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domenica 19 agosto 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 19 agosto.
Il 19 agosto 14 d.C. muore Augusto, il primo imperatore di Roma.
Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto nasce a Roma nel 63 a.C., il padre è Gaio Ottavio e la madre è Azia, la figlia di Giulia, sorella minore di Giulio Cesare. Nel 45 a.C. Cesare lo adotta, poiché egli non ha discendenti maschi. Mentre si trova ad Apollonia, in Grecia, per motivi di studio in attesa di partire per la spedizione contro i Parti, Cesare Ottaviano riceve la notizia della morte di Giulio Cesare avvenuta il 15 marzo del 44 a.C. Torna a Roma per vendicare l'uccisione di Cesare e per raccogliere l'eredità da lui lasciata. All'età di diciannove anni Ottaviano dimostra grande caparbietà e coraggio, riuscendo a tenere testa ai suoi due acerrimi nemici, Marco Antonio e il Senato romano.
Il dissidio tra Ottaviano e Marco Antonio è da subito evidente, poiché quest'ultimo si rifiuta di consegnare subito nelle mani del primo l'eredità di Cesare. Il conflitto più aspro si ha a Modena, in cui Ottaviano appoggiato dai veterani di Cesare e dal Senato ottiene la vittoria contro Marco Antonio.
Nel 43 a.C., accortosi che il Senato appoggia fermamente la forma di governo oligarchica e per cercare di trovare una tregua con Marco Antonio, Ottaviano, in veste di Console, si mette d'accordo con quest'ultimo e Lepido per creare con loro il Triumvirato. Negli anni del Triumvirato i tre ordinano di uccidere i loro nemici, confiscano beni, distribuiscono terre ai veterani di Cesare e arruolano forze militari da impiegare nella battaglia contro i sostenitori di Bruto e Cassio, che si sono rifugiati in Grecia. I tre uomini si spartiscono i territori romani. Nel 42 a.C. le forze armate di Cesare Ottaviano e di Marco Antonio riportano una grande vittoria contro gli uomini di Bruto e Cesare a Filippi.
Nonostante un secondo accordo tra i triumviri e le spartizioni territoriali effettuate, lo scontro tra Marco Antonio e Ottaviano si riaccende, sfociando nella battaglia di Azio del 31 a.C., conclusasi nel 29 a.C. con la vittoria di Ottaviano che nel 27 a.C. riceve l'appellativo di Augusto. Egli ha il compito di riorganizzare l'Impero romano dal punto di vista politico, economico, militare e religioso. Rispettoso delle antiche Istituzioni romane, si appresta a dirigere in modo esemplare l'Impero romano. Egli inoltre alla carica di Console romano accumula anche quelle di princeps Senati e di Imperator, Prenome che può trasmettere agli eredi.
Augusto si rende conto che è arrivato il momento di porre fine alla forma di governo repubblicana, poiché il territorio dell'Impero è molto vasto. Egli, infatti, si rende conto che è giunto il momento di portare avanti nell'Impero una riforma costituzionale; è per questo motivo che nel 27 a.C. sanziona la fine dell'emergenza militare. Cesare Ottaviano Augusto porta avanti all'interno dell'Impero tutta una serie di importanti riforme tra cui la riforma costituzionale, il riordinamento delle Forze Armate, diminuendo il numero delle Legioni da cinquanta a ventotto e infine a diciotto, da l'ordine di realizzare numerose opere pubbliche per abbellire la Capitale imperiale, Roma. Inoltre a livello amministrativo crea nuove Colonie, Provincie e Prefetture, con l'obiettivo di romanizzarle.
Augusto ha nelle sue mani tutto il potere economico del Principato, ma cerca di assicurarsi del fatto che le risorse siano distribuite equamente, in modo tale da avere l'appoggio di tutte le popolazioni assoggettate. Nelle Provincie fa costruire strade, porti commerciali, nuove attrezzature portuali. Nel 23-15 a.C. riordina anche il sistema monetario. Il suo principato, conosciuto per i suoi caratteri pacifici, in realtà è stato funestato da numerose minacce e conflitti come ad esempio quello che interessa la parte nord-ovest della Penisola Iberica dal 29 a.C. al 19 a.C., la quale poi entra a fare parte dell'Impero. Dopo innumerevoli scontri militari anche il confine danubiano e quello renano vengono inglobati definitivamente nei domini imperiali.
Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto muore il 19 agosto del 14 d.C., lasciando nelle mani di Tiberio un grande Impero.

sabato 18 agosto 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 18 agosto.
Il 18 agosto 1750 nasce a Legnago Antonio Salieri.
Antonio Salieri nacque a Legnago in provincia di Verona il 18 agosto 1750 e morì a Vienna all'età di 75 anni.
Fu il più famoso compositore di quei tempi, direttore d'orchestra e insegnante d'eccezione.
Ancora adolescente divenne studente di violino di Giuseppe Tartini, successivamente si trasferì a Venezia con il fratello Francesco per studiare contrappunto alla scuola di Giovanni Pescetti.
Nel 1766 seguì Florian Leopold Gassmann, Kapellmeister (Maestro di cappella) a Vienna alla corte di Giuseppe II d'Asburgo. Nello stesso anno debuttò con grande successo con l'opera "Le Donne letterate"; l'anno successivo replicò con l'"Armida".
Alla morte di Gassmann nel 1774, Salieri venne nominato Maestro di Cappella dell'Opera Italiana e iniziò così la sua folgorante carriera di compositore. Nel 1788 divenne Hof-Kapellmeister, cioè a capo di ogni attività musicale, incarico che mantenne fino al 1824.
Alle opere del debutto fece seguito la composizione dell'opera che lo avrebbe consacrato nel panorama musicale dell'epoca, "Europa riconosciuta", commissionatagli dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria e che era destinata all'inaugurazione, il 3 agosto del 1778, del Nuovo Regio Ducal Teatro (l'attuale Teatro alla Scala) eretto a Milano.
Nel suo ruolo d'insegnante, Salieri, ebbe come allievi molti musicisti destinati alla celebrità: da Beethoven a Schubert, da Liszt a Czerny, Hummel ed uno dei figli di Mozart.
Fra le sue 39 composizioni per il teatro vanno ricordate: "La Scuola de' gelosi" (1778), "Der Rauchfangkehrer" (1781), "Les Danaïdes" (1784, attribuita in un primo tempo a Gluck), "Tarare" (1787), "Axur, re d'Ormus" (1788), "Palmira, Regina di Persia" (1795) e "Falstaff o sia le tre burle" (1799, tema tratto da Le allegre comari di Windsor di Shakespeare che sarà poi ripreso da Giuseppe Verdi per il suo Falstaff).
Salieri che nella sua produzione musicale vanta anche 26 variazioni su "La Follia di Spagna" (1815) e diverse serenate, morì a Vienna il 7 maggio 1825 e venne sepolto al cimitero Zentralfriedhof. Al suo funerale Schubert, suo allievo prediletto, diresse il Requiem che lo stesso Salieri scrisse diverso tempo prima per la propria morte.
Ai giorni nostri Antonio Salieri viene ricordato per la sua presunta rivalità con Mozart a cui seguirono oltre ad accuse di plagio anche, quella più grave, di aver assassinato il famoso compositore salisburghese, episodio mai dimostrato e tuttavia riproposto con forza visionaria dal regista Miloš Forman nel film Amadeus. Tale rivalità è in realtà piuttosto improbabile in quanto in quei tempi Salieri riceveva maggior apprezzamento rispetto a Mozart e, addirittura, qualcuno ipotizzò che fosse stato Mozart a plagiare Salieri.
Ricordiamo che a Legnago, città natia del compositore, gli è stato dedicato il Teatro della città dove vengono riproposte numerose sue opere e composizioni.

venerdì 17 agosto 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 17 agosto.
Il 17 agosto 1982, in una fabbrica Philips nei pressi di Hannover, viene registrato il primo compact disc della storia, che conteneva l'album degli Abba, The Visitors.
La musica è qualcosa che, a differenza di altre forme artistiche e creative, tende per sua stessa natura all'immaterialità, alla temporaneità, all'effimero; vibrazioni nell'aria che, una volta passate, sembrano svanire nel nulla. E in antitesi a questa immaterialità da sempre, l'uomo, ha cercato di catturare, di fermare nella materia il suono.
La storia dei supporti audio è, dunque, la storia di questa ricerca.
Possiamo individuare nel fonografo il primo sistema in grado di registrare e riprodurre suoni.
Una primissima forma di fonografo, definito in realtà fonoautografo, nasce nel 1857 per opera di Leon Scott de Martinville; l'apparecchio si limitava in realtà a trascrivere graficamente le onde sonore su un supporto materiale (vetro annerito con fumo prima, carta poi), ma non era capace di riprodurre da queste suoni.
Il fonografo vero e proprio arriva invece nel 1877, ed è invenzione dell'americano Thomas Edison. Il supporto per la registrazione (e la riproduzione), inizialmente un foglio di stagno, era di forma cilindrica. Dieci anni più tardi fu il tedesco Emilie Berliner a introdurre la scrittura e la riproduzione su disco, invece che su cilindro. Per qualche tempo vennero proposte in commercio registrazioni in ambedue i formati (disco e cilindro), ma nei primi anni del 900 il disco incontrò un successo e una diffusione sempre maggiori, diventando poi l'unico supporto sul mercato.
Nel 1925 viene ufficialmente introdotto uno standard per la velocità dei dischi: 78 giri al minuto.
Gli originali dischi in gommalacca a 78 giri vengono sostituiti, a partire dal 1948, dai dischi in PVC (cloruro di polivinile, materiale più flessibile e resistente della gommalacca) a 33 giri: caratterizzati da un solco inciso di dimensioni nettamente minori (si parla infatti di microsolco), portarono la durata della registrazione oltre i 25 minuti per facciata, con un significativo incremento della stessa qualità audio.
Oltre agli LP (Long Playing) da 25-30 minuti per facciata, si diffusero anche i dischi a 45 giri (circa 5 minuti per facciata) e, per qualche tempo, furono sul mercato anche gli LLP a 16 giri (circa 60 minuti per facciata).
Sebbene fin dagli anni 30 fossero state ideate soluzioni tecniche per l'incisione e la riproduzione su due canali, la commercializzazione dei dischi stereofonici si affermò solo a partire dagli anni sessanta.
I dischi in vinile sono prodotti a partire da matrici metalliche mediante un sistema di stampaggio a caldo. Nel processo di incisione, in base alle caratteristiche tecniche del supporto stesso, viene utilizzato uno specifico filtro standard per attenuare la presenza di basse frequenze; nella riproduzione mediante giradischi, in fase di preamplificazione viene quindi applicata un'equalizzazione opposta (equalizzazione RIAA), che esalta la gamma bassa e attenua dolcemente gli alti contribuendo al sound caldo e morbido caratteristico del supporto.
La riproduzione dei dischi, tramite il giradischi (in origine chiamato grammofono), è ovviamente analogica: una puntina (in diamante o altro materiale sintetico) a contatto con il disco che ruota, vibra sulla base delle irregolarità presenti sul supporto stesso, vibrazioni che vengono quindi convertite in segnale elettrico.
La qualità audio è elevata e, in impianti di alto livello, viene ritenuta da molti appassionati superiore a quella del CD.
Indissolubilmente legato al disco in vinile (e in modo particolare all'LP) è il packaging: le copertine divengono parte dell'oggetto artistico stesso, grafiche e fotografie sono associate per sempre al contenuto musicale dell'album.
La musicassetta viene immessa sul mercato dalla Philips nel 1963. L'audio è inciso su un nastro magnetico contenuto all'interno di una struttura in plastica.
Sebbene la qualità audio fosse inizialmente scarsa e poco adatta all'ascolto musicale, questa aumentò progressivamente a partire dagli anni settanta, sia per le evoluzioni nella tecnologia del nastro magnetico stesso, sia come conseguenza della diffusione sul mercato di impianti per la riproduzione sempre migliori.
La musicassetta, come il disco, prevede un lato A e un lato B, dove possono essere contenute due tracce stereo (una per lato); la lunghezza del nastro, più sottile all'aumentare della stessa, è misurata in minuti (lato A+lato B; compresi fra i 30 e i 120 minuti i formati a maggiore diffusione).
Uno dei vantaggi fondamentali della musicassetta rispetto al disco in vinile è la disponibilità, anche su impianti economici, della registrazione audio: per la prima volta è offerta anche a livello amatoriale la possibilità di registrare audio, duplicare altre musicassette (o riversarvi audio da altre sorgenti), realizzare compilation personalizzate.
La cassetta rimarrà, a livello domestico, il supporto principale in questo senso fino alla diffusione dei masterizzatori per CD-R, verso la fine degli anni novanta.
I riproduttori di musicassette si diffondono fin dagli anni 70 anche sulle autoradio, mentre nel 1979 Sony introduce il Walkman, registratore portatile che avrà grandissimo successo commerciale.
In linea di massima, la qualità audio della musicassetta, anche nelle sue evoluzioni migliori, è generalmente considerata inferiore a quella del disco in vinile e del CD.
Caso a sé rappresenta il DAT (Digital Audio Tape), nastro digitale sviluppato da Sony e Philips, immesso sul mercato nella seconda metà degli anni ottanta. Sebbene offrisse una qualità audio elevata (paragonabile a quella del CD), il suo utilizzo è rimasto sostanzialmente confinato all'ambito professionale.
Il CD audio (Compact Disc Digital Audio) è introdotto da Sony e Philips nel 1980. Nato fondamentalmente come supporto prestampato (quindi di sola lettura), è costituito da un disco di piccole dimensioni (12 cm di diametro) in materiale plastico, contenente uno strato metallico; il suono è memorizzato in formato digitale praticando microcavità sulla superficie metallica del disco stesso, poi ricoperta da una pellicola protettiva.
La lettura del disco è ottica, ed è realizzata mediante un raggio un laser che viene riflesso in base alle caratteristiche della superficie del CD.
I CD audio prevedono audio stereofonico campionato a 44.1 kHz e 16 bit, per una durata massima di 74 minuti.
Il CD si è imposto, nel corso degli anni 80 e 90, quale nuovo formato di riferimento per l'ascolto musicale, sostituendo a livello commerciale il disco in vinile prima, e la musicassetta poi (con la diffusione a livello domestico dei masterizzatori per CD-R).
La qualità audio è elevata e caratterizzata da un audio estremamente pulito e dettagliato, sebbene molti audiofili lamentino la mancanza del sound caldo e morbido tipico dei sistemi analogici.
In particolare, i compact disc di prima generazione sono stati spesso accusati di eccessiva freddezza e sbilanciamento verso le alte frequenze, problematiche che si sono decisamente attenuate a partire dai primi anni 90, con l'introduzione di processi di mastering a 20 e 24 bit.
Lanciato dalla Sony nel 1992 con l'intenzione di trovare un sostituto moderno alla musicassetta (al tempo era impossibile masterizzare CD a livello domestico), il MiniDisk offriva una qualità audio molto vicina a quella del compact disc, unita alla possibilità di registrare e cancellare il contenuto un numero quasi infinito di volte, oltre a poter compiere alcune operazioni di editing sull'audio stesso.
Pensato anche come soluzione ideale per l'audio portatile, il MD racchiude e protegge il disco vero e proprio in una struttura di plastica rigida di piccole dimensioni (circa 7 cm per lato).
Il MD è un supporto magneto-ottico, dove l'audio è memorizzato in formato digitale compresso (ATRAC, un algoritmo proprietario di Sony); un disco può contenere fino a 74 minuti di musica.
Il MiniDisc, nonostante l'indubbia versatilità e l'ottima qualità audio, non ha mai ottenuto il successo sperato: da un lato la diffusione dei masterizzatori per CD-R a livello domestico prima, e dei formati audio liquidi poi, ne hanno ridimensionato i vantaggi sul piano pratico; dall'altro, l'elevato costo dei registratori MD ne ha limitato la diffusione durante gli anni 90.

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