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martedì 6 gennaio 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi





Buongiorno, oggi è il 6 gennaio.
Il 6 Gennaio 1720 ebbe inizio una delle prime bolle speculative della storia dell'economia, quella relativa alla società inglese della "Compagnia dei mari del sud".
La compagnia fu fondata nel 1711 da Robert Harley (conte di Oxford), alla fine della guerra di secessione spagnola. A causa della guerra il debito pubblico inglese si era fatto nel corso degli anni progressivamente più ingente, fino a raggiungere cifre astronomiche. Tale compagnia nacque proprio con lo scopo di rilevare l'ingente debito pubblico in cambio di interesse e del monopolio dei commerci con le colonie spagnole nel Sud America. La compagnia assunse così su di sé gran parte del debito pubblico, lo stato pagava un interesse del 6% e concedeva il diritto di emettere azioni da collocare presso gli investitori e di avere l'esclusiva del commercio e del traffico con l'America.
In questo periodo storico, le persone avevano grandi aspettative verso le colonie, questo nuovo mondo pieno di ricchezze, una zona vergine dove arricchirsi; l'idea stimolò gli investitori che vedevano la possibilità di fare enormi profitti; così ogni emissione di azioni fu un completo successo. Le azioni vennero a costare cifre sempre maggiori senza che ci fossero profitti reali in grado da giustificare tale incremento dei prezzi. Si riponeva nella società fiducia illimitata.
Il trattato di Utrecht nel 1713, garantì alla compagnia un solo viaggio all'anno; un commercio poco redditizio per le aspettative create dagli investitori, tuttavia l'interesse per l'impresa non accennò a diminuire; nemmeno dopo il 1718 anno in cui la Spagna, che cercava di ostacolare l'Inghilterra nei sui traffici, confiscò le navi della South Sea Company. Nonostante ciò gli investitori continuarono a vedere profitti a lungo termine. Nel 1719 la compagnia propose di rilevare oltre la metà del debito pubblico inglese (pari a 30.981.712 sterline) finanziando il tutto con nuove azioni, che vennero ovviamente vendute subito.
E in effetti un aumento dei profitti di tale compagnia avvenne: le azioni passarono dalla quotazione di 128 sterline nel gennaio 1720, a 220 sterline in marzo, poi salirono a 550 in maggio, 890 in giugno fino a 1000 nel mese di luglio. L'impennata delle azioni proseguì fino a toccare la punta massima di 1050 sterline. Subito dopo avvenne il crollo: dal valore massimo le azioni precipitarono vertiginosamente del 90% in poche settimane. Gli investitori furono presi dal panico, al quale seguì la rabbia nei confronti della dirigenza, colpevoli di aver ingannato gli azionisti vendendo poco prima del crollo. In questa bolla finanziaria vi erano molti elementi aberranti; in primo luogo il massiccio indebitamento compensato da un modesto interesse, la compagnia era nata infatti con l'intento di vendere azioni al mercato più che di fare profitti. In secondo luogo il business era inesistente, anche se appariva estremamente innovativo, catturando l'immaginazione degli investitori che caddero nell'errore di valutazione, anche grazie a campagne di annunci ben orchestrate. Dopo questo crollo il paese cadde in una profonda crisi economica che interessò tutto il secolo, a tal punto che venne varata una legge, il Bubble Act, che fino al 1862 (quando verrà promulgato il Joint Stock company Act) vietò la libera costituzione di società per azioni, subordinandone la nascita all'esplicita concessione della Corona o del Parlamento inglese.

lunedì 5 gennaio 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi





Buongiorno, oggi è il 5 gennaio.
Il 5 gennaio 1895 l'ufficiale francese Alfred Dreyfus veniva degradato e condannato all'ergastolo per presunto spionaggio a favore della Germania.
Nel 1894 Alfred Dreyfus (Mulhouse 1859 - Parigi 1935), ufficiale di origine ebraica impiegato presso il ministero della Guerra, fu accusato di aver rivelato segreti relativi alla difesa all'addetto militare tedesco a Parigi. Arrestato in ottobre, dopo un giudizio sommario Dreyfus fu degradato e condannato alla deportazione a vita nell'isola del Diavolo (Caienna). L'opinione pubblica francese, travolta da un'ondata di antisemitismo, dimenticò il caso finché, nel 1896, il comandante G. Picquart, nuovo responsabile dell'ufficio informazioni del ministero, riaprì le indagini, persuaso della colpevolezza di un altro ufficiale francese, Esterhazy. Questi però, nonostante la debolezza delle prove a carico di Dreyfus, venne scagionato dal consiglio di guerra (1898), mentre il governo Méline subiva passivamente le laceranti polemiche che dividevano i francesi in due correnti d'opinione: i dreyfusards (intellettuali, socialisti, radicali e repubblicani antimilitaristi) e gli antidreyfusards (la destra nazionalista, antisemita e clericale). In seguito al trasferimento punitivo di Picquart in Tunisia E. Zola pubblicò sull'"Aurore" un articolo divenuto poi famoso, dal titolo J'accuse, a difesa di Dreyfus. Querelato, fu condannato a un anno di carcere e a 3000 franchi di ammenda. Poco dopo il colonnello Henry, autore di alcuni documenti falsi aggiunti al fascicolo di Dreyfus, fu scoperto e si suicidò. Giunta al governo la nuova coalizione di difesa repubblicana, presieduta dal radicalsocialista Waldeck-Rousseau, nel 1899 si tenne la revisione del processo, ma il consiglio di guerra confermò la colpevolezza di Dreyfus per l'insolita accusa di "tradimento con attenuanti", condannandolo a 10 anni di carcere. Immediatamente graziato dal presidente Loubet, l'ufficiale fu reintegrato nel suo grado solo nel 1906. L'affaire non fu un semplice caso di errore giudiziario. Esso contribuì a palesare con nettezza, nella Francia della Terza repubblica, due raggruppamenti di forze, a destra e a sinistra. Declinava così quella posizione repubblicana, centrista e laica, che aveva consolidato le istituzioni dalla fine degli anni settanta, ma che aveva dissolto nella gestione del potere e in un patriottismo dalle sfumature nazionalistiche l'iniziale spinta democratica e progressiva.

domenica 4 gennaio 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 4 Gennaio
Il 4 Gennaio 1847 Samuel Colt vendeva al governo degli Stati Uniti d'America la prima fornitura di armi piccole ed efficaci a ripetizione da lui inventate e brevettate 11 anni prima, nel 1836: le rivoltelle (o revolver in inglese), che negli anni a seguire furono spesso semplicemente chiamate col suo nome, le Colt.
Già nei primi anni del 19esimo secolo in molti cercarono una maniera per aggirare l'unico vero problema delle armi da fuoco portatili, e cioè la lentezza della ricarica. Esse infatti, come i cannoni da cui concettualmente derivavano, necessitavano di un lungo tempo per inserire il proiettile dal davanti della canna, e la polvere da sparo nella camera di combustione. Un metodo utilizzato per avere a disposizione, pur con una lenta avancarica, più colpi contemporaneamente o a breve distanza uno dall'altro, fu quello di moltiplicare le canne da fuoco, e di conseguenza i proiettili da sparare. Ma questa soluzione, pesante e poco affidabile, fu quasi subito scartata. L'idea geniale di Colt fu quella di mettere insieme alcuni tentativi non riusciti per mettere a punto il suo primo revolver: invece di avere tante canne e tanti armi, Colt preparò una pistola con una sola canna, un solo armo (lo strumento che innescando la scintilla dà fuoco alla polvere da sparo), ma tante camere di scoppio ciascuna con la sua cartuccia che ruotando offrivano alla canna un nuovo proiettile da sparare, una volta esploso il colpo precedente: nasceva così la pistola a tamburo, o rivoltella. Fu una vera rivoluzione che permise in America la colonizzazione del far west e la proliferazione in massa delle armi da fuoco. Nel tempo Colt perfezionò la rivoltella eliminando il problema di usura dell'elemento rotante, che a lungo andare rischiava di non allineare più la camera di scoppio con la canna, causando una possibile esplosione dell'arma e il conseguente ferimento del tiratore; inoltre inventò un metodo che consentiva di ruotare il tamburo di uno scatto prima di ogni sparo semplicemente premendo il grilletto, senza dover necessariamente premere il grilletto di riarmo in alto prima di ogni sparo. Va segnalato che nel 1833 un sardo, Francesco Antonio Broccu, aveva inventato una pistola simile senza alcun contatto con Colt, e la aveva proposta al re dei Savoia Carlo Alberto, ricevendo da lui anche un premio di 300 franchi. Tuttavia Broccu non brevettò la sua invenzione, come del resto nessuna delle altre.
In occasione dell'impresa dei Mille, Samuel Colt inviò in dono a Giuseppe Garibaldi 100 armi da fuoco che comprendevano rivoltelle e carabine.Garibaldi, soddisfatto delle armi ricevute, acquistò 23.500 moschetti al costo di circa 160.000 dollari.Una delle rivoltelle fornite, assegnata al colonnello Giuseppe Missori, salvò la vita all'eroe dei due mondi, durante la battaglia di Milazzo.
La Colt M1911 fu la pistola d'ordinanza dell'esercito americano fino al 1985, anno in cui fu sostituita dalla italiana Beretta M9. La Beretta è oggi l'arma ufficiale degli eserciti italiano, americano, francese, sloveno e filippino, nonchè delle forze di polizia italiano e algerino.

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