione con l'apporto di militari fedeli al Regno del Sud, riuscirono a liberare la città campana dall'occupazione delle forze armate tedesche. È ammirevole come, nonostante il periodo di boom economico in cui le pellicole vengono lanciate, il regista si prodighi per riportare l'attenzione degli italiani sulle tematiche da poco superate su cui tanto c’è ancora da discutere. Qualche anno dopo, esattamente nel 1965, Loy, che si occupa da qualche tempo anche di televisione, raggiunge il massimo della popolarità con la serie "Specchio Segreto", che passa alla storia come il primo programma di candid - camera del nostro paese di cui Nanny Loy è autore e attore. Gira subito dopo "Il padre di famiglia" (1967), con Nino Manfredi, Ugo Tognazzi e Totò che, fatalità, ne gira la scena del funerale appena due giorni prima di spegnersi, e "Detenuto in attesa di morire" (1971), che per la prima volta, deputa ad un film il compito di denunciare senza mezzi termini tutta l'arretratezza del sistema giudiziario e carcerario italiano di quel periodo. È qui che il grandissimo Alberto Sordi interpreta il ruolo drammatico che gli vale l'Orso d'Oro al Festival di Berlino dell'anno successivo. Non ne viene smentito lo spirito analitico e indagatore nemmeno in "Sistemo l'America e torno", interessante ritratto dell'America razzista di quegli anni. Il 1976 è invece l'anno del più leggero di "Signore e signori, buonanotte" e degli episodi diretti in "Basta che non si sappia in giro" e "Quelle strane occasioni". Si concentrano dunque nel decennio successivo una serie di altri titoli che ne riconfermano lo stile teso a rappresentare la realtà non solo criticamente, ma anche con tenerezza e ironia, un po’ alla maniera dei maestri De Sica e Gassman. Si tratta dei primi tre "Cafè Express" (1980), "Testa o croce" (1982) e "Mi manda Picone" (1984) in cui un giovanissimo Pino Daniele firma accanto a Tullio De Piscopo le musiche e dei più rinomati "Amici miei atto III" (1985), "Scugnizzi" (1989) e "Pacco, doppio pacco e contropaccotto" (1993). Il terzo della serie di "Amici miei" è una catastrofe annunciata già nella sceneggiatura, la critica giudica netto lo scarto con gli altri due e il pubblico non gradisce. "Scugnizzi", invece, cui nel 2002 si ispirerà la versione musical "C'era una volta...Scugnizzi" di Enrico Vaime, rappresenterà una delle esperienza più significative del proprio percorso cinematografico e umano. Il film narra le vicende di alcuni dei giovani detenuti del riformatorio di Nisida, impegnati nella realizzazione di uno spettacolo teatrale. Nanni visita insieme a Leo Gullotta, che è l'attore sotto la cui guida, i ragazzini imparano a recitare, le carceri minorili di Napoli. Entrambi rimangono scioccati, la camorra e il disagio giovanile sono ovunque, ma è il regista che ne soffre più di tutti fino a risentirne dal punto di vista dello stato di salute. "Fu un esplosione dentro di noi", dichiarerà più volte Gullotta. L'ultima pellicola per il grande schermo è, come abbiamo detto "Pacco, doppio pacco e contropaccotto", strutturato ad episodi e ambientato nella Napoli di fine anni Novanta, con i suoi mal costumi, la filosofia dell'arrangiarsi e del tirare a campare. I complimenti per la capacità propria della sua regia di dipingere i tratti caratteristici dell'italiano medio non soltanto per far ridere ma anche per far pensare e far crescere culturalmente il suo pubblico, si sprecano. Il fine educativo del suo operato non è mai secondario, le lezioni che spesso impartisce al Centro Sperimentale ne sono la prova. La stessa idea di cinema come servizio da rendere al pubblico si trasferisce inevitabilmente nell'attività di autore televisivo. Nasce probabilmente con questo intento e con quello di diffondere la grandezza letteraria di Italo Calvino, la versione catodica in onda sulla Rai di "Marcovaldo" (1970), dall'omonimo romanzo dell'illustre scrittore. “Un candido eroe, con la faccia stralunata e triste" di Nanni Loy, che spiegherà la sua partecipazione alla trasmissione come attore, dichiarando: "Faccio l’attore per imparare a farlo, perché non lo so fare, perché recitare significa perfezionare o addirittura conquistare uno strumento in più nell'attività di regista; gli stessi Chaplin e Tatì sono nati come registi da attori, origini che si riconoscono". Un lunga carriera dunque, focalizzata sull'attenzione al prossimo soprattutto quando vittima delle angherie del vicino. Un uomo che il direttore della fotografia Cirillo che con lui lavorava su vari set, definirà come un "sincero, vero e autentico democratico" con un rispetto per il lavoro, la personalità e se stesso senza pari. Un artista e un grande uomo che vale la pena conoscere per imparare che senza la fatica, la dedizione e una visione quasi artigianale del fare, poco di buono si potrebbe creare nel mondo del cinema come nella vita.
Muore a 69 anni a Fregene il 21 agosto 1995, riposa al cimitero del Verano di Roma.

venerdì 22 ottobre 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 22 ottobre.
Il 22 ottobre 1964 Jean Paul Sartre rifiuta, suscitando clamore in tutto il mondo, il premio Nobel per la letteratura che l'accademia di Svezia gli ha tributato.
Filosofo, narratore, drammaturgo e saggista, considerato il padre dell'esistenzialismo francese, Jean-Paul Sartre (Parigi 1905, Parigi 1980) ebbe un'infanzia segnata immediatamente, al secondo anno di vita, dalla morte del padre, un ufficiale di marina. Fu dapprima allevato dai nonni materni e, in seguito, con la madre, si trasferì a La Rochelle, dove frequentò il liceo locale. Fra il 1924 e il 1928 studiò all'École Normale Supérieure di Parigi. In questi anni Sartre conobbe Simone de Beauvoir, alla quale restò sentimentalmente legato tutta la vita. Nel 1931 cominciò a insegnare filosofia, prima al liceo di Le Havre, poi al Pasteur e successivamente al Condorcet di Parigi. Negli anni 1933-34 soggiornò a Berlino dove lesse per la prima volta le opere di E. Husserl, di M. Heidegger e di K. Jaspers. La nascita di Sartre come filosofo è narrata da lui stesso in Les Mots (1964; Le parole), opera autobiografica, illustrazione prima del suo mondo ideale. Sartre pubblicò la sua prima opera filosofica, L'imagination (L'immaginazione), nel 1936, con la quale diede l'avvio a una produzione copiosa che lo vide impegnato sulla scena del pensiero europeo. Ne L'imagination si delinea il suo credo filosofico, in un allargamento del pensiero fenomenologico di Husserl e nella presa di coscienza dell'esistenzialismo di marca tedesca. Con L'Être et le Néant (1943; L'Essere e il Nulla) Sartre perfezionerà la sua dialettica visione del mondo, per approdare successivamente, intorno al 1960, al confronto col marxismo della Critique de la raison dialéctique (Critica della ragione dialettica). Oltre che nel saggio filosofico il pensiero di Sartre si era già manifestato con La Nausée (1938; La Nausea), prima opera di Sartre romanziere, nella quale al romanzo meramente narrativo di situazione e di intreccio oppone il romanzo di idee, in cui il protagonista, alter ego dello scrittore, percorre un lungo e tortuoso cammino verso la coscienza del sé e del proprio essere nel mondo. Seguirono altre due opere di narrativa, Le Mur (1939; Il muro) e Les chemins de la liberté (1945-49; Le vie della libertà, inizialmente pensato in quattro volumi, ma di cui solo tre videro la luce), in cui Sartre, adottando la tecnica cinematografica della simultaneità, affrontò letterariamente il dramma generale della seconda guerra mondiale. Successivamente Sartre ampliò il suo orizzonte scrivendo altre opere per il teatro. Nascono così Les Mouches (1943; Le mosche), una trasposizione in chiave moderna dell'Orestea, a cui l'anno dopo seguì Huis clos (A porte chiuse). Intanto, sempre nel 1944, Sartre partecipò attivamente alla Resistenza e, lasciato definitivamente l'insegnamento, nel 1945 fondò, insieme a M. Merleau-Ponty e a S. De Beauvoir la rivista Les Temps Modernes, nella quale, accanto all'esperienza filosofica e letteraria, troverà ampio spazio l'impegno politico. In questo periodo strinse una forte amicizia con A. Camus, che finì, però, col frantumarsi nell'arco di una dura polemica apertasi nel 1952 e spentasi con la prematura morte di quest'ultimo. In seguito a numerosi viaggi in tutto il mondo, da giornalista, Sartre passò dai primi testi atemporali per il teatro a una precisa collocazione nel mondo dei suoi personaggi: con Morts sans sépolture (1946, Morti senza tomba) siamo in piena guerra civile spagnola; con La putaine respecteuse (1946; La sgualdrina timorata) negli USA, e nel difficile clima di integrazione razziale; e ancora con Les mains sales (1948; Le mani sporche) Sartre affronta il conflitto tra realismo e idealismo in politica; con Le diable et le bon Dieu (1951; Il diavolo e il buon Dio) il potere dell'uomo di foggiarsi il proprio destino; Les séquestrés d'Altona (1959; I sequestrati di Altona) tratta lo smarrimento in cui la tirannide può precipitare una coscienza. Alle opere teatrali si aggiunsero i saggi Baudelaire (1947), Saint-Genet, comédien et martyre (1952; Santo Genet, commediante e martire) e le parallele inchieste, puntualizzazioni, considerazioni condotte su Les Temps Modernes. Nel 1964 gli venne conferito il Nobel, ma Sartre lo rifiutò poiché, a suo avviso, «nessun uomo merita di essere consacrato da vivo». Aveva già rifiutato la Legione d'onore, nel 1945, e ancora una cattedra al Collegio di Francia. Questi onori, secondo lui, avrebbero alienato la sua libertà, facendo dello scrittore un'istituzione. Questi suoi gesti resteranno celebri poiché in grado di illuminare lo spirito e lo stato d'animo dell'intellettuale.
L'opera di Sartre è inevitabilmente segnata dalla contraddizione di chi, parlando sempre di engagement, nega alla letteratura qualsiasi capacità di autonomia. Ed è in questo senso che la sua opera di romanziere e drammaturgo è strettamente legata alla vastità e alla coerenza della sua visione del mondo, la cui unità appare garantita dall'inesauribile dibattito sulla libertà. La libertà, presupposto essenziale per la realizzazione dell'uomo, deve servire soltanto a “impegnarsi”. Per Sartre ogni scrittore è “compromesso con il proprio tempo”, che egli parli o taccia, giacché anche i silenzi di coloro che sono venuti alla ribalta per farsi ascoltare hanno un'eco e un significato. L'existentialisme est un humanisme (1946; L'esistenzialismo è un umanesimo) chiarì inequivocabilmente questi principi e il titolo stesso del saggio è una risposta a quella che deve essere la posizione dello scrittore nella società, la scelta dell'uomo di fronte all'esistenza: l'impegno politico. L'importanza e la grandezza di Sartre scrittore sono, in questo senso, legate alla terribile densità del mondo da lui elaborato intellettualmente, rappresentato e messo in scena: un mondo assurdo e ripugnante, un mondo "a porte chiuse", dominato dall'orrore per la condizione stessa dell'esistere. E tuttavia la possibilità di una via di uscita è accennata e consiste nel farsi carico, ancora una volta, del proprio agire e nella capacità di accogliere in sé una forte responsabilità etica e politica. Dei suoi saggi successivi si ricordano ancora Le peintre sans privilège (1962; Il pittore senza privilegi), Marxisme et existentialisme (1963; Marxismo e esistenzialismo, in collaborazione con R. Garaudy), Les communistes et la paix (1969; I comunisti e la pace) e L'idiot de la famille (1972; L'idiota di famiglia), dedicato a G. Flaubert e non privo di espressioni polemiche sull'autore. Sartre scrisse anche sceneggiature per il cinema: Les jeux sont faits (1947), L'Engrenage (1949; L'ingranaggio), adattato anche per il teatro, e lo stesso Les Mots. Successivamente Sartre venne sempre più accentuando l'impegno politico in campo marxista; in particolare lo svolgimento dei motivi “libertari” inerenti alla sua interpretazione del marxismo in termini fenomenologico-esistenziali lo portò a dure critiche nei confronti del marxismo istituzionalizzato e della sinistra ufficiale e a una concezione della rivoluzione identificata con una sorta di contestazione permanente. Colpito da cecità quasi totale, pubblicò saggi, articoli (su L'idiot international e La cause du peuple) e interviste: oltre a quelli raccolti in Situations VIII, IX (1972) e X (1976), altri formano la trama del libro-conversazione On a raison de se revolter (1974; Le ragioni della rivolta) composto con due militanti dell'estrema sinistra, Pierre Victor e Philippe Gavi, co-fondatori del giornale Libération del quale Sartre fu per qualche tempo direttore. Nel 1983 sono apparsi postumi i Cahiers pour une morale (Quaderni per una morale) e i Carnets de la drôle de guerre (Taccuini di guerra) scritti tra il 1939 e il 1940. Sempre nel 1983 è uscito l'epistolario privato di Sartre: Premières lettres de guerre à Simone de Beauvoir e Lettres au Castor et à quelques autres (trad. it. Lettere al castoro). Nel 1990 sono stati pubblicati testi autobiografici sotto il titolo Ecrits de jeunesse (Scritti giovanili). Il crollo dei regimi marxisti e la condanna dell'ateismo di Stato conseguente agli eventi succedutisi in Europa dal 1989 hanno giustificato alcuni suoi ripensamenti sul marxismo e ridimensionato alcune sue affermazioni sull'esistenzialismo ateo.
Morì nel 1980 al culmine del successo, quando ormai era diventato icona della gioventù ribelle e anticonformista del dopoguerra. Si stima che al suo funerale presenziarono cinquantamila persone. È sepolto nel cimitero di Montparnasse a Parigi.


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