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venerdì 1 settembre 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il primo settembre.
Il primo settembre 1980 Terry Fox è costretto a interrompere la sua maratona della speranza, dopo 143 giorni e 5373 chilometri percorsi a piedi.
Terrace Stanley Fox nacque a Winnipeg in Canada il 28 luglio 1958 da Betty e Rolly Fox, con due fratelli, Fred e Darrell, ed una sorella, Judith.
Aveva fin da ragazzo predisposizione per gli sport, ed era soprattutto di grande determinazione e forza di volontà. Praticò il basket, sport nel quale divenne guardia titolare per la squadra della sua scuola secondaria, il Port Coquitlam Ravens, e il nuoto. Desiderava diventare insegnante di educazione fisica: preso il diploma presso la Port Coquitlam Senior Secondary School (ribattezzata in seguito “Terry Fox Secondary School” in suo onore), intraprese lo studio della kinesiologia all’Università.
Il 12 novembre 1976, Terry subì un incidente stradale riportando una botta al ginocchio destro. Nel 1977, continuando a manifestare dolore al ginocchio, fece una visita specialistica, e gli fu diagnosticato un osteosarcoma, ovvero un tumore maligno osseo che colpisce la maggior parte delle volte le ginocchia, per poi espandersi nei muscoli, nei tendini e nel sangue, in seguito al quale dovette subire l’amputazione della gamba destra e portare una protesi. Durante la degenza post-operatoria, colpito dalle proprie sofferenze e da quelle degli altri malati di tumore, matura la decisione di reagire al cancro, e decide di intraprendere “la corsa per la vita” per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema della ricerca scientifica sul cancro.
Nel 1980, a tre anni dall’amputazione, intraprese la maratona tra la costa atlantica e quella dell’oceano Pacifico nel Canada, con l’obiettivo di raccogliere un dollaro per ogni cittadino canadese da devolvere alla lotta contro il cancro. L’impresa ebbe il nome di “Maratona della speranza”. Come nella classica maratona corse ogni giorno per 42 km, attraversando il Newfoundland, la Nuova Scozia, la Prince Edward Island il New Brunswick, il Quebec e l’Ontario. Riceve dalla famiglia, dagli amici e dalla gente informata dai mezzi di comunicazione la forza e la determinazione per affrontare la strada e le sofferenze che la malattia gli procura. Il primo settembre del 1980 le sue condizioni peggiorano e Terry è costretto a interrompere la corsa. La malattia lo fermò dopo 143 giorni e 5.373 km presso Thunder Bay, dove gli furono diagnosticati grumi tumorali su entrambi i polmoni.
Sebbene la corsa non fosse stata terminata, la CTV Television Network organizzò una raccolta di fondi a suo nome che ebbe un notevole successo. Un anno dopo la corsa, (il 28 giugno 1981), entrò in coma e morì prima di aver compiuto 23 anni. I suoi funerali furono trasmessi in diretta televisiva e fu seppellito al Port Coquitlam Cemetery. Il suo sogno però non si è infranto e da quel giorno una Fondazione a lui intitolata ne ha raccolto il testimone. In Canada e in altri cinquanta paesi del mondo -dal 2002 anche a Napoli- si organizza ogni anno una “corsa per la vita”, a lui intitolata, che ha permesso di far confluire ingenti somme di denaro in progetti di ricerca di terapie e cure preventive per il cancro.Gli sono state inoltre dedicate scuole, manifestazioni benefiche, lapidi in varie città, statue, due film e alcune vie in Canada. È stato votato il canadese più celebre del XX secolo. Steve Fonyo, anch’egli sopravvissuto al cancro, percorse con la gamba sinistra amputata, la distanza che mancava a Terry per finire la sua ” Maratona della speranza”.


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