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venerdì 5 luglio 2013

#IlCoraggio


http://antodesimone.files.wordpress.com/2012/08/307563144_d389b1e18a.


Si avvicinò alla porta d’ingresso.
Delicatamente Marta prese il soprabito, lo stesso soprabito che aveva la sera del nostro incontro, si avviò all’uscita. Uscendo la sua immagine si riflesse, ancora, nello specchio dell’ingresso.
Nello specchio, il volto di una donna triste. Una tristezza inespressiva e opaca le aveva irrigidito le labbra. Cosa le era accaduto? Nulla, apparentemente. Lei aveva atteso che qualcosa cambiasse. Atteso, come se l’attesa avesse il
potere di sospendere il tempo o di renderlo reversibile. Un uomo la stava guardando con insistenza. Ero io. Marta abbassò lo sguardo.
Uscì.
Restai fermo. Non mi mossi. Non dissi una sola frase. Mi sentivo stanco e disarmato. Non avrei ottenuto nulla se le avessi parlato, se l’avessi seguita.

Marta, Gianfranco Brevetto

domenica 23 giugno 2013

#Mollare #Lapresa


http://lagioiadiscrivere.files.wordpress.com/2012/05/palloncini2.jp

  Lasciare significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro corso, che si muovano liberamente senza il nostro intervento, finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente.
Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi, si allontanano da noi, lasciamole andare.
Molliamo la presa. Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos’altro.


Bert Hellinger, Gli Ordini del Successo

martedì 7 maggio 2013

#Citazione: La forza di andare avanti

http://dasciagalli.altervista.org/portale/wp-content/uploads/2008/12/uomo-di-spalle.jpg


Come l'acqua del fiume, anche noi non possiamo fermarci, dobbiamo trovare la forza di andare avanti con il nostro pesante zaino sulle spalle. Ognuno cammina con le sue forze, con la sua fede, con le sue speranze. Ma a volte la stanchezza fiacca le gambe e l'andare avanti sembra una tortura. 


Romano Battaglia da"sulla riva dei nostri pensieri"

martedì 28 agosto 2012

#Modi di dire #Andare a Canossa

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Heinrich_4_g.jpg
Andare a Canossa - Questo modo di dire, che indica una grave, ma necessaria umiliazione, ha un'origine storica. Nella lotta per le investiture Enrico IV fu costretto a chiedere perdono a papa Gregorio VII, recandosi presso la contessa Matilde di Canossa, che aveva ospitato il pontefice. In quell'inverno rigido il re, scalzo e seminudo, dovette aspettare tre giorni e tre notti prima di essere ricevuto dal papa e perdonato.

fonte web: http://www.culturaesvago.com/modi-di-dire

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