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venerdì 14 aprile 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 14 aprile.
Il 14 aprile 1561 si ebbe il cosiddetto "fenomeno celeste di Norimberga".
Il fenomeno celeste di Norimberga è un evento accaduto a Norimberga il 14 aprile 1561, quando, secondo le cronache del tempo, la popolazione vide comparire in cielo numerosi oggetti volanti, di varie forme, che ingaggiarono fra di loro una sorta di combattimento.
Qualcosa di analogo si verificò, cinque anni più tardi, anche a Basilea.
Le cronache del tempo riportarono l'accaduto con dovizia di particolari, affinché della vicenda ne rimanesse chiara memoria. Inoltre, furono eseguite diverse incisioni su legno e stampe su carta. L'avvenimento durò circa un'ora e terminò quando diversi oggetti precipitarono al suolo, alla periferia della città, causando un incendio.
Secondo l'incisore Hans Glaser, che, insieme a «numerosissime persone, uomini e donne», assistette al combattimento, la mattina del 14 aprile apparvero vicini al Sole «due oggetti a forma di falce, simili alla Luna calante, di colore rosso. Questi oggetti si spostavano dal centro ai lati del Sole, e poi sopra e sotto». Glaser aggiunge che «C'erano anche delle sfere di colore rosso, blu e nero, e dei dischi tondeggianti. Volavano a file di tre, o a quattro formando dei quadrati, e alcuni dischi volavano da soli. Mescolate a questi oggetti sono state viste anche molte croci di colore rosso, e fra di esse c'erano oggetti di forma allungata con la parte posteriore più spessa e la parte anteriore più snella. In mezzo a tutto questo c'erano due grandi oggetti cilindrici, uno sulla destra ed uno sulla sinistra, e dentro ognuno di essi c'erano numerose sfere, e tutti iniziarono a combattere fra di loro».
Sempre secondo il racconto di Glaser, «la battaglia nei cieli durò circa un'ora e fu vista da numerosissime persone, sia nella città che nelle campagne circostanti, poi alcuni oggetti caddero in fiamme sulla terra, alla periferia della città, provocando un vasto incendio ed una grande nube di fumo. I presenti videro anche, vicino alle sfere volanti, una specie di grande lancia nera». Il testo di Glaser, attualmente conservato presso la Wickiana della Biblioteca Centrale di Zurigo, venne pubblicato insieme ad un breve commento di stampo religioso sul Giudizio Universale e sul peccato nella gazzetta della città di Norimberga, corredato da una stampa a colori.
E' possibile che la narrazione sia una sorta di metafora?
Probabilmente no: nella seconda metà del 1500 l’Europa risolse positivamente il periodo di crisi generale che l’aveva colpita e diede inizio ad una profonda trasformazione culturale e politica, che sfociò nella formazione degli Stati nazionali e delle Signorie in Italia. Nel 1400 scomparve definitivamente la civiltà medioevale e si affermò una nuova visione del mondo. Le varie corti ospitarono uomini di cultura appartenenti a tutti i settori: artistico, scientifico, musicale, filosofico, letterario, politico. In Italia i Signori che diedero impulso alla nuova cultura, indicata per il Quattrocento con il nome di Umanesimo e per i primi decenni del Cinquecento con il nome di Rinascimento, furono gli Aragonesi a Napoli, i Montefeltro ad Urbino, gli Este a Ferrara, i Gonzaga a Mantova, i papi a Roma, gli Sforza a Milano. Lorenzo dei Medici, Signore di Firenze, riunì attorno a sé filosofi come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola; letterati come Angelo Poliziano e Luigi Pulci; artisti come Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti.
Si riscoprirono gli autori classici latini e greci (le Humanae litterae), da cui derivò il nome di Umanesimo, allo scopo di rintracciare modelli da additare ai contemporanei e si esaltarono le qualità dell’uomo, come la dignità, la libertà e la creatività del pensiero;
si diffuse un’immensa fiducia nell’intelligenza umana, nella capacità di penetrare nei segreti della natura con gli strumenti scientifici e di allargare i confini del mondo conosciuto. Non a caso il 1492, anno della scoperta dell’America, segnò il passaggio dall’età medioevale a quella moderna;
gli autori dei vari settori artistici cercarono di realizzare gli ideali di bellezza e di armonia;
si estese sempre più l’uso della lingua volgare, affinché gli scritti fossero accessibili ad un vasto pubblico.
Nel Cinquecento nacque la “questione della lingua”, per cui si ricercò una lingua letteraria nobile, distinta da quella comune e si assunsero come modelli Petrarca per la poesia e Boccaccio per la prosa; in pratica si propose la tradizione del “fiorentino illustre”. Allo scopo di difendere il patrimonio linguistico nazionale, nel 1583 venne fondata l’Accademia della Crusca, tuttora esistente.
Molti furono gli autori importanti del Quattrocento e del Cinquecento e tra i tanti vanno ricordati Poliziano, Lorenzo il Magnifico, Ariosto, Tasso.
Era l'epoca del protestantesimo con Martin Lutero che diffondeva il suo paradigma (agevolato dalla chiesa cattolica in pieno decadimento). Inoltre le prime proto-narrazioni di una fantascienza embrionale sono del 1608.
Ma allora cosa è successo nei cieli di Norimberga?
È impossibile stabilire con certezza cosa accadde quel giorno nei cieli di Norimberga. Alcuni ufologi ipotizzano che si sia trattato di un avvistamento UFO, interpretando le cronache del tempo come la descrizione di un combattimento nei cieli con grandi "navette-madri" dalle quali partivano moduli di dimensioni minori.
Altri, invece, attribuiscono l'evento a fenomeni solari di tipo naturale come pareli (Il parelio, comunemente noto anche come "cani solari",  è un fenomeno ottico atmosferico dovuto alla rifrazione della luce solare da parte dei piccoli cristalli di ghiaccio sospesi nell'atmosfera e che solitamente costituiscono i cirri), comuni nell'Europa del nord, e raggi crepuscolari. Anche questa ipotesi, tuttavia, risulta contestata.
Carl Gustav Jung manifestò il suo interesse per l'avvenimento, così come per il fenomeno celeste di Basilea del 1566, nel saggio Ein moderner Mythus: Von Dingen, die am Himmel gesehen werden ("Un mito moderno. Le cose che si vedono nel cielo") del 1958, soffermandosi sull'interpretazione che i presenti diedero all'avvenimento.


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