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NEAPOLIS
La più antica presenza protourbana nell'area fu
probabilmente un emporio dorico sull'isolotto di Megaride, attivo dal
IX secolo a.C.; in un secondo momento, grazie all'intervento cumano,
l'insediamento di Partenope sarebbe stato esteso anche al Monte
Echia: Lutazio Catulo, console romano e autore di testi storici,
parla di una sua distruzione per mano cumana. Neapolis (città
nuova), la nuova zona urbana si colloca nel periodo di Aristodemo; i
ritrovamenti archeologici dimostrano che il pianoro prospiciente alla
collina di Pizzofalcone era diffusamente frequentato già dalla metà
del VI secolo a.C. e che la "Città Nuova" sia sorta alla
fine dello stesso. Il nucleo più antico acquisì via via il nome di
Palepolis (città vecchia).La rinnovata città seppe in breve tempo
sia sostituirsi a Cuma nei commerci marittimi, sia assumere il
controllo sul golfo. Dopo la parentesi Osco-Sannita e i disordini
interni ad essa collegati, che vide oltremodo l'accentuarsi delle
differenze tra il nucleo antico e la nuova zona urbana sorta sul
pianoro, nel 327 a.C. Neapolis venne conquistata dai Romani,
assumendo tuttavia il rango di civitas foederata e conservando la
lingua greca almeno fino al II secolo d.C. Nei secoli seguenti
Neapolis ritornò l'unico centro propulsore della zona e Palepolis
divenne soltanto un luogo periferico in cui vennero erette grandi
ville. Punto focale della filosofia epicurea, Neapolis fu infatti
luogo e residenza degli imperatori Claudio, Tiberio e Nerone che
trascorsero qui le pause dall'attività di governo.Nel II secolo
d.C., Augusto la scelse come sede dei giochi Isolimpici, una specie
di giochi Olimpici italici, poiché era la città più "grecizzata
d'Italia". Nel 476 l'ultimo imperatore romano d'occidente Romolo
Augusto fu imprigionato nel Castel dell'Ovo. Con il termine dell'età
antica e l'incalzare delle invasioni barbariche, la città si chiuse
nelle sue mura. Le zone periferiche di Palepolis e Pausilypon, un
tempo mete dell'aristocrazia romana, caddero preda delle razzie e
dell'incuria.
Donatella Farina