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venerdì 27 novembre 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 27 novembre.
Il 27 novembre 1971 la sonda sovietica Mars 2 raggiungeva l'orbita di Marte, dopo un viaggio di 6 mesi e 8 giorni.
La sonda aveva una massa di circa 4.650 kg al lancio (compreso il carburante) ed era alta 4,1 metri, con un diametro di circa 2 metri più due pannelli solari fotovoltaici montati ai lati di lunghezza complessiva di 5,9 metri. Nel modulo d'atterraggio era stivato un piccolo rover che avrebbe dovuto eseguire ricerche scientifiche sul suolo di Marte.
Il modulo orbitante doveva ottenere immagini della superficie del pianeta e delle sue nuvole, determinare la temperatura del pianeta, studiare la topografia, la composizione e le proprietà fisiche della superficie, misurare le proprietà dell'atmosfera, monitorare il vento solare e il campo magnetico interplanetario e marziano e funzionare da ripetitore per inviare verso la Terra i dati ricavati dal lander. Per ottemperare a ciò, la sonda fu dotata di: un radiometro all'infrarosso per i rilevamenti di temperatura, un fotometro per analizzare l'atmosfera più altri due fotometri di cui uno sensibile all'ultravioletto e uno all'infrarosso, un radiotelescopio e altri radiometri destinati a studiare la superficie planetaria. In più a bordo si trovava il sistema televisivo di ripresa e trasmissione delle immagini, in gradi di riprendere fotografie di 1000x1000 pixel con un dettaglio da 10 a 100 metri per pixel.
L'orbiter inviò a Terra una grande mole di informazioni in un intervallo di tempo tra il dicembre 1971 fino al marzo 1972, ma le comunicazioni continuarono fino al 22 di agosto, quando ufficialmente la missione terminò dopo ben 362 orbite. Le immagini e i dati inviati rivelarono la presenza di montagne alte ben 22 km, l'esistenza di tempeste di sabbia alte fino a 7 km, temperature superficiali comprese tra -110 °C e +13 °C, l'esistenza di idrogeno e ossigeno atomico nell'atmosfera superiore, una concentrazione di acqua 5.000 volte inferiore a quella terrestre, una pressione superficiale di 5,5-6 mbar e la presenza di una ionosfera a partire da 80–110 km di quota. Inoltre le immagini riprese permisero di realizzare una prima mappa della superficie marziana.
Nella missione, oltre al modulo orbitante, era previsto un secondo modulo che avrebbe dovuto atterrare sul pianeta e fare riprese ravvicinate. Purtroppo, a causa di un errato angolo di ingresso in atmosfera, il modulo precipitò al suolo e si distrusse.
I suoi resti rappresentano il primo oggetto della storia, costruito dall'uomo, che abbia raggiunto la superficie di un pianeta del sistema solare.

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