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martedì 16 agosto 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 agosto.
Il 16 agosto 1896 tre persone (due nativi e un californiano), guidate da Skookum Jim Mason, un nativo del luogo, risalendo il fiume Klondike scoprirono casualmente dei ricchi giacimenti d'oro nel Fosso del Coniglio (Rabbit Creek), nel territorio dello Yukon, nel Canada nord-occidentale. Non si sa chi dei tre abbia fatto la scoperta effettiva, tuttavia essa fu registrata ufficialmente per conto di George Carmack (il californiano), a causa del forte razzismo dell’epoca verso i nativi. Oggi generalmente è attribuita a Skookum Jim Mason.
 I cercatori d'oro, che tanto sono rimasti, insieme al cowboy, nell'immaginario collettivo che si ha del Far West, furono una delle razze più forti dell'America, e quella che più di chiunque altra diede l'impulso e l'attività alla nascita e alla crescita della forza economica degli Stati Uniti.
Coloro che si riversarono in California in quegli anni turbolenti erano per la maggior parte uomini che non avevano più nulla da perdere, ma solo da guadagnare: debitori, disperati, disoccupati, sbandati, fuorilegge, esiliati, oppure uomini che cercavano sempre il sapore dell'avventura oppure ancora, sebbene in minoranza, anche speculatori, affaristi, trafficanti, mercanti, usurai e strozzini che si avventuravano in quelle selvagge contrade con l'unica prospettiva: far soldi. Essi non cercavano concessioni su cui scavare, non arrivavano in California con pale e picconi, né vestiti alla meglio e neppure con la lunga barba incolta: non cercavano l'oro. Cercavano solo chi cercava l'oro al fine di vendergli qualsiasi cosa, anche ciò di cui non aveva bisogno.
Quelli che invece potevano venir considerati veri e propri cercatori d'oro erano parte di quella classe che faceva del lavoro e dell'avventura la loro forza e il loro punto d'onore. Recarsi a piedi nei punti più impervi delle montagne, attraversare fiumi, rimanere ore inginocchiati nelle acque gelide di un torrente, spostarsi qua e là per le rive dei corsi d'acqua per chilometri e chilometri, riuscire a sentire l'odore dell'oro, il ricco giacimento e quindi scavare, scavare, e ancora scavare erano abitudini ormai radicate nello spirito di quei rozzi, sporchi e analfabeti uomini che a tali lacune però contrapponevano un coraggio raro a trovarsi anche ai giorni nostri. Non rimpiangevano la scelta di quello che avevano fatto, né di essere quel che erano. Coraggio, perseveranza ed un piccone e un setaccio: ecco gli elementi per formare un cercatore d'oro degno di questo nome.
Giungevano isolati o a piccoli gruppi, con qualsiasi mezzo di trasporto l'uomo (e la natura) avevano creato: a cavallo, a dorso di mulo, con un carro o un carretto, a piedi, in battello, in canoa, in zattera, a nuoto. In ogni caso, in quell'avventura vi si buttavano contro a testa bassa e pronti ad affrontare di petto qualsiasi situazione, pur di arricchirsi.
Fu così, quindi, che iniziò la corsa all'oro. Migliaia di persone, da tutto il mondo, lasciavano i propri lavori per correre fino alla costa del Pacifico. Lo facevano per cercar fortuna in breve tempo, ma anche perchè le notizie e le informazioni che ricevevano coloravano e disegnavano la California come la terra più ricca del mondo. In effetti l'oro non mancava. Ma non era semplice riuscire a prenderlo, a meno che esso non si trovasse sotto forma di pepite o pagliuzze nei letti dei fiumi. Questo tipo di giacimento fu quello più diffuso in California. Ma non durò molto. Nel giro di pochi anni  si erano esauriti, dal momento che la maggior parte dell'oro della California giaceva nei fianchi delle montagne, a metri di profondità, e solo chi poteva permettersi l'attrezzatura adatta - e molto costosa - riusciva a raccoglierlo.
Così ci furono lotte anche per la conquista delle terre su cui scavare. Esse non mancavano, in California, ma non tutte nascondevano oro e non tutti arrivarono in tempo per aggiudicarsele.
Città e fuorilegge. Dove nascevano grosse proprietà di scavi, nascevano le città. Cumuli di tende e misere baracche venivano issati in pochi giorni e altrettanto velocemente venivano abbandonati, quando la terra non era più in grado di dare i suoi frutti. Queste misere cittadine, nel gergo del West sono chiamate Boom Town.
San Francisco, invece, dopo essere stata quasi abbandonata, venne risvegliata e fatta rinascere, e in breve tempo diventò rivale delle più famose città dell'Est. Gioiellerie, sale da gioco e da ballo, eleganti saloon, teatri e persino una Borsa, formavano quella che era diventata una ricchissima città, dove oro, dollari e whisky scorrevano a fiumi.
E' comunque naturale che, dove c'è ricchezza, c'è anche delinquenza. E San Francisco, oltre che la più ricca, diventò anche la più "cattiva" città d'America. Ma non fu l'unica, ovviamente. Città come Nevada City, Coloma, El Dorado, Diamond Spring, Hangtown, attiravano una moltitudine di cattive figure, loschi mercanti, ladri e assassini. E contro di essi, e contro i loro crimini, la polizia non riuscì, o non volle, prendere provvedimenti, così si arrivò alla nascita delle prime squadre di vigilantes. Questa illegale forma di polizia era costituita da cittadini stanchi dei continui crimini e si era assegnata il compito di far velocemente piazza pulita di tutti i colpevoli.
Chiunque avesse violato la legge, e veniva catturato, veniva giudicato da una giuria riunita velocemente sul luogo e impiccato all'albero più vicino.
Questa forma di giustizia appariva spietata e rude agli occhi degli altri abitanti e cercatori d'oro, ma era l'unica che riusciva a mettere davvero ordine nelle città. Grazie a questi vigilanti, il tasso di criminalità scese di parecchio, e chiunque aveva intenzioni ostili o immorali ricevette un duro e preciso avvertimento grazie alle gesta di questi "giustizieri".
Questo è ciò che accadde durante le corse all'oro americane, ultima tappa di uno dei principali elementi che formarono il Far West.

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