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lunedì 16 luglio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 luglio.
Il 16 luglio 1911 nasce ad Indipendence, nel Missouri, Virginia Katherine McMath, nota al pubblico con lo pseudonimo di Ginger Rogers.
Ginger Rogers debuttò in teatro a 13 anni, arrivando a Broadway a diciotto con la commedia musicale ' Top speed' . Il debutto nel cinema è del 1931: 73 film, di cui dieci commedie musicali con Fred Astaire.
Nel ' 91 è uscita una sua autobiografia, ' Ginger: my story' , in cui parla anche dei suoi amori, nomi illustri del mondo dello spettacolo (George Gershwin, Cary Grant, Jimmy Stewart, Mervyn LeRoy), oltre che dei suoi cinque mariti (era stata sposata e separata cinque volte): tra questi l' attore Jacques Bergerac e il produttore William Marshall.
Ginger Rogers va ricordata soprattutto come attrice oscillante tra la commedia sofisticata e certi personaggi stralunati e vagamente bizzarri che restano, nel ricordo, i suoi migliori. Eppure, l'immagine di Rogers, dai suoi diciotto anni fin verso i cinquanta (e, bisogna sottolineare che l' immagine, prodigiosamente, non cambiò di molto) è soprattutto un'immagine di normalità; se si potesse usare l' espressione, si direbbe di lei che è la "common woman", ovvero la versione femminile del "common man".
Rassicurante per i maschi? Sì, certo, perché rappresenta la donna che dà molta importanza all'uomo, ma anche Star per le altre donne in quanto fiero esempio di indipendenza, privilegiando personaggi di lottatrice più o meno indomita ma non aliena dal servirsi delle armi antiche fornite da un faccino gradevole e da un corpo attraente. Persino, con misura, un certo sense of humour.
Si voleva attrice drammatica, Ginger Rogers, o tale la voleva la mamma? Non si arriverà mai a saperlo perché Ginger ha sempre rispecchiato la volontà e le decisioni della sua esemplare Madre Americana, fino a un' età più che matura, fino alla morte di lei che non cambiò in nulla l'atteggiamento devoto della figliola. Eppure la coppia delle Rogers si espose abbastanza al ridicolo: madre e figlia indulgevano sovente ad abiti simili se non uguali e, soprattutto, si chiamavano a vicenda, leziosamente, Lilì (Lila) e Gigì (Ginger), prone entrambe alle direttive politico-sentimentali delle orrende Louella Parsons e Hedda Hopper, e fecero eco con tanto slancio alle manie di quelle due esacerbate femmine nel loro anticomunismo da dover affrontare non solo il dileggio, ma anche qualche causa per danni. La povera Gigì, nonostante l'ingombro amatissimo di Lilì, riuscì ad avere diversi mariti; i primi due molto brevemente, terzo e quarto per circa sei anni ciascuno, il quinto e ultimo le durò dieci anni e fu un trionfo della persistenza.
E Fred Astaire? Si amavano? Si odiavano? Si sopportavano? Più o meno tutte queste cose, più una gran confusione nei ricordi man mano che gli anni, e i decenni, passavano. Nel periodo dei loro trionfi comuni (fra il ' 34 e il ' 39) i due rilasciavano gentili dichiarazioni di stima reciproca, mentre i loro rispettivi amici spargevano veleno. Hermes Pan, il coreografo che aveva lavorato tanto tempo al fianco di Astaire, e quindi anche durante il sodalizio artistico con la Rogers, riferiva, qualche anno fa, che i rapporti fra i due non erano né buoni né cattivi ma che, certo, difficilmente si sarebbe potuto immaginare due persone più diverse come carattere, come atteggiamento, come capacità di lavoro. Ciò detto, Hermes Pan non svalutava la Rogers, cui attribuiva un talento per la danza e, soprattutto, una facilità di imparare velocemente, pari solo alla sua pigrizia. E' ormai leggenda come Astaire creasse i suoi numeri di danza lungamente provando e riprovando, proprio insieme a Hermes Pan, il quale era costretto a impersonare la Rogers durante le prove, e come quest'ultima arrivasse il giorno prima delle riprese per apprendere in fretta, eseguire impeccabilmente, dimenticare subito dopo e rifiutarsi di doppiare i passi per il sonoro del tip tap.
Il vero argomento del contendere erano piuttosto gli abiti della Rogers, quasi tutti molto belli, tutti imponenti e alcuni ingombranti (vedi le infernali piumette che si distaccano da quello di "Cheek to cheek"): ma la mammina di Ginger li voleva così protestando che se l'amata figliola non avesse avuto abiti lussureggianti nessuno l'avrebbe notata al fianco di un tale genio (Astaire). In questo la terribile Lila era acuta e ingiusta in ugual misura: ingiusta perché Ginger non era poi così sprovvista di talento, acuta perché, comunque, esisteva una differenza di classe tra i due. Comunque, mentre la coppia Astaire-Rogers interpretava film su film e i due divi approdavano all' elenco dei Top Ten, la ragazza Rogers (che aveva iniziato la sua carriera tra Vaudeville e Musical) voleva, fortissimamente voleva essere attrice e soprattutto attrice drammatica e non danzatrice. Un critico crudele disse di lei che le sue interpretazioni "erano meno versatili delle sue pettinature", ma questo non impedì a Rogers di ottenere un Oscar per Kitty Foyle nel 1940, superando Bette Davis di Ombre malesi (!) e Katharine Hepburn di Scandalo a Filadelfia (!).
Ma gli Oscar, si sa, sono stati sovente un mistero. E così, all'inizio degli Anni Quaranta, Ginger Rogers, a ventotto anni, con poco più di dieci anni di carriera, era una Star con la esse maiuscola, una Superstar, diremmo oggi, di quelle che fanno il bello e il brutto tempo sul set e i cui capricci sono legge.
La critica non era tenerissima con lei, ma il pubblico accorreva con slancio e film imbarazzanti come Lady in the Dark (Le schiave della città, 1944) incassavano quasi cinque milioni di dollari! In conseguenza Miss Rogers esigeva somme abbastanza forsennate per la sua partecipazione a un film (circa 300.000 dollari per Grand Hotel Astoria nel 1945) e, parallelamente, comprimari che non le facessero ombra. Il risultato fu un rallentamento nel ritmo delle offerte, finché, come una nemesi, nel 1949, si ripresenta l' occasione di lavorare con Fred Astaire; si tratta di sostituire con velocità Judy Garland per I Barkleys di Broadway. Rogers accetta con slancio e siccome ha sempre fatto molto tennis è in gran forma e riesce a ballare senza troppi problemi. Ma la magia della coppia è molto appannata: Fred è sempre più mostruosamente bravo; il professionismo di entrambi è quello di sempre; invece il magico accordo fra i due, quell'impalpabile qualità che li aveva resi, insieme, miracolosi, è scomparso. Nonostante tutto Rogers riesce a ricavare dal film un serio rilancio di carriera.
E' protagonista di alcune commedie, all' inizio degli Anni Cinquanta, che mettono d' accordo critica e pubblico sulla delizia delle sue interpretazioni e ottiene un successo personale al fianco di Cary Grant in Monkey Business (Il magnifico scherzo, 1952). In questo film Grant e Rogers sono una coppia di mezza età che perde colpi in molti sensi. Lui scienziato lei casalinga, lui distratto lei nostalgica, improvvisamente una pozione più o meno magica restituisce a tratti la giovinezza ai due, ma, e questa è la trovata, i due precipitano in una specie di adolescenziale idiozia, inarrestabile quanto sconfinata. Rogers recupera quella sua magica capacità di interpretare ragazzine di cui aveva già dato prova in Kitty Foyle e in Frutto proibito ma qui la gira in satira abbastanza feroce della giovinetta americana e dei suoi sciocchi obiettivi: ha poi un momento altissimo quando crede che un bambino piccolissimo che si trascina carponi sia il marito andato troppo oltre nei suoi ringiovanimenti. Purtroppo, l'incorreggibile Ginger accetta anche un ruolo drammatico che rischia di affossarla definitivamente nel film Black Widow (L' amante sconosciuta, 1954): la sinistra pellicola è sceneggiata e diretta da Nunnally Johnson (incredibile personaggio di Hollywood che aspetta ancora di essere interpretato dalla critica; il pubblico, a suo tempo, ne fece giustizia sommaria). Dopo questo film Ginger Rogers commette qualche altro errore di carriera (a parte l'aver sposato un giovanotto di quindici anni più giovane: all'epoca, uno scandalo) sia nella scelta dei soggetti sia nell'introduzione del giovanotto marito, un certo Jacques Bergerac, nei film di cui sopra. Poi, non contenta, si rimette nelle mani di Nunnally Johnson per quel nefando Oh Men! Oh Women! (Le donne hanno sempre ragione, ' 57) che le fa chiudere ingloriosamente la carriera cinematografica. Ha appena 45 anni. Tornerà, otto anni dopo, per due film, ma non vale la pena di ricordarli.
Interessante invece è la sua carriera televisiva e teatrale. Debutta in tv nel 1954, interpretando alcune commedie di Noel Coward e dopo parecchie apparizioni in spettacoli altrui, nel 1958, ha il suo Ginger Rogers Show in cui riprende a cantare e a ballare. Quando poi, a Broadway, sostituisce l' esausta Carol Channing nel ruolo di Dolly per Hello, Dolly! (è l'ottobre del 1965), Rogers ottiene un successo teatrale formidabile, complice anche quell'aura di nostalgia che comincia a profumare tutto ciò che ha avuto successo nel passato ed è, in qualche modo, ancora disponibile. Un' altra eroina di Musical sarà tappa fondamentale nella carriera teatrale della Rogers: Mame, questa volta a Londra, per 443 repliche a partire dal febbraio del 1969. Fra questi due personaggi, si situa un evento breve ma importante. Alla cerimonia per la consegna degli Oscar nel 1968, Fred Astaire e Ginger Rogers ballano insieme per pochi minuti e ottengono quella che è stata la più lunga clamorosa standing ovation nella storia degli Oscar. Contemporaneamente gli antichi film dei due, Astaire e Rogers, hanno un revival televisivo e nelle sale di tutti gli Stati Uniti che si estenderà poi all' Europa (va ricordata la tenacia di una saletta di Parigi che per anni continuava a proporre queste pellicole).
La riluttante Ginger comincia a rispondere ai giornalisti che le chiedono ormai solo di lei e Fred Astaire, oscillando tra l'agiografia, la malignità, le benedizioni e la ben recitata nostalgia. Pochi anni le basteranno a capire che ormai lei rappresenta solo la metà di una coppia che non esiste più da trent'anni, una coppia di cui lei era la parte minore e di cui "il genio" non parla volentieri. E così, rassegnata, mette insieme un piccolo spettacolo di danza e canto che porta nel circuito dei night-club: non solo si rievocano i suoi duetti con Fred Astaire, non solo se ne proiettano dei brani, ma i quattro ballerini che sono con lei indossano maglie inneggianti all' assente Fred Astaire. Il tutto fra il 1976 e il 1978.
Ginger Rogers era in cattiva salute dalla fine degli anni 70, ma rifiutò sempre di farsi curare: quale adepta di una setta religiosa non credeva nella medicina, ma solo nella preghiera. Da tempo era costretta in una sedia a rotelle.
L' attrice e ballerina è morta il 25 aprile 1995  alle 7.10 del mattino (le 17.10 italiane) nella sua casa di Rancho Mirage, a sud di Los Angeles, in California. Aveva 83 anni. Veronica Martinez, portavoce dell' Ufficio del Coroner della contea di Riverside, ha annunciato che la morte è avvenuta "per cause naturali".

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