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giovedì 4 febbraio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 4 febbraio.
Il 4 febbraio 1857 Johann Fuhlrott annuncia ufficialmente di aver scoperto l'estate precedente, in una cava nei pressi di Neanderthal, vicino Düsseldorf, i resti di un ominide diverso dall'Homo Sapiens, al quale venne dato il nome di Homo Neanderthalis.
Già attorno ai 300.000 anni fa, durante la fase più recente del Paleolitico inferiore, in Europa si vengono lentamente a definire i caratteri di un tipo umano assai particolare, protagonista indiscusso del Paleolitico medio europeo (120-35.000 anni fa circa): l'uomo di Neandertal o Homo sapiens neanderthalensis.
I neandertaliani possedevano una massa cerebrale di dimensione analoga a quella dell'uomo moderno. Non erano particolarmente alti di statura, ma presentavano una corporatura assai robusta e muscolosa.
Il loro cranio era schiacciato e allungato; avevano una fronte bassa e sfuggente, caratterizzata da un'arcata sopracciliare piuttosto marcata.
Il loro modo di vita era caratterizzato da una elevata mobilità stagionale, indirizzata allo sfruttamento di una vasta gamma di risorse.
Gli abitati erano costituiti da accampamenti all'aperto e in grotta.
Gli uomini di Neandertal praticavano la caccia, come testimoniato dai numerosi resti di animali, soprattutto erbivori, trovati nei loro accampamenti. Accanto all'attività venatoria, che costituiva la loro principale attività economica, era inoltre praticata la raccolta di vegetali selvatici.
All'uomo di Neandertal sono associate le più antiche sepolture intenzionali della storia umana.
Questa preoccupazione di tipo spirituale si associa alle più antiche tracce di comportamenti simbolici, come incisioni su ossa, presenza di sostanze coloranti (ocra rossa) e raccolta di oggetti curiosi (minerali, fossili).
I manufatti in pietra dell'uomo di Neandertal sono in gran parte ascrivibili alla cosiddetta cultura Musteriana (dal sito francese di Le Moustier). Tra i metodi di scheggiatura prevalgono quelli levallois.
Gli strumenti sono costituiti da punte, ritoccate o no, raschiatoi, di diversa forma e dimensione, denticolati e più raramente da bifacciali, grattatoi e bulini.
Tra i 40 ei 30.000 anni fa, contemporaneamente alla diffusione in Europa dell'uomo moderno, alcune comunità di Neandertaliani, poste in zone periferiche, daranno vita a nuovi aspetti culturali (Castelperroniano, Uluzziano). I metodi di scheggiatura di tipo laminare diventeranno pressoché esclusivi e compariranno elementi decorativi costituiti da denti, ossa e conchiglie.
Questi manufatti rappresenteranno l'ultima espressione culturale dei Neandertaliani, che si estingueranno del tutto attorno ai 35-30.000 anni fa. Gli scienziati ancora dibattono sui motivi di tale scomparsa.

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