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lunedì 5 gennaio 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi





Buongiorno, oggi è il 5 gennaio.
Il 5 gennaio 1895 l'ufficiale francese Alfred Dreyfus veniva degradato e condannato all'ergastolo per presunto spionaggio a favore della Germania.
Nel 1894 Alfred Dreyfus (Mulhouse 1859 - Parigi 1935), ufficiale di origine ebraica impiegato presso il ministero della Guerra, fu accusato di aver rivelato segreti relativi alla difesa all'addetto militare tedesco a Parigi. Arrestato in ottobre, dopo un giudizio sommario Dreyfus fu degradato e condannato alla deportazione a vita nell'isola del Diavolo (Caienna). L'opinione pubblica francese, travolta da un'ondata di antisemitismo, dimenticò il caso finché, nel 1896, il comandante G. Picquart, nuovo responsabile dell'ufficio informazioni del ministero, riaprì le indagini, persuaso della colpevolezza di un altro ufficiale francese, Esterhazy. Questi però, nonostante la debolezza delle prove a carico di Dreyfus, venne scagionato dal consiglio di guerra (1898), mentre il governo Méline subiva passivamente le laceranti polemiche che dividevano i francesi in due correnti d'opinione: i dreyfusards (intellettuali, socialisti, radicali e repubblicani antimilitaristi) e gli antidreyfusards (la destra nazionalista, antisemita e clericale). In seguito al trasferimento punitivo di Picquart in Tunisia E. Zola pubblicò sull'"Aurore" un articolo divenuto poi famoso, dal titolo J'accuse, a difesa di Dreyfus. Querelato, fu condannato a un anno di carcere e a 3000 franchi di ammenda. Poco dopo il colonnello Henry, autore di alcuni documenti falsi aggiunti al fascicolo di Dreyfus, fu scoperto e si suicidò. Giunta al governo la nuova coalizione di difesa repubblicana, presieduta dal radicalsocialista Waldeck-Rousseau, nel 1899 si tenne la revisione del processo, ma il consiglio di guerra confermò la colpevolezza di Dreyfus per l'insolita accusa di "tradimento con attenuanti", condannandolo a 10 anni di carcere. Immediatamente graziato dal presidente Loubet, l'ufficiale fu reintegrato nel suo grado solo nel 1906. L'affaire non fu un semplice caso di errore giudiziario. Esso contribuì a palesare con nettezza, nella Francia della Terza repubblica, due raggruppamenti di forze, a destra e a sinistra. Declinava così quella posizione repubblicana, centrista e laica, che aveva consolidato le istituzioni dalla fine degli anni settanta, ma che aveva dissolto nella gestione del potere e in un patriottismo dalle sfumature nazionalistiche l'iniziale spinta democratica e progressiva.

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