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domenica 20 maggio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 20 maggio.
Il 20 maggio 2006 viene completata in Cina la "diga delle tre gole", la più grande opera idraulica del pianeta.
L’infrastruttura si trova nella provincia di Hubei, è stata costruita sul fiume Azzurro e ha un’altezza di 185 metri per una lunghezza complessiva che supera i 2,3 chilometri. Il bacino, cioè l’area in cui viene raccolta l’acqua, è lungo più di 600 chilometri e ha una estensione di circa 10mila chilometri quadrati, con una capienza massima di 39 miliardi di metri cubi d’acqua. In seguito al riempimento del bacino, negli ultimi anni si sono verificate diverse frane di fango nei pressi del grande lago artificiale, che hanno messo in pericolo le popolazioni della zona.
Stando al ministro delle Risorse territoriali, la quantità di frane e smottamenti è aumentata del 70 per cento dal 2010 a oggi. Durante la costruzione della diga già 1,4 milioni di persone erano state trasferite in altre zone della provincia, perché le acque avrebbero invaso i paesi in cui abitavano con il riempimento del bacino. Altre 100mila persone dovranno essere probabilmente trasferite nel corso dei prossimi tre – cinque anni per ridurre il rischio che possano essere vittime di frane e smottamenti.
Liu Yuan, un funzionario del governo cinese, ha spiegato a un programma della Radio nazionale cinese che sono stati identificate 5386 possibili aree a rischio intorno al bacino, che dovranno essere monitorate per valutare gli interventi da compiere e i possibili trasferimenti delle popolazioni interessate. Il lavoro di controllo e verifica è già iniziato in 335 zone intorno al lago artificiale. Le nuove informazioni si affiancano ai rapporti degli scorsi anni sulle condizioni in termini geologici dell’area delle Tre Gole. Tra il 2008 e il 2009 sono state identificate quasi duecento “emergenze geologiche” nella zona, in molti casi riconducibili alla costruzione della diga che ha notevolmente modificato l’ecosistema della zona.
Negli ultimi anni il governo cinese ha discusso in numerose occasioni gli effetti collaterali del progetto per la grande diga. L’infrastruttura consente di produrre notevoli quantità di energia elettrica e riduce il rischio di inondazioni regolando l’andamento del fiume Azzurro, ma ha avuto un grande impatto sull’ambiente, sull’economia e sulla vita di tutti i giorni delle popolazioni locali. Molte delle persone trasferite in altre zone hanno faticato a rifarsi una vita, a trovare lavoro e a riallacciare rapporti con amici e conoscenti.

sabato 19 maggio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 19 maggio.
Il 19 maggio 1802 Napoleone Bonaparte istituisce la "Legione d'Onore".
La Legion d’onore è un ordine cavalleresco istituito da Napoleone Bonaparte il 19 maggio del 1802. All’epoca Napoleone era Primo Console della Francia e decise di creare questo ordine allo scopo di eliminare dalle istituzioni, che erano troppo influenzate dai valori della rivoluzione, tutto ciò che riteneva fosse non direttamente controllabile dal suo potere assoluto. Infatti le istituzioni post-rivoluzionarie non erano più gestite dai nobili ma erano organizzate secondo criteri democratici. Pertanto, senza restituire alla nobiltà gli stessi poteri che aveva durante il periodo monarchico, Napoleone creò qualcosa che dal punto di vista gerarchico e del controllo istituzionale potesse assomigliare alle funzioni che i nobili esercitavano sul Paese.
La Legion d’onore è la più importante onorificenza concessa a militari e civili dalla Repubblica di Francia.
Il progetto fu elaborato da Bonaparte con l’aiuto del fratello Giuseppe e prevedeva la seguente struttura:
    Quindici corti all’interno delle quali erano ripartiti gli ufficiali della legione.
    Ogni corte poteva avere un massimo di sette grandi ufficiali, affiancati da venti comandanti, trenta ufficiali, e trecentocinquanta legionari.
    Ogni appartenente alla Legione riceveva uno stipendio proporzionato al suo grado e al suo ruolo.
    Non erano previste decorazioni. La medaglia con collare venne istituita in seguito.
    Ruoli e ricompense dovevano essere approvati dal Gran Consiglio presieduto da Napoleone.
    Lo scopo della legione era quello di ricompensare i militari più valorosi e fedeli a Napoleone. Erano previsti emolumenti anche per i civili ma il progetto riguardava soprattutto i militari.
La Legion d’onore fu approvata dal Gran Consiglio di Stato con una maggioranza risicata.
Tale approvazione comportò diverse modifiche, perché quando Napoleone la presentò al Consiglio, molti membri la considerarono troppo assolutista.
In seguito l’organizzazione del decreto rimase in un limbo da cui fu tolta l’11 luglio del 1804, quando venne approvata non più come sistema gerarchico funzionale allo Stato ma  come decorazione da attribuire sia in tempo di guerra che in tempo di pace.
Tre settimane prima Napoleone era stato proclamato dal Gran Consiglio Imperatore di tutti i francesi.
La medaglia era formata da una stella con cinque raggi a doppia punta ed era dotata di un nastro rosso. Le parole riportate erano da un lato: “Napoléon, empereur des Français” e dall’altro “Honneur et patrie”. Vi era anche disegnata l’aquila imperiale. Quasi tutti i militari facevano parte dell’Ordine ed erano stati decorati con la medaglia.
Dopo la caduta di Napoleone l’Ordine fu conservato ma venne modificata la medaglia, soprattutto nei suoi aspetti estetici.
Attualmente viene conferita a militari e civili ma è stata modificata l’effige politica che onorava Napoleone, adesso si legge: “République francaise, 1870”, mentre la frase “onore alla patria” è rimasta.
Gli insigniti della onorificenza attualmente si dividono in cavaliere, ufficiale, commendatore, grand’ufficiale e gran croce. Colui che riceve l’onorificenza la conserva per tutta la vita. Tuttavia il riconoscimento può essergli revocato dal Capo dello Stato che decide se togliergli la Legione oppure solo alcune sue prerogative. Oggi la Legion d’onore può essere conferita anche a persone che non siano cittadini francesi.
A capo dell’Ordine vi è il Presidente della Repubblica francese che conferisce l’onorificenza della Legion d’onore. L’Ordine però è amministrato dal Gran Consiglio di Stato e da un consiglio interno che si occupa  delle sue attività le quali riguardano le relazioni con le persone insignite della medaglia e la gestione di alcuni istituti educativi in cui studiano le figlie dei legionari.

venerdì 18 maggio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 18 maggio.
Il 18 maggio 1944, dopo 5 mesi di estenuanti combattimenti, gli Alleati conquistano Montecassino, spianando la strada per giungere a Roma.
Questi furono combattimenti che si sono svolti in Italia, in provincia di Frosinone, poco conosciuti dagli italiani, ma famosi per i polacchi; tanto che in Polonia alcuni monumenti e vie sono dedicati al conflitto combattuto da numerosi polacchi, soprattutto nella quarta fase della battaglia, decisiva per la vittoria degli Alleati.
La guerra di conquista di Montecassino fu in realtà divisa in quattro battaglie. Queste lotte avevano l’intenzione di fare breccia nella Linea Gustav e assediare la capitale italiana per ricollegarsi con le altre truppe alleate. La linea Gustav tagliava l’Italia in due nel punto più stretto della penisola: dalla foce del Garigliano al Fiume di Sangro, passando appunto per Cassino. Gli eserciti contrapposti si impegnarono da gennaio a maggio del 1944 in un’area di un paio di decine di km quadrati che comprendeva la città di Cassino, la valle del Liri e i rilievi che portano all’Abbazia di Montecassino. Distrutta da un terremoto nel 1349, ricostruita poco dopo, l’Abbazia nel periodo della battaglia, si presentava con il suo aspetto barocco napoletano grazie alle decorazioni pittoriche del XVII secolo. Purtroppo, (come vedremo in seguito) sospettando della presenza di reparti tedeschi, nel febbraio del 1944 fu sottoposta ad un bombardamento delle truppe alleate. Fortunatamente gli archivi e i preziosi documenti bibliografici erano stati messi al sicuro. Subito dopo la fine della guerra l’abbazia fu restaurata riproducendo l’esatta architettura dell’Abbazia, fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia.
La prima battaglia iniziò il 12 gennaio 1944. Prevedeva due attacchi, uno ai lati del fronte e uno, principale, al centro dello stesso.
La mattina del 12 gennaio, forze della Francia Libera, organizzazione voluta dal generale Charles de Gaulle dopo l’invasione tedesca in Francia e l’instaurazione del governo di Vichy nata per combattere gli invasori, attaccarono a nord ma vennero respinti, mentre altre forze francesi riuscirono a conquistare il monte Monna Casale.
Nei giorni successivi vennero occupati altre zone con l’aiuto della 36esima Divisione della fanteria americana. Il 16 gennaio truppe marocchine della Francia Libera non riuscirono ad espugnare i tedeschi sul monte Santa Croce. Sull’altro fianco, invece, le divisioni inglesi riuscirono ad avere facile ragione delle forze tedesche e riuscirono ad assicurarsi una testa di ponte sicura sulla riva del Garigliano. Intanto, le forze tedesche, iniziarono ad affluire nella zona di Cassino grazie ai paracadutisti che in due giorni di duri combattimenti uccisero quasi due mila americani nei pressi di Sant’Angelo in Theodice.
Truppe francesi riuscirono a conquistare il monte Belvedere, ma a fine gennaio i tedeschi passarono al contrattacco e riconquistarono il monte. Intanto gli americani tentarono di entrare a Cassino ma furono fermati dai tedeschi, mentre il giorno successivo tentarono di conquistare l’Abbazia benedettina venendo però fermati da un fuoco micidiale. Entrarono in gioco anche le truppe del Commonwealth, particolarmente Nuova Zelanda e India, ma riuscirono a conquistare solo trecento metri in direzione dell’Abbazia.
La prima battaglia di Montecassino era terminata con il successo difensivo dei tedeschi.
La seconda parte, si concentrava sulla conquista dell’abbazia. Gli alleati dovevano muoversi a tenaglia verso nord e sud della città, ma, a causa dei terreni pesanti, le truppe alleate trovarono difficoltà e si bloccarono ai piedi dell’abbazia. Fu allora che venne presa la decisione più controversa dell’intero conflitto: “il bombardamento di Montecassino”.
In realtà il monastero non era occupato dai tedeschi, ma questo lo si scoprì solo dopo, tanto che il generale Clark ammise l’errore militare. Inoltre c’era un accordo secondo il quale i soldati potevano stare all’esterno dell’Abbazia ma nessuno poteva entrarci. Infatti i soldati che erano presenti all’esterno erano appunto lì per controllare che nessuno facesse l’errore di entrare dentro il Monastero oltre ad aiutare il lavoro di messa in sicurezza dei beni artistici.
Il bombardamento che rase al suolo Montecassino inizio la mattina del 15 febbraio e il giorno dopo gli attacchi degli alleati fallirono, in quanto le rovine offrivano un riparo perfetto dato che, con l’Abbazia rasa al suolo, l’accordo aveva perso efficacia.
Con questo pessimo risultato si conclude la seconda battaglia di Montecassino.
Nella terza fase, gli Alleati non riuscirono a compiere grandi miglioramenti. Sia le truppe tedesche che alleate vennero sostituiti da altre divisioni. Da notare che a nord di Cassino, a difendere la posizione chiave di Tirelle, c’era la divisione tedesca “Hoch und Deutschmeister” che sotto il comando del Generalleutnant Albrecht Schubert, venne aggregata al 26esimo Corpo d’Armata durante l’invasione della Polonia del settembre 1939, distinguendosi nella conquista di Cracovia e nell’attraversamento della Vistola.
La mattina del 15 Marzo, ondate di bombardamenti alleati rasero al suolo la città di Cassino. Anche in questo caso ci furono degli errori grossolani, in quanto, per sbaglio, venne distrutto il quartier generale dell’ottava Armata e fu bombardata l’artiglieria neozelandese causando 75 morti e 250 feriti per non parlare delle numerose vittime tra la popolazione civile italiana.
Nel primo pomeriggio, l’artiglieria alleata venne bloccata dai tedeschi. E per i giorni seguenti continuarono i combattimenti fra le truppe indiane e neozelandesi contro i paracadutisti tedeschi arroccati fra le rovine del Monastero.
Nonostante le numerose perdite tedesche, gli assalti alleati erano inutili tanto che il generale Alexander, il 22 marzo decise si sospendere ogni azione e aspettare la buona stagione per lanciare l’attacco finale alla Linea Gustav. Quindi anche la terza battaglia si era conclusa con un nulla di fatto.
La decisiva quarta battaglia di Montecassino venne combattuta nel maggio del 1944 dal II Corpo d’Armata polacco del Generale Władysław Anders. Il primo assalto portò gravi perdite, ma permise all’armata britannica di irrompere tra le linee tedesche nella valle del fiume Liri, sotto l’abbazia di Montecassino.
Il secondo assalto, avvenuto a metà maggio, comportò un immenso prezzo alle truppe polacche, ma riuscirono quasi ad accerchiare le truppe tedesche; tanto che nel mattino del 18 maggio una pattuglia di ricognizione di polacchi prese le rovine dell’Abbazia.
Grazie alla liberazione di Cassino da parte delle truppe polacche, le divisioni britanniche e statunitensi riuscirono ad arrivare a Roma il 4 giugno 1944, pochi giorni prima dello sbarco in Normandia. Arrivati nella capitale italiana, il generale francese Juil concesse cinquanta ore di libertà all’esercito che i Goumiers, cioè i soldati marocchini ed algerini, passarono a compiere stupri di massa, assasinii, furti e violenze su donne, bambini e sacerdoti. A tutt’oggi nessun tribunale internazionale si è interessato alla vicenda e nessun militare è stato condannato come criminale di guerra.
La battaglia di Montecassino ha fatto vedere quanto la seconda guerra mondiale, fosse appunto “mondiale”, combattuta da tedeschi, inglesi, americani, francesi, marocchini, algerini, neozelandesi e indiani. Ma importantissimo è stato l’appoggio dei polacchi del Generale Władysław Anders.

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