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domenica 7 novembre 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 7 novembre.
Il 7 novembre 1908 è probabilmente la data in cui vennero uccisi Butch Cassidy e Sundance Kid in Bolivia, a San Vicente.
Un vero fuorilegge, uno che aveva messo su una banda per rapinare le ferrovie e le banche nel sud-ovest degli Stati Uniti. Tuttavia, benché fosse uno dei banditi più ricercati d'America, divenne noto come una specie di "ladro gentiluomo"; una simpatica canaglia, come ce lo tramanda la tradizione, capace addirittura di farsi benvolere e di risultare simpatico. D'altronde la mitologia legata al personaggio racconta che non ha mai ucciso e che fosse una persona estremamente simpatica e alla mano.
Robert Leroy Parker, questo il suo nome all'anagrafe, nacque a Beaver nello Utah il 13 aprile 1866. Ultimo di tredici figli di una famiglia di mormoni (e forse da questo si può far risalire la sua "mitezza"), trascorse la sua adolescenza presso il ranch di Circleville nello Utah. Qui conobbe un navigato cowboy chiamato Mike Cassidy, che ebbe una notevole influenza su di lui instradandolo all'arte della rapina.
Negli anni successivi Robert si allontanò da casa e lavorò in diversi ranch, seguì una strada che lo portò a essere un cowboy errante e un fuorilegge. Nel 1892 si fermò a Rock Spring nel Wyoming dove indossò il grembiule da garzone in una macelleria e proprio qui ottenne il soprannome "Butch" (Macellaio).
Da allora decise di cambiare nome; assunse il cognome Cassidy in parte in onore di quell'uomo che ammirava tanto ma anche perché era il nome di un fuorilegge già conosciuto: agli occhi di Butch era un ottimo "biglietto da visita".
Il primo colpo della banda di Butch Cassidy, anche se fallito per via dell'intrepido impiegato che si rifiutò di aprire la cassaforte malgrado la minaccia delle armi, risale alla sera del 3 novembre 1887 alla ferrovia Rio Grande di Denver, nel Colorado. I componenti della banda avendo concordato di non spargere sangue si allontanarono a mani vuote.
Ci riprovarono il 30 marzo 1889, questa volta ai danni della First National Bank di Denver. La banda era composta da Butch Cassidy e Tom McCarty. Cassidy informò il direttore che era a conoscenza di un complotto per rapinare la banca e al direttore pallido e concitato che chiedeva lumi in merito rispose: "Come sono venuto a saperlo? Semplice, sono io l'organizzatore." Estrasse una bottiglietta dicendo che era nitroglicerina e che sarebbe saltato tutto in aria: gli venne subito erogato un assegno di 21.000 dollari.
Butch Cassidy e Tom MacCarty uscirono dalla banca e Butch gettò in un cestino la bottiglietta che conteneva solo acqua.
Il primo crimine imputato alla banda fu la rapina alla banca San Miguel a Telluride, Colorado, il 24 giugno 1889 compiuta insieme a Tom McCarty, Matt Warmer, e Bart Madden. Perfettamente riuscita, dopo aver immobilizzato il cassiere: prelevarono 10.000 dollari. La banda ne uscì senza spargimenti di sangue, trascorrendo l'inverno alla macchia.
Seguirono anni di scorrerie, rapine e momenti di "riposo", in cui Butch per far calmare le acque dopo un colpo, si dava anche a qualche lavoro onesto; poi estese la sua attività criminale anche al furto di cavalli.
Fra le altre cose questa sorta di Robin Hood del west, pare che si impegnasse a portare medicamenti e conforto a malati della zona.
Non mancarono fatti tragici con alcuni morti ammazzati fra gli uomini della banda. Nel 1894, dopo aver tentato una rapina a mano armata, venne sorpreso dallo sceriffo Ward che, dopo uno scontro a fuoco, riuscì a ferire il bandito e ad arrestarlo. Butch Cassidy venne rinchiuso in gattabuia per due anni dove però non smise di architettare rapine e colpi definitivi.
Propositi puntualmente realizzati una volta aperte le porte del penitenziario.
Butch per l'occasione catalizzò intorno a sé un gruppo di criminali, una trentina di persone, che si erano ribattezzati Gruppo Selvaggio: subito ne divenne il nuovo capo (al suo fianco vi era anche il mitico compagno di avventure Sundance Kid).
La maggioranza dei crimini della banda avvenne tra il 1896 e il 1901 con colpi clamorosi, come quello del 1897 in cui si impadronirono degli stipendi dei minatori di Castle Gate.
Altri sconsiderati assalti seguirono, ma in particolare una rapina al treno della Union Pacific a Tipton, nel Wyoming, il 29 agosto 1900, contribuì a farlo identificare (venne riconosciuto dalle numerose persone a bordo).
Butch decise di andare in Sud America per respirare aria migliore ma servivano altri soldi: si procurò un bel malloppo a forza di svaligiare altre banche e treni. Poi scomparve dalla circolazione.
Di lui si sa che trascorse questa specie di esilio volontario, braccato, insieme all'inseparabile Sundance, fra Argentina, Bolivia e Cile, nel timido tentativo di lavorare come onesti allevatori.
In un cruento scontro a fuoco con le forze dell'ordine boliviane avvenuto il 7 novembre 1908 (data presunta) pare che Cassidy e Sundance siano morti. Pare, perché nessuno ha la certezza che fossero loro. Molti accettarono l'idea che i due "americanos" morirono nella sparatoria di San Vicente, ma la leggenda vuole che i due si lasciarono credere morti e che passarono la loro vecchiaia nel West sotto falso nome.
A lui è dedicato il famoso omonimo film di George Roy Hill, del 1969, con Paul Newman e Robert Redford.

lunedì 16 agosto 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 agosto.
Il 16 agosto 1896 tre persone (due nativi e un californiano), guidate da Skookum Jim Mason, un nativo del luogo, risalendo il fiume Klondike scoprirono casualmente dei ricchi giacimenti d'oro nel Fosso del Coniglio (Rabbit Creek), nel territorio dello Yukon, nel Canada nord-occidentale. Non si sa chi dei tre abbia fatto la scoperta effettiva, tuttavia essa fu registrata ufficialmente per conto di George Carmack (il californiano), a causa del forte razzismo dell’epoca verso i nativi. Oggi generalmente è attribuita a Skookum Jim Mason.
 I cercatori d'oro, che tanto sono rimasti, insieme al cowboy, nell'immaginario collettivo che si ha del Far West, furono una delle razze più forti dell'America, e quella che più di chiunque altra diede l'impulso e l'attività alla nascita e alla crescita della forza economica degli Stati Uniti.
Coloro che si riversarono in California in quegli anni turbolenti erano per la maggior parte uomini che non avevano più nulla da perdere, ma solo da guadagnare: debitori, disperati, disoccupati, sbandati, fuorilegge, esiliati, oppure uomini che cercavano sempre il sapore dell'avventura oppure ancora, sebbene in minoranza, anche speculatori, affaristi, trafficanti, mercanti, usurai e strozzini che si avventuravano in quelle selvagge contrade con l'unica prospettiva: far soldi. Essi non cercavano concessioni su cui scavare, non arrivavano in California con pale e picconi, né vestiti alla meglio e neppure con la lunga barba incolta: non cercavano l'oro. Cercavano solo chi cercava l'oro al fine di vendergli qualsiasi cosa, anche ciò di cui non aveva bisogno.
Quelli che invece potevano venir considerati veri e propri cercatori d'oro erano parte di quella classe che faceva del lavoro e dell'avventura la loro forza e il loro punto d'onore. Recarsi a piedi nei punti più impervi delle montagne, attraversare fiumi, rimanere ore inginocchiati nelle acque gelide di un torrente, spostarsi qua e là per le rive dei corsi d'acqua per chilometri e chilometri, riuscire a sentire l'odore dell'oro, il ricco giacimento e quindi scavare, scavare, e ancora scavare erano abitudini ormai radicate nello spirito di quei rozzi, sporchi e analfabeti uomini che a tali lacune però contrapponevano un coraggio raro a trovarsi anche ai giorni nostri. Non rimpiangevano la scelta di quello che avevano fatto, né di essere quel che erano. Coraggio, perseveranza ed un piccone e un setaccio: ecco gli elementi per formare un cercatore d'oro degno di questo nome.
Giungevano isolati o a piccoli gruppi, con qualsiasi mezzo di trasporto l'uomo (e la natura) avevano creato: a cavallo, a dorso di mulo, con un carro o un carretto, a piedi, in battello, in canoa, in zattera, a nuoto. In ogni caso, in quell'avventura vi si buttavano contro a testa bassa e pronti ad affrontare di petto qualsiasi situazione, pur di arricchirsi.
Fu così, quindi, che iniziò la corsa all'oro. Migliaia di persone, da tutto il mondo, lasciavano i propri lavori per correre fino alla costa del Pacifico. Lo facevano per cercar fortuna in breve tempo, ma anche perchè le notizie e le informazioni che ricevevano coloravano e disegnavano la California come la terra più ricca del mondo. In effetti l'oro non mancava. Ma non era semplice riuscire a prenderlo, a meno che esso non si trovasse sotto forma di pepite o pagliuzze nei letti dei fiumi. Questo tipo di giacimento fu quello più diffuso in California. Ma non durò molto. Nel giro di pochi anni  si erano esauriti, dal momento che la maggior parte dell'oro della California giaceva nei fianchi delle montagne, a metri di profondità, e solo chi poteva permettersi l'attrezzatura adatta - e molto costosa - riusciva a raccoglierlo.
Così ci furono lotte anche per la conquista delle terre su cui scavare. Esse non mancavano, in California, ma non tutte nascondevano oro e non tutti arrivarono in tempo per aggiudicarsele.
Città e fuorilegge. Dove nascevano grosse proprietà di scavi, nascevano le città. Cumuli di tende e misere baracche venivano issati in pochi giorni e altrettanto velocemente venivano abbandonati, quando la terra non era più in grado di dare i suoi frutti. Queste misere cittadine, nel gergo del West sono chiamate Boom Town.
San Francisco, invece, dopo essere stata quasi abbandonata, venne risvegliata e fatta rinascere, e in breve tempo diventò rivale delle più famose città dell'Est. Gioiellerie, sale da gioco e da ballo, eleganti saloon, teatri e persino una Borsa, formavano quella che era diventata una ricchissima città, dove oro, dollari e whisky scorrevano a fiumi.
E' comunque naturale che, dove c'è ricchezza, c'è anche delinquenza. E San Francisco, oltre che la più ricca, diventò anche la più "cattiva" città d'America. Ma non fu l'unica, ovviamente. Città come Nevada City, Coloma, El Dorado, Diamond Spring, Hangtown, attiravano una moltitudine di cattive figure, loschi mercanti, ladri e assassini. E contro di essi, e contro i loro crimini, la polizia non riuscì, o non volle, prendere provvedimenti, così si arrivò alla nascita delle prime squadre di vigilantes. Questa illegale forma di polizia era costituita da cittadini stanchi dei continui crimini e si era assegnata il compito di far velocemente piazza pulita di tutti i colpevoli.
Chiunque avesse violato la legge, e veniva catturato, veniva giudicato da una giuria riunita velocemente sul luogo e impiccato all'albero più vicino.
Questa forma di giustizia appariva spietata e rude agli occhi degli altri abitanti e cercatori d'oro, ma era l'unica che riusciva a mettere davvero ordine nelle città. Grazie a questi vigilanti, il tasso di criminalità scese di parecchio, e chiunque aveva intenzioni ostili o immorali ricevette un duro e preciso avvertimento grazie alle gesta di questi "giustizieri".
Questo è ciò che accadde durante le corse all'oro americane, ultima tappa di uno dei principali elementi che formarono il Far West.

domenica 9 maggio 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 9 maggio.
Il 9 maggio 1887 debutta a Londra il Buffalo Bill Wild West Show.
William Frederick Cody nasce a Le Claire, nello stato dell'Iowa il giorno 26 febbraio 1846.
A soli quindici anni legge un annuncio che oggi appare bizzarro e che recita grossomodo: "Occorrono ragazzi sotto i diciotto anni, svelti, esperti cavalieri consapevoli di rischiare la morte ogni giorno: si preferiscono gli orfani". Cody ne viene attratto e diventa così un corriere Pony Express.
Dopo la morte della madre si arruola nel 1863 nel VII Cavalleggeri dello stato del Kansas, prendendo parte alla guerra di secessione americana. Presso il campo militare di St. Louis, dove stava sostando, il futuro Buffalo Bill conosce Louisa Frederici, la donna che poco tempo dopo, nel 1866, diventerà sua moglie e dalla quale avrà quattro figli.
Terminata la guerra William Cody lavora per l'esercito e per la compagnia "Pacific Railway" come guida civile, fino al 1872. Nello stesso periodo il Congresso gli assegna la più alta onorificenza militare degli Stati Uniti, la "Medaglia d'Onore", per aver dimostrato "coraggio in azione". La stessa medaglia sarebbe stata revocata a meno di un mese dalla morte (avvenuta nel 1917), in quanto Cody era un civile al momento della meritevole azione; la medaglia gli sarebbe stata poi riassegnata definitivamente nel 1989.
Il soprannome "Buffalo Bill" gli viene appioppato rubandolo a un tale William Comstock, a cui apparteneva in precedenza, superandolo in una gara di caccia al bisonte. La leggenda narra che Cody, negli anni tra il 1868 ed il 1872, per sostenere gli operai addetti alla costruzione della ferrovia, li abbia riforniti di carne di bisonte uccidendo l'impressionante numero di 4.000 esemplari. I bisonti erano oggetto di caccia nella zona proprio perché il loro sterminio avrebbe velocizzato le attività di sgombero e di costruzione della ferrovia.
Se il mito di Buffalo Bill si è alimentato grazie al protagonista stesso, la diffusione si deve a Ned Buntline, popolare scrittore che in diversi racconti narra le gesta di Buffalo Bill; Buntline arriva a chiedere a Cody di interpretare la trasposizione teatrale delle sue novelle: Buffalo Bill accetta di diventare attore, e interpreterà se stesso per undici stagioni consecutive.
Lanciato nel mondo dello spettacolo e dell'intrattenimento, nel 1883 crea il "Buffalo Bill Wild West Show", spettacolo circense in cui vengono ricreate e rappresentati in tipico stile western momenti come la battaglia di Little Bighorn. Allo spettacolo partecipano veri cowboy e pellerossa dell'epoca, come Toro Seduto (il leggendario capo Sioux), Calamity Jane e Wild Bill Hickock.
In oltre vent'anni di attività il "Buffalo Bill Wild West Show" diverrà un successo negli Stati Uniti e anche in Europa. Nel vecchio continente, a Londra nel 1889, sarà una delle attrazioni principali durante il Giubileo d'Oro della Regina Vittoria.
Lo spettacolo arriva anche in Italia nel 1890; convertitosi da poco tempo al cattolicesimo esprime e realizza il desiderio di incontrare papa Leone XIII. Nello stesso anno, sebbene sia un affermato showman di fama internazionale, Cody partecipa con il grado di colonnello alle operazioni militari contro i Sioux, tribù che aveva già combattuto nel 1876.
William Cody muore all'età di 71 anni, il 10 gennaio 1917 a Denver; dietro sua richiesta viene sepolto sulla Lookout Mountain, in Colorado, ad est di Denver.
Sono molte le pellicole che si ispireranno alla vita e alle gesta di Buffalo Bill; tra queste ricordiamo "The Plainsman" di Cecil B. De Mille (1936, con Gary Cooper), "Buffalo Bill" di William A. Wellman (1944), "Buffalo Bill e gli indiani" di Robert Altman (1976, con Paul Newman).
In Italia il regista Giuseppe Accatino realizza nel 1949 "Buffalo Bill a Roma", dedicato alla reale sfida che aveva visto Cody e il suo circo soccombere contro la rappresentanza di butteri laziali dell'Agro Pontino guidati dal circense Augusto Imperiali.


sabato 3 aprile 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 3 aprile.
Il 3 aprile 1882 viene ucciso Jesse James, il famoso fuorilegge americano.
Jesse James nacque il 5 settembre 1847 da Robert Sallee James e Zerelda Cole.
Suo padre, Robert - un coltivatore di canapa e pastore battista, migrato nel Missouri dopo il matrimonio con Zerelda Cole - morì, dopo aver intrapreso un viaggio in California, per esercitare il suo ministero fra i cercatori d'oro, quando Jesse aveva soltanto tre anni. Dopo la morte del marito Robert, Zerelda si risposò, una prima volta con Benjamin Simms, quindi con un medico di nome Reuben Samuel. Dopo il loro matrimonio nel 1855, Samuel si trasferì nella casa di James.
Jesse James aveva due fratelli: il fratello maggiore, Alexander Franklin "Frank" e una sorella minore, Susan James Lavenia.
Il conflitto tra Nord e Sud rovina l' azienda della madre, e Frank, il fratello maggiore, si dà alla guerriglia. Nel 1863, dopo una serie d' incursioni in territorio nemico, Frank ritorna a casa. Un battaglione nordista lo scopre, e Frank riesce a fuggire. Ma Jesse, che ha quindici anni, viene pestato a sangue, e la tenuta è distrutta. Da quell' istante, i due fratelli non si guardano più indietro. Frank ha già preso parte allo sterminio di 200 uomini e adolescenti a Lawrence nel Kansas. Adesso Jesse si unisce a lui nell' assalto a un treno a Centralia, al seguito del comandante Bill Anderson, un killer detto «il sanguinario». A bordo vi sono ventitrè soldati nordisti in licenza e disarmati: Anderson li uccide e ne scotenna alcuni. Nel quinquennio successivo, mentre la amministrazione repubblicana, che ha scalzato i democratici sudisti, affronta la guerriglia, i fratelli James formano la loro banda, coinvolgendosi negli atroci regolamenti di conti che dilaniano il Missouri e il Kansas. E nel 1866 compiono la loro prima rapina in banca. Neppure il leggendario Robert Pinkerton, il capo della più temuta polizia privata degli Stati Uniti, è capace di catturare i fratelli James. Ci prova, e perde due agenti: «Odio Jesse - scrive Pinkerton -. Non teme la morte e uccide a sangue freddo. E' più che un bandito, è un rivoluzionario». Il nemico di Jesse James è il governo federale, che a suo parere privilegia gli ex schiavi e smantella le istituzioni, e contro cui il bandito ricorre al terrorismo: in una rapina, la sua banda indossa i cappucci del Ku Klux Klan; in un' altra, inneggia a un ricercato, il leader sudista Sam Hildebrand. Jesse ha l'appoggio di un potente editore di giornali, John Edwards, che nel 1872 gli dedica un inserto di ben venti pagine sul St. Louis dispatch e che conferisce una dimensione eroica alle sue imprese; e ha un largo seguito nella fascia più retriva della popolazione del Missouri. Lo agevola la vergognosa condotta delle banche e delle ferrovie, che intimidiscono e sfruttano il pubblico. Jesse si sente una forza politica: alle elezioni del '72 si batte per il candidato democratico alla presidenza Horace Greeley, e scrive una lettera contro quello repubblicano, il generale Ulisse Grant, il vincitore della guerra civile. Nel 1875 l'odio spinge Jesse a Northfield nel Minnesota. Il generale nordista Adelbert Ames ha messo tutti i soldi, 75 mila dollari, nella locale First national bank, e il bandito vuole rovinarlo. La rapina fallisce, Ames è tra i militari che circondano la banca: con l'eccezione di Jesse e Frank James che riescono a fuggire, l'intera gang viene catturata o uccisa. Sono passati dieci anni dalla fine della guerra civile, ed è un'amara lezione: i due fratelli smetteranno per qualche tempo. Riprenderanno saltuariamente nel 1880, e Jesse pagherà con la vita: il 3 aprile 1882 dopo aver mangiato a casa di Jesse James, Robert Ford, neo-membro della sua banda e il fratello Charlie Ford, ormai entrato nelle grazie di Jesse, entrano nella camera da letto del bandito. Era una mattina molto afosa e Jesse si tolse il cinturone con i due revolver e li gettò sul letto coprendoli con il cappotto, lo fece perché le finestre e le porte erano aperte per il caldo e non voleva che la gente che passava per strada si insospettisse troppo vedendolo armato anche in casa. Jesse dopo essersi accorto che un quadro appeso al muro di casa sua era storto, salì su una sedia per raddrizzarlo. I due fratelli che erano alle sue spalle ne approfittarono, dato che quella era l'unica occasione per poterlo uccidere (infatti più tardi ammisero che se avessero voluto catturarlo vivo o ucciderlo mentre era armato sarebbe stato come gettarsi in faccia alla morte). Così i fratelli estrassero i revolver, li puntarono alle sue spalle ma solo Robert Ford gli sparò, uccidendolo, un colpo diretto alla nuca, con una Colt 45, placcata in argento, con manico in madreperla regalatagli dallo stesso Jesse. Lo fecero per 20 mila dollari, la taglia messa sulla sua testa dalle ferrovie e dalle banche. Frank verrà processato, ma se la caverà con una lievissima condanna e con la grazia.

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