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giovedì 18 dicembre 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 18 dicembre.

Il 18 dicembre 1993 viene inaugurato l'MGM Grand di Las Vegas, all'epoca l'Hotel più grande del mondo.

L’MGM Grand Las Vegas, oggi il terzo complesso alberghiero più grande del mondo, nonché il più grande hotel degli Stati Uniti d’America, possiede anche il casinò più grande in tutta Las Vegas. Un complesso enorme, set anche per numerosi film.

Oggi il resort è di proprietà della MGM Resort Inetrnational, ma la sua storia inizia con il magnante Kirk Krkorian, che nel 1990 comprò il Marina Hotel con l’obiettivo di ristrutturarlo e di chiamarlo appunto MGM Grand. Un nome non scelto a caso, dato che era quello di un suo hotel precedentemente posseduto. Il 30 novembre del 1991 il Marina Hotel fu così definitivamente chiuso e il 23 febbraio 1993 vennero completati i lavori del MGM Grand Las Vegas. Fu poi aperto al pubblico il 18 dicembre 1993.

Nei suoi primi anni di vita, come la maggior parte dei casinò di Las Vegas, anche l’MGM era a tema ed il suo era quello del Mago di Oz. La scelta dei pannelli di vetro vetri stava proprio ad indicare la città Esmeralda del noto film d’animazione. L’idea fu poi abbandonata e oggi non c’è più traccia di Dorothy o dell’uomo di latta al suo interno.

Non vi è nemmeno più l’entrata originale, che consisteva in una gigantesca bocca di leone, dove bisognava passare per accedere al casinò. Venne sostituita poiché alcuni giocatori, proveniente da altre culture, ritenevano quel tipo di passaggio presagio di sfortuna. La bocca fu quasi subito sostituita e al suo posto oggi vi è una statua di bronzo raffigurante un leone, simbolo del MGM, ed è la più grande statua di bronzo degli Stati Uniti d’America.

L’MGM Grand Las Vegas un tempo possedeva anche un habitat dove vivevano sei leoni, esposti al pubblico. Oggi è stato eliminato. Qui troviamo anche la casa dello spettacolo KÀ del Cirque du Soleil. E negli anni molti film sono stati girati fra le sue sale, come The Great White Hype o il più noto e spettacolare Ocean’s Eleven.

mercoledì 7 luglio 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 7 luglio.
Il 7 luglio 1930 inizia la costruzione negli USA della diga di Hoover.
La Diga di Hoover è collocata lungo l’enorme fiume Colorado ed unisce lo stato dell’Arizona a quello del Nevada. Fu la struttura in calcestruzzo più grande dell’epoca (1935): alta 221 metri e lunga 201 alla base. La costruzione fu estremamente difficoltosa vista la grandissima quantità di calcestruzzo da utilizzare, più di 3 milioni di metri cubi; se fosse stato colato tutto di seguito, ci sarebbero volute decine di anni per farlo asciugare interamente. Gli ingegneri dell’epoca non potevano aspettare tutto questo tempo, e difatti riuscirono ad inventare un metodo (utilizzato tutt’oggi) per poterla costruire in modo efficace ed in tempi accettabili.
La struttura della diga è completamente piena, a differenza di moltre altre dighe che sono cave all’interno, sia per ospitare i macchinari per la generazione di energia elettrica sia per renderle più leggere. La diga genera in media 4.2 Terawatt/ora con picchi fino a 10.3 Terawatt/ora.
I costruttori sono considerati eroi nazionali, hanno dovuto costruire una diga di una simile portata con gli strumenti e le conoscenze disponibili negli Anni 30. Era sicuramente un mondo ancora sconosciuto e grazie al loro lavoro e alla ricerca sono stati fatti passi da gigante nel campo della costruzione di megastrutture. Inoltre, i costruttori hanno fondato la città più famosa nel mondo per il gioco d’azzardo ed il divertimento: Las Vegas. Dovevano pur divertirsi e svagarsi, e la mini-città sorta vicino al cantiere per ospitare i lavoratori divenne ciò che conosciamo tutti noi oggi.
Veniamo al ponte, ufficialmente si chiama Mike O’Callaghan – Pat Tillman Memorial Bridge ma anche Hoover Dam Bypass. La costruzione del ponte è stata una decisione forzata: il traffico che transita sulla piccola strada tortuosa a due corsie che porta alla diga e la attraversa è troppo grande ed urgeva una nuova soluzione. I lavori del ponte sono finiti il 14 Ottobre 2010 ed è il secondo ponte più alto degli Stati Uniti (il primo si trova sempre sul fiume Colorado).
Anche la costruzione del ponte è stata difficoltosa: i costruttori hanno lavorato 24 ore su 24, sul bordo di uno strapiombo di roccia, senza spazio di manovra per i camion e i macchinari da costruzione, e con lo stress continuo del traffico giornaliero di pendolari che non poteva essere interrotto. Avevano anche un grandissimo limite imposto dal governo federale: nel fiume Colorado non doveva cadere quasi nulla, pena la chiusura del progetto. Difficile da rispettare, quando per scavare nella roccia per colare il cemento dei piloni bisognava usare l’esplosivo, ma tutto è andato secondo le regole.
Per la costruzione del ponte è stata utilizzata anche una gru a torre, viene utilizzata in quei posti dove non è possibile manovrare una gru normale. Non è molto utilizzata ed è estremamente pericolosa da costruire: infatti, è formata da delle coppie di torri alte anche 200 metri e il minimo soffio di vento può farla diventare un mortale strumento da costruzione, senza parlare dell’ingombro dello spazio aereo.
Il ponte finalmente aperto ha reso molto più scorrevole l’autostrada, non più costretta a restringersi e ad avere tornanti estremi, un toccasana anche per i turisti visto che la strada che percorre la Diga di Hoover è percorribile a piedi.
Complessivamente durante la costruzione della diga vi furono 112 vittime accertate. In questo conto rientra anche la morte di J. G. Tierney che affogò il 20 dicembre 1922 nel fiume Colorado mentre ispezionava un potenziale sito per la costruzione della diga. Tierney è pertanto ritenuto essere la prima vittima durante la costruzione della struttura. Ironia della sorte, suo figlio Patrick W. Tierney fu invece l'ultima vittima, esattamente 13 anni dopo, il 20 dicembre 1935. Delle 112 vittime, 91 erano dipendenti della Six Companies, 3 della BOR, mentre le restanti vittime erano perlopiù operai di ditte subappaltatrici.


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