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giovedì 26 maggio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 26 maggio.
Il 26 maggio 1828 Kaspar Hauser viene scoperto vagare per le vie di Norimberga.
Il 26 maggio 1828 era il lunedì successivo alla Pentecoste.
Tra le quattro e le cinque del pomeriggio, a Norimberga, un ragazzo di circa sedici/diciassette anni dall'aspetto trasandato, che indossava abiti da contadino, camminava con un'andatura goffa per le vie della cittadina, guardandosi attorno con la bocca aperta, come se tutto ciò che lo circondava gli fosse alieno. Un calzolaio, impegnato nel suo lavoro, notò il ragazzo che aveva tutta l'aria di non reggersi più in piedi, e lo accolse nella sua casa. Il ragazzo non rispose alle domande del calzolaio, limitandosi a consegnargli una lettera indirizzata al Capitano dei Cavalleggeri di Norimberga.
Il soldato viene mandato a chiamare, e in sua presenza viene aperta la lettera. Il ragazzo disse al Capitano: “Voglio essere un soldato come lo era mio padre”, ma non sapeva null'altro, nemmeno l'identità del padre. Portato alla sede della polizia, il ragazzo sapeva scrivere solamente il suo nome, Kaspar Hauser. A tutte le altre domande rispondeva semplicemente “non so”, e sapeva dire poco altro. Il suo vocabolario contava poco più di cinquanta parole.
Kaspar non sapeva nulla sulle sue origini, l'unica cosa che aveva con se era una lettera, indirizzata al Capitano dei Cavalleggeri, in cui era scritto: “Egregio Capitano, vi mando un ragazzo che è ansioso di servire il suo Re nell'esercito. Fu lasciato in casa mia il 7 ottobre 1812, ma io non sono che un povero lavorante a giornata, ho già dieci figli e abbastanza da fare per crescerli. Non l'ho lasciato uscire di casa fin dal 1812... Se non lo volete tenere, potete ucciderlo o impiccarlo nella cappa del camino.” Oltre a questo, vi era un biglietto su cui era scritto che Kaspar era nato il 30 aprile del 1812.
Mentre la lettera veniva esaminata dalla polizia, Kaspar fu incarcerato in un centro di detenzione per vagabondi. Il carceriere esaminò attentamente il ragazzo, vedendo che era ben fatto, ma che aveva i piedi soffici come quelli di un bambino, e che stentava a camminare, come un bambino che muove i primi passi.
Il ragazzo fu anche visitato da un medico, che stabilì che non era ritardato, ma che gli era stato impedito (con l'isolamento) di svilupparsi mentalmente e socialmente. Inoltre diagnosticò una malformazione alle ginocchia, che gli impediva di allungare le gambe quando era seduto su una superficie piana, probabilmente dovuta al fatto che il ragazzo era stato tenuto imprigionato in spazi ristretti.
Kaspar, nel periodo in cui fu incarcerato, imparò a parlare con frasi brevi.
Il ragazzo si nutriva esclusivamente di pane ed acqua, qualsiasi altro alimento gli era indigesto.
Inoltre non si rendeva conto della differenza tra uomini e donne, e non era imbarazzato quando la moglie del carceriere lo lavava.
La storia del giovane Kaspar divenne di pubblico dominio, e il ragazzo venne affidato ad un giovane studioso, professor Georg Friedrich Daumer, che si occupò della sua educazione.
In sei settimane Kaspar Hauser imparò a parlare, leggere e scrivere come qualsiasi ragazzo della sua età. Inoltre, il 7 luglio del 1828 scrisse una relazione in cui raccontava il suo passato, relazione da cui non si discostò per tutta la sua breve vita.
Kaspar, prima del suo arrivo a Norimberga, aveva passato tutta la sua vita rinchiuso in una cella buia lunga due metri, larga un metro e mezzo e alta meno di due metri, sempre seduto o coricato su un materasso di paglia che costituiva l'unico arredo della cella. Al suo risveglio al mattino trovava accanto a se un pezzo di pane e una brocca d'acqua, il suo cibo quotidiano. A volte l'acqua aveva un sapore amaro e lo faceva dormire (sonnifero): quando si svegliava indossava abiti puliti e aveva le unghie tagliate. In tutta la sua vita non aveva mai incontrato nessuno, la sua unica compagnia erano due cavallini di legno.
Un giorno un uomo entrò nella cella, il primo uomo che Kaspar avesse mai visto, e gli insegnò a scrivere il suo nome e a dire “voglio essere un soldato come lo era mio padre.” Una volta che il ragazzo apprese queste due nozioni, l'uomo se lo caricò a spalla e lo portò all'aperto.
Il ragazzo svenne, forse a causa dell'aria fresca e della luce, e non ricordava null'altro, fino al momento in cui si riprese a Norimberga, dove vagava in cerca del Capitano dei Cavalleggeri.
L'interesse per Kaspar si diffuse in tutta l'Europa.
Molte persone importanti visitarono il ragazzo, convinti che non fosse stato imprigionato per odio ma per qualche motivo preciso. Inoltre il ragazzo presentava una certa somiglianza con la famiglia ducale dei Baden, che nel 1813 aveva subito la perdita di due principini.
Il 7 ottobre del 1829 Kaspar Hauser subì (forse) un primo attentato alla sua vita. Il ragazzo fu ritrovato svenuto nella cantina della sua abitazione, con una ferita sanguinante in testa. Secondo la versione di Kaspar, qualcuno lo aveva spinto giù dalla scala.
Quando, nel marzo del 1830, morì il Granduca, Kaspar fu affidato al Conte Stanhope, amico del successore del defunto. Questi dichiarò pubblicamente che Kaspar Hauser era di origini ungheresi, e che non aveva niente a che fare con la Casata dei Baden, cercando inoltre di convincere altre persone a cambiare la loro versione della storia.
Anselm Ritter Von Feuerbach, un giureconsulto tedesco, dichiarò che “il delitto compiuto contro la libertà di Kaspar non poteva essere stato motivato da odio o vendetta, ma solamente da interessi egoistici. Kaspar Hauser è il figlio legittimo di principeschi genitori e fu relegato in disparte per aprire la via della successione ad altri eredi.” Von Feuerbach morì il 27 maggio del 1833, verso le cinque del pomeriggio, a causa di un malore improvviso. La presenza di sintomi di avvelenamento da arsenico fecero supporre che Von Feuerbach fu avvelenato perchè aveva scoperto la verità su Kaspar Hauser.
Come tutto il resto della sua vita, anche la morte di Kaspar Hauser fu misteriosa.
Il 14 dicembre del 1833 Kaspar fu attirato nel parco di Ansbach, con la promessa che avrebbe ricevuto importanti rivelazioni sulla sua storia. Ma ad attenderlo non c'erano risposte, bensì un assassino che lo pugnalò al petto. Kaspar riuscì a ritornare a casa, dove morì tre giorni dopo.
Le sue ultime parole furono: “il mostro è divenuto troppo grande per me.”
Sul luogo della sua aggressione, fu trovata una borsa contenente un messaggio misterioso, che poteva essere letto solamente allo specchio. Il messaggio diceva: “Hauser potrà dirvi qual è il mio aspetto, da dove vengo e chi sono. Per risparmiargli il compito ve lo dirò io stesso. Io sono di ... sulla frontiera bavarese ... sul fiume ... il mio nome è MLO”
Kaspar Hauser fu sepolto nel cimitero della cittadina bavarese, sulla sua lapide è inciso “HIC JACET CASPARUS HAUSER, AENIGMA SUI TEMPORIS. IGNOTA NATIVITAS, OCCULTA MORS. MDCCCXXXIII” (qui riposa Kaspar Hauser, enigma del suo tempo. Ignota la (sua) origine, misteriosa la (sua) morte. 1833).
Nel luogo del suo assassinio è stato eretto un monumento con una lapide. Sulla lapide fu inciso. “HIC OCCULTUS OCCULTO OCCISUS EST” (qui un tipo misterioso fu ucciso in modo misterioso).
Secondo alcune dicerie dell'epoca, quando la Granduchessa Stefania di Baden, da molti ritenuta la madre di Kaspar, seppe della morte del ragazzo, pianse amaramente. Il marito della Granduchessa, Karl di Baden, era l'ultimo discendente diretto del ducato. Alla sua morte, il ducato fu ereditato dai figli della contessa di Hochberg. Sempre secondo tali dicerie, quando la Granduchessa Stefania partorì Kaspar, la Contessa fece portare via il bambino, sostituito dal figlio nato morto di una contadina. In seguito la Contessa affidò il bambino al Maggiore Hennenhofer, che a sua volta lo affidò ad un soldato. Si dice che il Maggiore Hennenhofer confessò la parte che aveva avuto nel complotto, ma alla sua morte tutti i suoi documenti vennero distrutti.
Chi era davvero Kaspar Hauser?
Era un impostore oppure era il legittimo erede del casato dei Baden?
Ai posteri l'ardua sentenza...

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