BALITIME-CALENDARI
Incrociamo una cerimonia nei pressi del tempio di Pecatu.
Chiedo a Wayan di fermarsi, vorrei vedere sapere cosa è. “Cremasi ceremony”
dice Wayan non accennando neanche alla possibilità di potersi fermare. “Non ci
fermiamo?”. “No, non è un giorno buono”. “Cosa vuoi dire Wayan con giorno
buono?” “Ci sono giorni buoni, dewasa
luwung e cattivi giorni, dewasa jelek,
per fare le cose”. “E come si fa per capire quali sono i giorni buoni?”.
“Dipende da Pawukon e da Saka”.
Stiamo di nuovo parlando del tempo, di nuovo balitime penso,
e nel pensiero mi viene in mente una strana associazione col blues.
Ad Amed Balitime assumeva l’aspetto di Reincarnation Road
adesso appare come Bad Times. Good Times. Le mie associazioni mi portano agli
Animals, a John Lee Hooker, al blues. Comincio a pensare che il tempo a Bali
sia come il blues.
Puoi provare a capirlo il blues, ma per suonarlo lo devi
avere dentro, lungo le arterie e le vene, cambia nome e si chiama età. Quanti
anni hai? Quarantadue, settantaquattro, quarantatré, settantaquattro.
Provo a chiedere a Wayan se mi può parlare del tempo e lui
mi risponde “Desa, Kala, Patra”. Desakalapatra, di nuovo un suono tutto
di un fiato, un lungo solo suono che significa nel luogo (Desa), nel tempo (Kala) e
nel modo o situazione (Patra)
appropriati.
[continua]
(Ennio Foppiani, “Bali Fantome. Niskala e Sekala”, in
“Radure. Quaderni di materiale psichico”, rivista del Centro Studi
Psicodinamiche di Torino, numero speciale “Terre alchemiche”, volume I, anno
VI, 2002, pp. 85-86 – immagine, Bali, cerimonia di cremazione, tratta da http://forums.randi.org/showthread.php?p=9301762)
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