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sabato 14 aprile 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi


Buongiorno, oggi è il 14 aprile.
La sera del 14 aprile 1865, il venerdì santo, Abramo Lincoln, il 16° presidente degli Stati Uniti d'America, venne assassinato.
Quella sera si era recato al Ford's Theatre, Washington, con la moglie per assistere alla rappresentazione dell'opera "Our American Cousin"; la guardia del corpo non era con la coppia presidenziale proprio per volontà del presidente Lincoln.
L'assassino del presidente si chiamava John Wilkes Booth, era un attore e aveva partecipato a numerose rappresentazioni nel Ford's Theatre, conosceva perciò a memoria i copioni delle varie opere e in un momento in cui il pubblico scoppiò a ridere per una battuta, Booth entrò nel palco sopraelevato dove era seduto Abramo Lincoln e lo uccise con un colpo dalla sua pistola calibro 44.
Ucciso il presidente, Booth si lanciò dalla galleria sul palco del teatro e urlò al pubblico presente le celebri parole: "Sic semper tyrannis" (Così sempre per i tiranni), le stesse parole che secondo la tradizione pronunciò Bruto nel momento dell'assassinio di Giulio Cesare.
John Booth a quel punto scappò a cavallo nel Maryland, accompagnato dal complice David Herold, e il giorno successivo all'attentato (il 15 aprile) si fermò nella casa del dottore Samuel Mudd per farsi curare la gamba ferita durante l'assassinio.
Secondo la versione ufficiale John Booth, l'assassino di Lincoln, venne ucciso il 26 aprile da alcuni soldati nordisti nei pressi del fienile di proprietà di Richard Garrett. Ma ci sono altre teorie che affermano che in realtà il corpo dell'uomo ucciso quel giorno non appartenga a Booth ma a un suo complice e che i soldati non abbiano identificato correttamente il corpo bramosi della ricca taglia che vigeva sulla sua testa. 
Il corpo di Lincoln fu riportato in Illinois in treno, con un grandioso corteo funebre che attraversò diversi stati. L'intera nazione pianse l'uomo che molti consideravano il salvatore degli Stati Uniti, nonché protettore e difensore di ciò che Lincoln stesso chiamava "il governo della gente, dalla gente e per la gente". Alcuni critici sostengono che in realtà erano i Confederati a difendere il loro diritto all'auto-governo, diritto che Lincoln aveva soppresso, e che l'unità degli Stati era stata preservata a discapito della sua natura volontaria.
Lincoln venne seppellito all'"Oak Ridge Cemetery" di Springfield, dove nel 1874 fu terminata la costruzione di una tomba in granito alta 54 metri, sormontata da diverse statue di bronzo. Vi sono sepolti anche sua moglie e tre dei suoi quattro figli (Robert è sepolto nel Cimitero nazionale di Arlington). Negli anni successivi alla sua morte vennero compiuti dei tentativi di rubare la salma di Lincoln allo scopo di ottenere un riscatto. Attorno al 1900 Robert Todd Lincoln decise che per prevenire il furto del corpo era necessario costruire una cripta permanente per il padre. La bara di Lincoln fu racchiusa da spesse pareti di cemento, circondate da una gabbia, e sepolta sotto una lastra di pietra. Il 26 settembre 1901 il corpo di Lincoln venne riesumato così da poter essere nuovamente sepolto nella nuova cripta, presso il Lincoln Memorial a Washington, dove riposa a tutt'oggi. I presenti (23 persone compreso Robert Lincoln) - temendo che il corpo potesse essere stato trafugato negli anni intercorsi - decisero comunque di aprire la bara per controllare: quando l'aprirono, furono meravigliati dallo stato di conservazione del corpo, che era stato imbalsamato. Era infatti perfettamente riconoscibile, a più di trent'anni dalla morte.
Sul suo petto vennero rinvenuti i resti della bandiera americana (piccoli brandelli rossi, bianchi e blu) con la quale era stato seppellito, e che si era ormai sgretolata. Tutte e 23 le persone che videro i resti di Lincoln sono scomparse da tempo: l'ultima di queste fu Fleetwood Lindley, che morì il 1º febbraio 1963. Tre giorni prima di morire, Lindley venne intervistato. Disse: «Sì, la sua faccia era bianca come il gesso. I suoi vestiti umidi. Mi venne permesso di reggere una delle strisce di pelle quando calammo il feretro per versare il cemento. Non fui spaventato al momento, ma dormii con Lincoln per i sei mesi successivi».

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