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venerdì 27 aprile 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 27 aprile.
Il 27 aprile 1521 Magellano viene ucciso da nativi delle attuali isole Filippine.
Ferdinando Magellano (Fernão de Magalhães) nasce a Sobrosa, una cittadina di poche migliaia di abitanti situata nel nord del Portogallo, il 17 ottobre del 1480. Appartiene ad una famiglia aristocratica decaduta. Il padre è il sindaco della città mentre la madre si occupa della famiglia. Magellano ha un fratello, Diego e una sorella, Isabel. La sua famiglia ha un lignaggio antico e prestigioso ma non ha più il potere economico di un tempo. All'età di dieci anni perde i due genitori e insieme al fratello viene mandato alla corte del re Giovanni II nella capitale Lisbona, dove ricopre la carica di paggio. Il re si prende cura di lui formalmente, anche se la vita di corte prevede che siano altri ad impartirgli l'educazione di cui necessita.
Nel 1505 il re decide di mandarlo in India a servire il viceré Francisco de Almeida. Alla corte di Almeida, Magellano si distingue per l'autorevolezza, l'ingegno e il coraggio tanto da essere premiato per aver sventato un ammutinamento su una delle navi reali.
La sua carriera per mare inizia quando viene arruolato nella Marina di Sua Maestà dove mostra subito capacità e passione per la navigazione. Nel 1506 partecipa alla spedizione che deve far rotta verso le Isole delle Spezie, conosciute con questo nome grazie alla ricchezza e varietà di spezie che vi si potevano trovare. Il loro vero nome, infatti, era Arcipelago delle Molucche.
Durante questa spedizione viene promosso capitano ma il suo carattere avventuroso e poco incline alla disciplina lo mette subito nei guai: si allontana dalla flottiglia con la sua nave per esplorare delle zone più a est della rotta stabilita e per questo viene subito degradato.
Perso il comando viene imbarcato, nel 1510, su un'altra nave capitanata da Alfonso de Albuquerque con il quale partecipa allo scontro per la conquista del porto di Malacca. Dopo questa vittoria rientra in Portogallo e nel 1513 viene imbarcato su un'altra nave militare diretta in Marocco, lì partecipa alla battaglia di Azamor. La sua permanenza in Marocco gli causa diversi problemi perché viene accusato di aver dato avvio ad alcune attività commerciali con i mussulmani ed aver quindi disonorato la sua divisa e il suo grado nella Marina. Per questo motivo nel 1514 viene congedato con disonore e viene allontanato sia dalla Marina reale sia dalla corte portoghese.
Una volta perso il lavoro, Magellano comincia ad immaginare una nuova spedizione da comandare in totale autonomia e grazie ad una carta geografica di cui era in possesso e che indicava un ipotetico passaggio per accedere all'Oceano Pacifico che si sarebbe dovuto trovare a sud del Rio de la Plata, inizia a progettare una nuova spedizione. L'idea di base era quella di raggiungere l'Asia senza dover circumnavigare l'Africa e quindi di ridurre notevolmente le distanze. Si trattava di un piano ambizioso che nel tempo aveva visto impegnati diversi cartografi e navigatori ma che non si era ancora mai realizzato.
Magellano avrebbe voluto non solo trovare questo passaggio ma anche dimostrare che era possibile raggiungere l'Arcipelago delle Molucche seguendo un'altra via; supponendo che tale via sia sotto il controllo della Spagna decide di presentare il suo progetto a Carlo V.
L'imperatore rimane affascinato dall'idea, non solo perché riconosce al suo interlocutore doti di coraggio, spregiudicatezza e attitudine al comando, ma anche perché ritiene che una via del genere potrebbe dimostrare che effettivamente le Molucche sono sotto l'influenza spagnola e inoltre la spedizione potrebbe portare alla scoperta di nuovi territori da colonizzare.
Per questi motivi Carlo V decide di sostenere l'impresa fornendo uomini, navi e provviste. Dopo gli opportuni preparativi il 20 settembre 1519 salpano cinque navi da San Luca de Barrameda, sulla foce del Guadalquivir con a bordo 265 uomini; la nave ammiraglia, al cui comando si trova Ferdinando Magellano, si chiama Trinidad.
Le navi puntano verso sud-ovest e attraversano l'Atlantico senza troppe difficoltà. Dopo diverse settimane giungono vicino al Rio de la Plata; a questo punto Magellano decide di dirigersi verso sud, navigando lungo le coste dell'America Meridionale. Dopo cinque mesi di stop, dovuti all'inverno australe, gli equipaggi riprendono il mare alla ricerca dello stretto che dovrebbe congiungere i due Oceani. La lunga navigazione e i disagi dovuti a malattie e alla scarsità del cibo e dell'acqua fomentano gli uomini che si ribellano più volte a Magellano, il quale interviene sempre con il pugno di ferro per sedarli.
Il 25 ottobre le navi, finalmente imboccano un canale (lo stretto che da lui prenderà il nome) la cui navigazione avviene senza alcuna misurazione preventiva; le intemperie, fra cui densi banchi di nebbia, rendono l'esplorazione molto difficoltosa. Dopo alcuni giorni il canale viene attraversato e le navi entrano nell'Oceano Pacifico. I marinai entusiasti per l'impresa ma stanchi e angosciati per la loro sorte - ormai i viveri erano quasi finiti - chiedono in maggioranza di poter tornare a casa. Magellano, però, si rifiuta e punta la rotta verso nord-ovest.
Il viaggio avviene su un Oceano calmo, tanto che gli venne attribuito il nome di "Pacifico" ma quando Magellano, che comanda ormai solo tre navi perché la sorte delle altre due era stata infausta - una era naufragata mentre il capitano della quinta nave aveva deciso, spinto dai suoi uomini, di tornare indietro - decide di approdare in un'isola delle Filippine, Cebu. Il suo viaggio si conclude in modo definitivo. Viene ucciso il 27 aprile del 1521 da alcuni indigeni dell'isola.
Il corpo di Magellano non fu mai restituito e non se ne conosce la sorte: un cenotafio a memoria del navigatore è posto vicino alla spiaggia di Mactan, dove si presume che il portoghese sia stato ucciso.
Dopo la morte di Magellano e un maldestro tentativo di riscattarne il corpo che non ebbe però successo, quello che rimaneva della flotta che aveva intrapreso una così lunga esplorazione nei mari di tutto il globo lasciò Mactan e Cebu sotto il comando di Duarte Barbosa e di Giovanni Serrano e fece rotta verso la Spagna: il viaggio si concluse il 6 settembre 1522, quando la Victoria, sola nave superstite, rientrò al porto di partenza dopo aver completato la prima circumnavigazione del globo in 2 anni, 11 mesi e 17 giorni. A bordo della piccola nave che stazzava solo 85 tonnellate, che imbarcava acqua ed aveva una velatura di fortuna, dei 234 partiti vi erano soltanto 18 uomini malmessi, ammalati e denutriti, tra marinai e soldati. Tra essi due italiani, Antonio Lombardo, detto il Pigafetta, colui che scriverà la storia della spedizione, e Martino de Judicibus.
Il viaggio di Magellano dimostrò definitivamente quattro cose: che la Terra è una sfera; che la circonferenza del pianeta è maggiore di quanto avessero mai creduto tutti i geografi; che l'America poteva essere circumnavigata al pari del continente africano; che si perdono 24 ore se si segue il cammino del Sole da Occidente a Oriente. Quest'ultima osservazione fornì le basi a nuove speculazioni di interesse fisico e metafisico sulla natura del tempo e dell'eternità.

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