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domenica 1 novembre 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il primo novembre.
Il primo novembre 1814 si apriva a Vienna l'omonimo congresso, il cui scopo era quello di correggere gli sconvolgimenti che la Rivoluzione francese prima e l'avvento di Napoleone poi avevano creato in Europa. Si parla infatti del periodo della Restaurazione.
Il congresso proseguì anche durante la fuga di Napoleone dall'Isola d'Elba, e si concluse 9 giorni prima della battaglia di Waterloo, il 9 giugno 1815.
Gli accadimenti della seconda metà del diciottesimo secolo avevano fatto tramontare definitivamente le idee dell'Illuminismo, secondo le quali l'uomo e la ragione avrebbero sempre portato miglioramenti nella vita quotidiana e in generale nello sviluppo della società civile. Al contrario, la morte e la devastazione che seguirono la rivoluzione dimostrarono che l'uomo era capace di distruggere se stesso e la società.
Al congresso si combattevano due principi contrapposti: quello secondo il quale andava interamente cancellato quanto successo e doveva essere ripristinato lo "status quo ante", e di conseguenza tutti gli Stati e le monarchie precedenti la rivoluzione (visione reazionaria), e un secondo, che considerava gli avvenimenti come qualcosa che non poteva essere ignorato, e dunque prevedeva di farne tesoro e correggere le storture (visione progressista).
Il concetto di fondo condiviso da tutti fu comunque quello di cercare di dare un assetto abbastanza equilibrato alle potenze europee, onde evitare altre guerre cruente.
I due grossi nodi da sciogliere furono la situazione polacca e quella italiana.
La Russia ricevette il grosso del Ducato napoleonico di Varsavia come Regno di Polonia (chiamato Polonia del Congresso), ma non ricevette il distretto di Poznan (Granducato di Poznan), che fu dato alla Prussia, né Cracovia, che rimase una città libera. La Prussia ricevette il 40% della Sassonia (più tardi nota come provincia di Sassonia), con la restante parte resa al Re Federico Augusto I di Sassonia (Regno di Sassonia).
L'Italia fu divisa in una decina di Stati: il Regno di Sardegna, guidato dai Savoia con annessa la Repubblica di Genova che cessava di esistere; il regno Lombardo-Veneto sotto il controllo dell'Austria, a cui venne assoggettata la Repubblica di Venezia, la Valtellina (precedentemente svizzera) e una parte dell'oltrepo rovigino); il Granducato di Toscana, il Ducato di Modena, di Parma e Piacenza, di Lucca; lo Stato Pontificio veniva ripristinato, ma perdeva Avignone e il Contado Venassino; il Regno di Napoli fu affidato ai Borboni.
Il Congresso di Vienna fu spesso criticato da storici del XIX secolo e più recenti per il fatto di aver ignorato gli impulsi nazionali e liberali, e per avere imposto una reazione repressiva sul continente.
Nel XX secolo, tuttavia, alcuni storici sono arrivati ad ammirare gli statisti del Congresso, la cui opera, si disse, aveva impedito un'altra guerra generale europea per quasi cent'anni (1818-1914).

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