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giovedì 7 settembre 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 7 settembre.
Il 7 settembre 1812 venne combattuta la celebre e sanguinosa battaglia di Borodino, tra Napoleone e lo zar Alessandro I.
La battaglia di Borodino, conosciuta nella storiografia francese come battaglia della Moscova fu combattuta durante la campagna di Russia e fu una delle più grandi e sanguinose battaglie delle guerre napoleoniche; coinvolse oltre 250.000 soldati delle due parti, con la perdita, tra morti e feriti, di circa 80.000 uomini. Napoleone la definì "la più terribile delle mie battaglie".
Venne combattuta tra la Grande Armata di Napoleone e l'esercito russo guidato dal generale Michail Kutuzov vicino al villaggio di Borodino. L'imperatore, desideroso di combattere un grande scontro decisivo per concludere la campagna di Russia, adottò una tattica di attacco frontale che costò gravi perdite alle truppe francesi di fronte alle forze russe organizzate su posizioni difensive; dopo una lotta durata molte ore, i francesi, grazie soprattutto al fuoco devastante della loro artiglieria concentrata, riuscirono a conquistare le fortificazioni del nemico che tuttavia ripiegò con ordine su posizioni più arretrate. Nel momento culminante Napoleone aveva rifiutato di impiegare la Guardia imperiale. Il giorno seguente il maresciallo Kutuzov decise, a causa delle elevatissime perdite subite, di abbandonare il campo di battaglia e riprendere la ritirata verso Mosca. Napoleone poté quindi entrare con il suo esercito nella antica capitale russa, ma, non essendo riuscito a distruggere l'armata nemica né a scuoterne il morale e la volontà combattiva, non raggiunse un successo decisivo.
Nel tempo la battaglia di Borodino, che dal punto di vista militare fu una vittoria di Napoleone, è stata trasformata dalla letteratura e dalla storiografia russa, soprattutto a partire dall'interpretazione datane da Lev Tolstoj in "Guerra e pace", in un simbolo della vittoriosa "guerra patriottica" contro l'invasore e della tenacia e dell'incrollabile capacità di resistenza dell'esercito e della nazione russa.

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