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giovedì 30 ottobre 2014

Da #FinchéLeStelleSarannoInCielo #KristinHarmel



 
 
Hope, reduce da un divorzio, alle prese con una figlia adolescente ribelle, ha ereditato dalla nonna Rose l’amore per i dolci e realizza splendide ricette, riportate fedelmente nel libro. Rinuncia definitivamente al sogno di diventare avvocato e conduce con abilità e competenza la pasticceria di famiglia. 
Attanagliata dai debiti, Hope rischia di perdere l’attività di famiglia perché le banche pretendono la restituzione di un prestito e si districa tra le difficoltà economiche e quelle familiari: la nonna, ormai anziana, finisce per perdere i suoi più cari ricordi per l’avanzare dell’Alzheimer, che le ruba progressivamente tutto ciò che conserva nella mente e nel cuore.
In uno dei suoi rari momenti di lucidità, Rose affida a Hope il compito di l’incarico di ritrovare le tracce della sua famiglia e le consegna un elenco di nomi, chiedendole di recarsi a Parigi.
 
La donna, nonostante i numerosi problemi che la tormentano, decide di esaudire il desiderio della nonna.
A Parigi si susseguono inaspettate scoperte, che portano Hope non soltanto a vedere la nonna sotto una nuova luce, ma perfino a interrogarsi sulla propria identità personale e culturale. Scopre che la nonna, che credeva cattolica, è ebrea, perseguitata dai nazisti che le hanno sterminato la famiglia. Aiutata da una famiglia musulmana, è riuscita a nascondersi durante le persecuzioni e a rifugiarsi in America, che per lei rappresentava il sogno di una terra libera da pregiudizi, discriminazioni e persecuzioni religiose.
Di scoperta in scoperta, Hope è costretta a recuperare e ricostruire il proprio rapporto con la madre e con la stessa nonna, ma anche a rivedere la propria immagine di sé e ad analizzare la propria difficoltà di abbandonarsi al sentimento.
 
Nella narrazione a due voci (l’io narrante è costituito, alternativamente, da Hope e dalla stessa Rose), tra le angosce del presente e del passato, passando per gli orrori dell’Olocausto, viene faticosamente ricostruita, tassello dopo tassello, un’intera saga familiare, in cui spiccano la  tenera storia d’amore di Rose e di Jacob, destinata a durare “finché le stelle saranno in cielo” e tante storie di coraggio e di grande solidarietà tra perseguitati. 

"Finchè le stelle saranno in cielo"  Kristin Harmel

domenica 30 marzo 2014

#LeParole...



 imm. da 3.bp.blogspot.com/_


Ashley cercò di parlare. Ci riprovò, ma non trovava le parole. Alla fine si asciugò gli occhi, premette l'orecchio contro il mio petto e disse: «Dammi tutti i pezzi».
«Sono tantissimi e non sono sicuro che sia possibile rimetterli insieme. »
- «Lasciami provare.»
«Sarebbe meglio per te lasciarmi perdere e...»
- «Non ti lascio perdere. Non ti lascerò solo. Non voglio rivedermi davanti il tuo viso ogni volta che chiudo gli occhi.»

  Charles Martin - Le parole tra di noi

sabato 15 febbraio 2014

#TutteleDonnedel #CARAVAGGIO - di Francesca Girotti



Parlare dell’artista Caravaggio è impossibile. Impossibile farlo in un breve tempo e in poco spazio. La sua breve vita di uomo e pittore è come la sua arte, una serie di lampi nella più buia delle notti. Egli è un uomo che non potrà mai essere conosciuto fino in fondo perché quasi tutto quello che ha fatto, detto e pensato si perde in un passato irrecuperabile.
E’ stato uno degli artisti più entusiasmanti e originali mai esistiti, l’artista che prediligo in assoluto, senza togliere nulla a tanti altri non meno importanti di lui.
Un artista che io definisco: un fuorilegge dell’arte. Una misteriosa e meravigliosa canaglia. Lui attrae, affascina, ammalia, stravolge, sconvolge, sorprende e sgomenta con la sua genialità, con i suoi furori, i suoi eccessi. Scandaloso, provocatorio, inaccettabile da vivo, Caravaggio lo fu ancora di più dopo la morte sulla quale ancor oggi si formulano le più strane e disparate ipotesi. Il tutto crea estasi, lui è l’apoteosi del barocco!
Bene, credo abbiate capito che ho un debole per Michelangelo Merisi da Caravaggio, per questo artista che ha emozionato il mondo intero con l’intensità dei suoi dipinti, con l’umanità dei suoi modelli,  con l’autenticità dei suoi soggetti, con l’ardire delle sue provocazioni, col fascino e l’ambiguità del suo talento.
E come lui anche i suoi modelli furono personaggi “raccolti” per strada, che hanno condiviso con l’artista  non solo l’arte ma anche la sua vita tumultuosa. Le donne di Caravaggio erano popolane, donne di vita, cortigiane. Ed è a loro che rivolgo questa mia ricerca.
 Nella Roma della controriforma, invano confinate dai bandi papali in quartieri ghetto, le prostitute e le cortigiane arrivavano ovunque, governavano i più intimi bordelli così come erano ricevute dai prelati e dai principi nei saloni dalle volte affrescate nei segreti casini di caccia.
Nei  bordelli e nelle strade scoppiavano risse quasi ogni giorno, non soltanto per le rivalità politiche ma anche per i motivi più futili ingigantiti dalla fame e dall’ebbrezza provocata dal vino.
E’ la Roma del 1593. Caravaggio di giorno dipinge forsennatamente e la sera se ne va in giro con i suoi amici pittori a far serenate più o meno maliziose. Frequenta cortigiane famose, va nelle osterie. Qui incontra la gente, son loro i suoi modelli, ferma una zingara per strada e la fa salire nel suo studio per ritrarla nell’atto di leggere la mano.  
Caravaggio dipinge la realtà e per farlo usa personaggi della quotidiana realtà. Artisti e prostitute avevano molto in comune, compresa l’intimità con uomini della Chiesa.
 Le donne di Caravaggio vengono usate spesso, come modelle, nei suoi dipinti. Individuare l’identità di queste ragazze mi è servito a comprendere meglio la sua arte e i suoi sentimenti. 
 Anna (Annuccia) Bianchini detta Anna la rossa per la sua fulva chioma
 Dolcissima e sfortunata, capelli lunghi rossi, figlia di prostituta e prostituta a sua volta. Carattere impetuoso, sempre in mezzo ai guai, definita nei rapporti di polizia “frequentatrice di pittori”. La sua sventurata vita durò solo venticinque anni. Tra i tanti episodi che la vedono protagonista di risse ce n’è uno che ne  definisce il suo carattere ribelle e rissoso. Una sera d’Aprile, dopo un litigio tra Anna e un paio di colleghe, le tre erano andate in un’osteria per far pace su un bicchiere di vino. Seduti ai tavoli c’erano dei pittori che, sicuramente conoscevano molto bene le ragazze perché uno di loro esclamò: “ecco qua l’Anna dal bel culo”. Anna, senza scomporsi, di rimando gli disse: “al tuo bel culo, però, io non ci attendo” .
Ritroviamo il suo volto in quattro dipinti del Caravaggio:

imm. da http://it.wikipedia.org/wiki/Maddalena_penitente
MADDALENA PENITENTE
 La graziosa fanciulla “dai capelli lunghi e rosci” come Giovanni Bellori, il biografo dei pittori romani scrive, è una dolcissima ragazza che nulla ha a che vedere con la dissoluta e immorale figura  di donna dalla discutibile vita. Il suo è l’umanissimo atteggiamento di una persona che, sentendosi peccatrice, abbandonati monili, gemme e unguenti, chiede il perdono col capo reclinato in posa dolente 

RIPOSO DURANTE LA FUGA IN EGITTO 
 
imm. da http://it.wikipedia.org/wiki/Riposo_durante_la_fuga_in_Egitto_%28Caravaggio%29


  MARTA E MARIA MADDALENA (dove vengono ritratte Fillide e Annuccia)
http://it.wikipedia.org/wiki/Marta_e_Maria_Maddalena

MORTE DELLE VERGINE 
http://it.wikipedia.org/wiki/Morte_della_Vergine_%28Caravaggio%29
****

Fillide Melandroni
Amica di Anna Bianchini, arrivate insieme da Siena e avviate entrambe al lavoro più antico del  mondo, come una tradizione di famiglia.
Ebbe un importante ruolo nella vita di Caravaggio soprattutto per il suo legame con Ranuccio Tomassoni, l’uomo assassinato dal pittore durante una partita di pallacorda. Anche Fillide, come la sua amica Anna, si procurò  presto dei guai con la polizia. Di carattere turbolento, ella abitava in Via Condotti e dava spesso schiamazzanti festini ai quali partecipavano sue compagne di s-ventura e i loro protettori, tra i quali il giovane Ranuccio, illegalmente armato. Ma grazie all’influenza che egli doveva godere in quanto al servizio, con i suoi fratelli, dei Farnese di Parma, i due amanti riuscivano sempre a venirne fuori senza particolari condanne.
Fillide venne ritratta, da Caravaggio, in quattro dipinti:

 GIUDITTA E OLOFERNE

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuditta_e_Oloferne_%28Caravaggio%29

 Sicuramente il Merisi si ispirò al dramma di Beatrice Cenci, giovane nobildonna romana torturata e decapitata con l’accusa di aver ucciso il padre, Francesco Cenci. Era costui un  uomo volgare, violento, tirannico e manesco che abusava di lei e che, per evitare di pagarne la dote in caso di matrimonio, l’aveva rinchiusa nel castello di Putrella Salto in Abruzzo continuando a violentarla.
Vi posso assicurare, per averlo visto a Palazzo Barberini, che è questo un dipinto dalla terribile precisione realistica dove l’azione cruenta e la violenza degli schizzi del sangue rappresentano nella sua pienezza l’orrore della decapitazione. Una scena miratamene brutale carica di agghiacciante realismo che, si pensa, il Caravaggio abbia immortalato dopo aver assistito al supplizio e all’uccisione della povera Beatrice.
Nella scena il pittore,  per la prima volta, si ritrae prestando il suo volto alla testa di Oloferne.
 ****

RITRATTO DELLA CORTIGIANA FILLIDE

 
http://it.wikipedia.org/wiki/File:CARAVAGGIOFillede.jpg




SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Caterina_d%27Alessandria_%28Caravaggio%2

 Lena (Maddalena Antognetti)

Anche Lena faceva parte della schiera di cortigiane e prostitute d’alto bordo che “rasserenavano” l’esistenza degli ecclesiastici romani d’inizio ‘600.
Prima, giovanissima amante del “giovane morbido” il Cardinal Montalto poi del Cardinal Peretti nipote di Sisto V°. Fare di Lena la “Madonna dei Pellegrini” fu cosa assai rischiosa proprio perché era un volto molto conosciuto in città.
 

MADONNA DEI PELLEGRINI
http://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_dei_Pellegrini
 Ella vi è ritratta nella figura della Madonna vestita da popolana col Bambino in braccio e due pellegrini inginocchiati ai suoi piedi. Fu questo un quadro che causò grande scandalo a Roma. Dice il Baglioni che appena il quadro fu posto sull’altare “ne fu fatto dai preti  e da’ popolani estremo schiamazzo”. E non solo per i piedi nudi, gonfi e sporchi dei contadini in primo piano ma anche per la fatiscenza della casa cui Maria si appoggia e soprattutto per aver usato una “lascivia dalla sfacciata bellezza” che rappresenta l’immagine sacra della Madonna, come bandito dal Concilio di Trento.
 
MADONNA DEI PALAFRENIERI
http://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_dei_Palafrenieri
 
MARIA MADDALENA IN ESTASI
http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Maddalena_in_estasi
Anche Lena, come le altre modelle di Caravaggio morì giovanissima a soli ventotto anni.
  E se, a questo punto, qualcuno si domandasse:

Come può essere bella o santa una cosa brutta o sporca?”

 Rispondono i suoi lavori con la “bellezza delle emozioni”.

Francesa Girotto

giovedì 30 gennaio 2014

#Lasciare che certe cose se ne vadano

 
http://3.bp.blogspot.com/


Per questo è importante lasciare che certe cose se ne vadano.
Si distacchino.
Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate:a volte si vince;
a volte si perde.
Non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi,
che scoprano il tuo genio,
che capiscano il tuo amore.
Bisogna chiudere i cieli.
Non per orgoglio,
per incapacità o superbia.
Semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.
Chiudi la porta,
cambia musica,
rimuovi la polvere.
Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

Paulo Coelho – tratto da Lo Zahir

lunedì 6 gennaio 2014

#LePrime #LuciDel #Mattino



http://www.juzaphoto.com/shared_files/uploads/240697.jpg

Ho imparato a trovare dentro di me le misure e le ragioni del mio vivere. Ho capito che devo volere ciò che sarò, non posso più vivere per compiacere qualcuno, obbligandomi ad essere quella che non sono.
           Fabio Volo, Le prime luci del mattino790>

giovedì 19 dicembre 2013

#LecoseChe #NonDici



http://imblog.aufeminin.com/
  

Le cose che non dici, che non fai, le cose che cerchi di seppellire poi tornano, e sono loro a seppellire te.

  Naseem Rakha, Una madre non dimentica

sabato 30 novembre 2013

#Spunti #PerLa #Vita


 imm. da psichefamiglia.it/index_donna_file/donna.jpg
 1-Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.
2 -Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.
3 -Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.
4 -Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.
5 -Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai.
6 -Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.
7 -Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.
8 -Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.
9 -Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.
10-Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.
11-Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.
12-Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.
13-Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.
 

Gabriel García Márquez, Tutto quello che accade, accade per una ragione
 

lunedì 25 novembre 2013

#EnciclopediadelleDonne #25Novembre 1960 #Assassinate Le Sorelle Mirabal



 Enciclopedia delle donne
  Marinella Gargiulo
presenta
 
Le  Sorelle Mirabal
 
http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=251

Ojo de Agua (Santo Domingo): Patria 1924-1960; Minerva 1926-1960; Maria Teresa 1936-1960; Dedé 1925 - vivente
 
Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva, Antonia Maria Teresa Mirabal nacquero a Ojo de Agua provincia di Salcedo nella Repubblica Dominicana da una famiglia benestante. Combatterono la dittatura(1930-1961) del dominicano Rafael Trujillo, con il nome di battaglia Las Mariposas (Le farfalle).
Il 25 novembre 1960 Minerva e Maria Teresa decidono di far visita ai loro mariti, Manolo Tavarez Justo e Leandro Guzman, detenuti in carcere. Patria, la sorella maggiore, vuole accompagnarle anche se suo marito è rinchiuso in un altro carcere e contro le preghiere della madre che teme per lei e per i suoi tre figli. L’intuizione della madre si rivela esatta: le tre donne vengono prese in un’imboscata da agenti del servizio segreto militare, torturate e uccise.
Il loro brutale assassinio risveglia l’indignazione popolare che porta nel 1961 all’assassinio di Trujillo e successivamente alla fine della dittatura.
Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 54/134, dichiara il 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne in loro memoria.
La militanza politica delle tre sorelle Mariposas era iniziata quando Minerva, la più intellettuale delle tre, il 13 ottobre 1949, durante la festa di san Cristobal, organizzata dal dittatore per la società più ricca di Moca e Salcedo, aveva osato sfidarlo apertamente sostenendo le proprie idee politiche.
Quella data segna l’inizio delle rappresaglie contro Minerva e tutta la famiglia Mirabal, con periodi di detenzione in carcere per il padre e la confisca dei beni per la famiglia.
Minerva mostra fin da bambina un carattere forte e indipendente e una grande passione per la lettura, il suo paese e la libertà. La sua influenza sulle sorelle è notevole, soprattutto su Maria Teresa, la più piccola, che la prende a modello e cerca di emularla negli studi universitari, iscrivendosi ad Architettura, facoltà che non termina, conquistando soltanto il grado tecnico in Agrimensura.
Maria Teresa segue Minerva giovanissima nella militanza politica, dopo essersi fidanzata con un altro attivista politico, Leandro Guzmàn, amico del marito di Minerva.
Dopo la conclusione degli studi superiori Minerva chiede ai genitori il permesso di studiare Diritto all’Università (suo grande sogno fin dall’infanzia), ma la madre di oppone: conoscendo le sue spiccate idee politiche, teme per la sua incolumità. Per consolarla del diniego il padre le permette di imparare a guidare e le regala un automobile su cui, con grande audacia per i tempi, scorrazza da sola per tutta la provincia.
Ma nel 1952, all’età di ventisei anni, Minerva riesce a iscriversi all’Università di Santo Domingo, che frequenterà fra divieti e revoche. Dopo la laurea però non le viene consentito l’esercizio della professione.
Minerva, unica donna insieme a Dulce Tejada in un gruppo di uomini, il 9 gennaio del 1960 tiene nella sua casa la prima riunione di cospiratori contro il regime che segnò la nascita dell’organizzazione clandestina rivoluzionaria Movimento del 14 giugno e il cui presidente fu suo marito Manolo Tamarez Justo, assassinato nel 1963.
Minerva fu l’anima del movimento «Durante un’epoca di predominio dei valori tradizionalmente maschili di violenza, repressione e forza bruta, dove la dittatura non era altro se non l’iperbole del maschilismo, in questo mondo maschilista si erse Minerva per dimostrare fino a che punto ed in quale misura il femminile è una forma di dissidenza». (Dedè Mirabal)
Ben presto nel Movimento 14 giugno, oltre alla giovanissima (quando fu assassinata aveva soltanto venticinque anni) Maria Teresa e al marito, che già da anni erano attivisti politici, furono coinvolti anche la materna e solidale Patria e il marito Pedro Gonzalez.
Patria aveva abbandonato gli studi presso una scuola secondaria cattolica di La Vega (come farà Dedé per badare all’attività familiare) per sposare a sedici anni un agricoltore. Patria è molto religiosa e generosa, allegra e socievole; si definisce “andariega”, girovaga, perché ama molto viaggiare. Era madre di quattro figli (ma l’ultimo visse soltanto pochi mesi) e non esita ad aderire al movimento per « non permettere che i nostri figli crescano in questo regime corrotto e tirannico».
La loro opera rivoluzionaria è tanto efficace che il Dittatore in una visita a Salcedo esclama: «Ho solo due problemi: la Chiesa cattolica e le sorelle Mirabal».
Nell’anno 1960 Minerva e Maria Teresa vengono incarcerate due volte; la seconda volta vengono condannate a cinque anni di lavori forzati per avere attentato alla sicurezza nazionale, ma a causa della cattiva reputazione internazionale di Trujillo dopo l’attentato al presidente venezuelano Betancourt, vengono rilasciate e messe agli arresti domiciliari.
Anche i loro mariti e il marito di Patria, Pedro Gonzalez, vengono imprigionati e torturati.
Trujillo progetta il loro assassinio in modo che sembri un incidente, per non risvegliare le proteste nazionali e internazionali; infatti i corpi massacrati delle tre eroine vengono gettati con la loro macchina in un burrone.
L’assassinio delle sorelle Mirabal provoca una grandissima commozione in tutto il paese, che pure aveva sopportato per trent’anni la sanguinosa dittatura di Trujillo. La terribile notizia si diffonde come polvere, risvegliando coscienze in letargo.
L’ unica sorella sopravvissuta, perché non impegnata attivamente, Belgica Adele detta Dedé, ha dedicato la sua vita alla cura dei sei nipoti orfani: Nelson, Noris e Raul, figli di Patria; Minou e Manuelito, figli di Minerva, che avevano perso il padre e la madre, e Jaqueline figlia di Maria Teresa, che non aveva ancora compiuto due anni. Dedé esorcizzerà il rimorso per essere sopravvissuta alle amatissime sorelle dandosi il compito di custode della loro memoria: «Sopravvissi per raccontare la loro vita». Nel marzo 1999 ha pubblicato un libro di memorie Vivas in su jardin dedicato alle sorelle, le cui pagine sono definite come «fiori del giardino della casa museo dove rimarranno vive per sempre le mie farfalle».
La loro vita è stata narrata anche dalla scrittrice dominicana Julia Alvarez nel romanzo Il tempo delle farfalle (1994), da cui è stato tratto nel 2004 il film di Mariano Barroso In The time of Butterflies, con Salma Hayek. 

fonte:  http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=251

martedì 26 marzo 2013

#Racconti saggi: Le pietre della vita

 imm. da .utas.edu.au/__data/assets/image/0008/58148/Hand-holding-stones.JPG

 

 Le pietre della vita

Un esperto in time management, tenendo un seminario ad un gruppo di studenti, usò un’illustrazione che rimase per sempre impressa nelle loro menti.
Per colpire nel segno il suo uditorio di menti eccellenti, propose un quiz, poggiando sulla cattedra di fronte a se’ un barattolo di vetro, di quelli solitamente usati per la conserva di pomodoro.
Chinatosi sotto la cattedra, tiro’ fuori una decina di pietre, di forma irregolare, grandi circa un pugno, e con attenzione, una alla volta, le infilo’ nel barattolo. Quando il barattolo fu riempito completamente e nessun’altra pietra poteva essere aggiunta, chiese alla classe:
- “Il barattolo e pieno?”.
- Tutti risposero di si’.
- “Davvero?”.
Si chino’ di nuovo sotto il tavolo e tiro’ fuori un secchiello di ghiaia.
Verso’ la ghiaia agitando leggermente il barattolo, di modo che i sassolini scivolassero negli spazi tra le pietre.
Chiese di nuovo,
- “Adesso il barattolo e’ pieno?”.
A questo punto, la classe aveva capito.
- “Probabilmente no” rispose uno.
- “Bene” replico’ l’insegnante.
Si chino’ sotto il tavolo e prese un secchiello di sabbia, la verso’ nel barattolo, riempiendo tutto lo spazio rimasto libero.
Di nuovo,
- “Il barattolo e’ pieno?”.
- “No!” rispose in coro la classe.
- “Bene!” riprese l’insegnante.
Tirata fuori una brocca d’acqua, la verso’ nel barattolo riempiendolo fino
all’orlo.
- “Qual e’ la morale della storia?”, chiese a questo punto.
Una mano si levo’ all’istante
“La morale e’: non importa quanto fitta di impegni sia la tua agenda, se lavori sodo ci sarà sempre un buco per aggiungere qualcos’altro!”.
- “No, il punto non e’ questo”.
“La verità che questa illustrazione ci insegna e’: se non metti dentro prima le pietre, non ce le metterai mai.”
Quali sono le “pietre” della tua vita?
I tuoi figli, i tuoi cari, il tuo grado di istruzione, i tuoi sogni, una giusta causa. Insegnare o investire nelle vite di altri, fare altre cose che ami, avere tempo per te stesso, la tua salute, la persona della tua vita.
Ricorda di mettere queste “pietre” prima, altrimenti non entreranno mai.
Se ti esaurisci per le piccole cose (la ghiaia, la sabbia), allora riempirai la tua vita con cose minori di cui ti preoccuperai non dando mai veramente “quality time” alle cose grandi e importanti (le pietre).
Questa sera, o domani mattina, quando rifletterai su questa storiella, chiediti:
“Quali sono le ‘pietre’ nella mia vita?” Metti nel barattolo prima quelle.

fonte web: nostripensieri.altervista.org/wordpress/?tag=racconti-saggi
 

sabato 19 gennaio 2013

#LeSpezie #Coriandolo

imm. da http://bragwebdesign.com/ricette-di-cucina/aromi-e-spezie/coriandolo/


L'aroma intenso, dolce, simile a quello dell'arancio rende il coriandolo una delle spezie più versatili. Molto delicato, il coriandolo può essere usato in notevoli quantità senza che rovini il sapore dei piatti. Il suo gusto armonizza particolarmente con quello dell'aglio e del peperoncino, e si adatta perfettamente a piatti di carne e verdura. Le sue foglie in medio oriente vengono usate come il prezzemolo. I semi si possono trovare interi o in polvere; è preferibile acquistarli interi e tostarli prima di macinarli per esaltarne il sapore
 
fonte web: http://www.ristorantelaragnatela.com/book/export/html/91

venerdì 4 gennaio 2013

#LeSpezie #Cannella

http://bizzarrobazar.com/2012/04/21/la-sfida-della-cannella/

 A diferenza di altre spezie la cannella non si ricava dal seme o dal frutto bensì dal fusto e dai ramoscelli che, una volta liberati dal sughero esterno e trattati assumono un aspetto di una pergamena color nocciola. IL suo aroma è pungentemente dolce e aromatico e viene usata in prevalenza su pietanze dolci come biscotti, torte, budini e creme. Indispensabile nella cucina Indiana è un ingrediente base per il loro riso (pilau). La si trova sia in stecche che in polvere e come le altre spezie conserva meglio il suo aroma da intera; se però si ha intenzione di usarla macinata è bene acquistarla già pronta perche le stecche sono difficili da macinare.

fone web:  http://www.ristorantelaragnatela.com/book/export/html/91

mercoledì 2 gennaio 2013

#LeSpezie #Anicestellato

http://www.tortealcioccolato.com/2011/03/03/creme-caramel-anice-stellato/

L'anice stellato, una spezia insolita e gradevole, è il frutto a forma di stella di un piccolo albero sempreverde. Ha un sapore forte ed aspro di anice e quando viene usato in cucina va messa in piccole dosi. Molto usata nella cucina cinese soprattutto con la carne. E' consigliabile macinarla sempre al momento dell'uso. 

fonte web:  http://www.ristorantelaragnatela.com/book/export/html/91

giovedì 30 agosto 2012

#Modi di dire #Avere le corna

http://eco-ecoblog.blogspot.it/2012/04/massacro-di-cervi-in-cansiglio.html
Avere le corna - Questo modo di dire deriva dal mondo animale. I cervidi, durante la stagione degli amori, sviluppano grossi palchi di corna, che li rendono vistosi anche in lontananza e particolarmente appetibili dalle femmine, le quali scelgono il maschio con le corna più vistose.

fontr web: http://www.culturaesvago.com/modi-di-dire

mercoledì 13 giugno 2012

#Le Vette # Il Monte Bianco:


http://viaggi.tuttogratis.it/news/monte-bianco-alla-ricerca-del-diamante-perduto/P8757/Aggiungi didascalia

  Il Monte Bianco non è solo, con la sua cima glaciale di 4.810 m, la vetta più alta d’Europa ma è soprattutto un ampio e complesso massiccio con 40 vette oltre i 4.000 m, ardite guglie granitiche, creste affilate, un centinaio di ghiacciai. Si estende per oltre 400 Km2 a cavallo fra Francia, Italia e Svizzera. 


http://www.gri.it/old_GRI/gallery/gabchi/aguille.htm

 E’ un ambiente di sconfinata bellezza che l’uomo ha finora poco intaccato e che conserva un fascino quasi primordiale. Ambienti di alta quota, unici in Europa, cedono il posto, a quote più basse, ad ampie valli glaciali verdeggianti. E’ il paradiso degli alpinisti che vi trovano vie di tutte le difficoltà su roccia, ghiaccio e misto, ma offre innumerevoli possibilità anche agli escursionisti. 

 fonte web:http://www.guida-italia.org/destinazione_montagna.asp

 
http://www.montagna.tv/cms/?p=37823 

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