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sabato 24 marzo 2012

La #paura ha lasciato il posto all' #orrore #Nick Harkaway #Il mondo dopo la fine del mondo #medusa #Physalia physalis #caravella portoghese #citazione



La paura ha lasciato il posto all’orrore. E’ l’animale che è in me, che vede ciò che mi è ostile e che è diverso da me. La faccia del mio nemico.
Nel mare ci sono creature così. La Physalia physalis è un organismo individuale, ma è anche una colonia. E’ una sacca galleggiante composta da milioni di piccoli polipi di quattro specie diverse. Alcuni digeriscono, altri sono urticanti, altri ancora si occupano della riproduzione e gli ultimi impediscono a tutti gli altri di affondare. Una donna di Redyard, che navigava per mare, una volta mi raccontò di essere incappata in una caravella portoghese. Mi disse che le era sembrato di toccare un filo elettrico scoperto. Si era messa a urlare, aveva bevuto.



Ma la cosa peggiore era stata sentirsi intrappolata nei tentacoli di quel mostro, che le bruciavano la pelle, la avvinghiavano e lei non riusciva più a respirare, li aveva dappertutto, anche in bocca. Si era sentita avvolta, ricoperta e invasa da una creatura aliena e terribile che non aveva occhi ma sapeva che lei era lì.
La sacca galleggiante era più piccola della sua testa. Non poteva inghiottirla così come non poteva alzarsi in piedi e mettersi a ballare, ma ci provava, oh, se ci provava. E se lei fosse annegata, la caravella portoghese l’avrebbe divorata lentamente, grammo dopo grammo. Le erano rimasti segni rossi sul braccia e sul collo, cicatrici livide come di frustate, e una mano non era mai più tornata come prima. I medici sostenevano che era stato un miracolo che fosse sopravissuta, che doveva avere il cuore di un gigante. Parlava come se avesse appena fumato un pacchetto di sigarette, perché aveva la laringe ispessita dalle cicatrici. Quando l’avevano tirata fuori dall’acqua, era uscita anche la creatura, grigia e bluastra e orribile, gelatinosa. All’asciutto non riusciva a muoversi, non avendo muscoli. L’avevano staccata dalla donna, che riusciva a malapena a respirare ma aveva chiesto che non la ributtassero in mare: voleva tenerla. Quando si fu ripresa, parecchie settimane dopo, la bruciò nel giardino di casa sua e vomitò per due giorni di fila.

(Nick Harkaway, Il mondo dopo la fine del mondo, Milano, Mondadori, 2009, pp. 515-16)






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