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sabato 1 luglio 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il primo luglio.
Il primo luglio 1457 iniziano i lavori di costruzione del Naviglio della Martesana.
Il Naviglio, ideato sotto il duca Filippo Maria Visconti fu costruito grazie a Francesco Sforza e al suo consulente idraulico l´ingegner Berola da Nosate tra il 1457 e il 1460 per la prima parte e collegato definitivamente con la cerchia interna della città di Milano sul finire del secolo. Fu infatti ideato con il proposito di fornire acque alla Bassa e forza motrice per le macine, i torchi d´olio, i filatoi e le cartiere e di permettere il collegamento navigabile con la Valle dell´Adda e la Bergamasca; la sua realizzazione seguiva quella del Naviglio Grande: da qui il termine di "Naviglio Piccolo".
Il dislivello tra l´inizio del percorso e Milano era di 18 metri, ripartiti sul fondo, ad eccezione di circa due metri superati dall´unica conca, quella di Cassina de Pomm, che era un albergo o osteria, che costituiscono tuttora un manufatto e un luogo suggestivo, insieme ai sabbioni cioè le zone dove stazionavano i barconi che trasportavano sabbia e ghiaia, che scaricavano vicino a dei silos cilindrici e che d´estate diventavano luoghi di villeggiatura. Altra località suggestiva era "El canton Frecc" che vorrebbe dire " luogo ombroso e fresco" dove le donne si inginocchiavano a filo d´acqua per lavare i panni. Lungo il corso del naviglio correva una strada detta Alzaia nella quale i cavalli o i buoi ma anche gli uomini trainavano con le funi le barche contro corrente.
Prima che venisse interrato il Naviglio finiva nel laghetto di san Marco (che era il porto a est corrispondente alla darsena per il Naviglio grande), che si diramava da un lato lungo via Pontaccio per morire nel fossato del Castello Sforzesco (da ciò la denominazione di naviglio morto); e dall´altro lato attraverso il "Tombum di San Marc" s´immetteva nella fossa interna alla città per raggiungere la darsena di Porta ticinese a sud-ovest. Nella fossa interna 6 conche regolavano il livello dell´acqua.
Il territorio attraversato dal corso del Naviglio è contrassegnato da quei segni di una civiltà fatta di acque e di terre che includono al proprio interno nuclei urbani di antica formazione, case coloniche rivierasche, case nobili, opere idrauliche, opifici idraulici, fabbriche, edifici di culto, ponti di attraversamento, manufatti idraulici, rogge, segni che condividono con il canale una civiltà più che secolare.
Nel suo percorso incontra il torrente Molgora che gli passa sotto per tomba, indi il fiume Lambro ed il torrente Seveso che sboccano nel medesimo a bocca aperta. L´ambiente circostante è caratterizzato da una folta e ricca vegetazione nelle zone dove il canale fiancheggia il Fiume Adda, da un paesaggio agrario di interessante ricchezza connotativa dovuta all´estensione dei campi, al sistema irriguo ed alla presenza di cascine storiche, dalla prevalenza di aree urbanizzate, dove però sono ancora riconoscibili testimonianze storiche residue, mano a mano che ci si avvicina alla città di Milano.
Il Naviglio Martesana, essendo un canale artificiale, ha caratteristiche idrobiologiche diverse da quelle del fiume di origine. La consistenza del fondale è influenzata sia dalla corrente, che non è regolare lungo tutto il corso ma è pari a 25 m³/s a Trezzo e 1 m³/s a Milano, sia dalle periodiche operazioni di messa in asciutta e pulizia del fondale che avvengono due volte all'anno, in marzo e in settembre. Il fondale è di tipo ciottoloso all'inizio del corso, ma la granulometria diminuisce con il decrescere della corrente e il conseguente maggior deposito di detrito.
La popolazione ittica del Naviglio è abbondante, naturalmente simile a quella dell'Adda e tenuta sotto stretto controllo; durante le operazioni di messa in asciutta la pesca è proibita e il pesce, che si affolla nelle concavità, viene recuperato dal personale dell'Ufficio Pesca della Provincia di Milano che provvede a liberarlo nel corso d'acqua più vicino e idoneo alla sua sopravvivenza. Vengono compilati verbali sulle specie e il peso del pesce recuperato e nei due mesi successivi alla messa in asciutta il personale procede a ripopolare il naviglio con lo stesso quantitativo di pesce.
Abbondanti sono anche gli esemplari di tartaruga d'acqua dolce del genere Trachemys non originaria dell'habitat, a causa continuo rilascio di esemplari allevati domesticamente.

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