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mercoledì 5 dicembre 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 5 dicembre.
Il 5 dicembre 1945 cinque aerei del volo 19 della Us Air Force scompaiono misteriosamente nel triangolo delle Bermude.
Il triangolo delle Bermude è un’area dell’Oceano Atlantico settentrionale compresa tra Miami, le isole Bermuda e Porto Rico. Per decenni il leggendario Triangolo dell’Atlantico ha catturato l’immaginazione umana con sparizioni inspiegabili di navi, aerei e persone. Già dai primi anni ’50, fonti di cronaca riportarono numerose imbarcazioni e velivoli drammaticamente scomparsi, inclusa la sparizione del Volo 19 e di un gruppo di cinque navi della United States Navy. Famosa, nel 1974, l’opera “Bermuda, il triangolo maledetto, 1974” di Charles Berlitz. Nel tempo si sono susseguite ipotesi più o meno fantasiose, includendo persino forze sconosciute di entità aliene o l’influenza di oggetti appartenenti al continente perduto di Atlantide. Vortici spazio-temporali e idee stravaganti che suscitano un fascino particolare, ma che con la realtà hanno ben poco da condividere. Sono tante anche le interpretazioni scientifiche che hanno trovato spazio negli ultimi anni, alcune delle quali convincenti. Le intemperie, prime tra tutte, potrebbero spiegare tanti incidenti avvenuti in questo luogo così avvolto dal mistero. La maggior parte delle tempeste tropicali atlantiche e gli uragani passano proprio attraverso il triangolo delle bermude, mettendo a dura prova le abilità di piloti e comandanti. Alcuni ricercatori hanno anche incluso la possibilità che il gas metano in risalita dai sedimenti oceanici sia in grado di inghiottire le imbarcazioni a causa della formazione di bolle di gas che determinano una diminuzione della densità dell’acqua. Un nesso non accertato, ma probabile, dal momento che i fondali del triangolo delle Bermuda hanno concentrazioni di idrati di metano elevatissime, tra le più alte al mondo.
Secondo la US Navy e la US Coast Guard, tuttavia, il triangolo delle Bermuda non sarebbe un luogo misterioso, dal momento che il numero di incidenti non è affatto superiore a quello di una qualsiasi altra regione ad alta densità di traffico aeronavale. L’incidentalità, sempre secondo la Guardia Costiera degli Stati uniti, è nella norma per la quantità di traffico, e molti degli incidenti avvenuti sarebbero derivati da normali cause fisiche e meccaniche. La forza della natura, la fallibilità umana e la grande popolarità conferita dai media, supererebbero di gran lunga anche la fantascienza. Sempre secondo le autorità locali, non esistono mappe ufficiali che delineano i confini del Triangolo, per cui molti degli incidenti avvenuti al largo dell’arcipelago sarebbero stati “spostati” nel cuore dell’area. L’istituto U.S. Board of Geographic Names, tra le altre cose, non include il triangolo delle Bermude tra i nomi ufficiali e non possiede alcun file sul territorio, includendo i vertici come immaginari. Quello che appariva come uno dei luoghi più misteriosi del globo è in realtà un’area oceanica come tante, resa celebre da scrittori e registi. Caratterizzata da condizioni meteorologiche talvolta proibitive, l’area non è altro che una delle zone più belle del nostro pianeta, che va rispettata e tutelata. Il mistero è risolto.

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