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venerdì 16 ottobre 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 ottobre.
Il 16 ottobre 1817, nella valle dei Re, Giovanni Battista Bolzoni trovava l'ingresso della tomba, in seguito denominata KV17, del faraone Sethi I, una delle più grandi dell'intera valle.
Sethi I, padre di Ramses II, fu il secondo faraone della XIX dinastia, la prima del Nuovo Regno e sicuramente la più potente tra le nuove dinastie. Tra le grandi opere del faraone ricordiamo il completamento della monumentale sala ipostila del tempio di Karnak (il famoso colonnato icona stessa dell'Egitto, più volte immortalato in innumerevoli film) e il suo tempio funerario ad Abydos, nel quale vi è raffigurato su una parete il faraone stesso che mostra al figlio Ramses II, ancora fanciullo, i cartigli dei faraoni che l'hanno preceduto e che hanno reso grande il paese. Questo bassorilievo è fondamentale per gli egittologi che hanno avuto la possibilità di verificare cronologicamente il susseguirsi dei re nella millenaria storia egiziana (fatta eccezione per alcuni nomi volutamente omessi, quali quelli del periodo amarniano del faraone eretico Akenaton, di Tutankamon, ecc.).
La sua tomba è interamente decorata tanto che è nota anche con il soprannome di “Cappella Sistina egizia”. Il corredo funebre è stato saccheggiato ab antiquo.
Sono presenti testi del “Libro della camera nascosta (Amduat)”, dei libri “delle porte” e “della vacca celeste”, nonché il “Rituale dell’apertura della bocca”, e le “Litanie di Ra”. Particolarmente lunga e, come si è detto, splendidamente decorata, KV17 è decisamente appropriata per un faraone dell’importanza di Seti I . Un lungo, e solo parzialmente esplorato corridoio, si estende inoltre molti metri nella roccia oltre la camera funeraria.
La scoperta generò una eccitazione, in Europa, paragonabile solo a quella che si scatenerà un secolo dopo (nel 1922) con la scoperta della tomba di Tutankhamon. Il maldestro tentativo di copiare alcuni rilievi delle pareti e la grossolana rimozione di alcuni di essi per il trasporto a vari musei europei danneggiarono seriamente le pareti ed in qualche caso il nostro unico ricordo deriva dai dipinti fatti dai primi visitatori. Data l’importanza del sito ed il suo immenso valore storico-artistico, la tomba non è aperta al pubblico e vi sono ammessi solo Capi di Stato esteri in visita al paese.

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