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lunedì 7 marzo 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 7 marzo.
Il 7 marzo 1994 la Corte Suprema degli Stati Uniti emise un verdetto nel caso Campbell vs. Acuff-Rose Music  che di fatto aprì le porte al cosiddetto "uso corretto" di materiale protetto da copyright. La clausola (in originale "fair use") stabilisce la lecita citazione non autorizzata o l'incorporazione di materiale protetto da copyright nell'opera di un altro autore, sotto alcune condizioni.
Tutto ebbe inizio dalla parodia della canzone "Pretty Woman" da parte dei 2 Live crew.
Uno dei fattori critici che la Corte analizzò fu il fatto se la versione dei 2 Live Crew danneggiasse o meno il mercato della versione originale di Roy Orbison. La Corte pensò che la platea di acquirenti delle due versioni fosse sostanzialmente diverso.
Nel 1964, Roy Orbison e William Dees scrissero una ballata rock intitolata "Oh, Pretty Woman", più o meno nello stesso periodo in cui gli Chiffons cantavano "He's So Fine". Nel luglio del 1989 il gruppo rap 2 Live Crew pubblicò un album "As Clean As They Wanna Be", contenente canzoni prive di oscenità e blasfemie normalmente presenti in un loro album. Una di queste canzoni "pulite" è appunto "Pretty Woman". In essa i 2 Live Crew fondamentalmente presero il caratteristico giro di basso della canzone originale di Orbison, e cambiarono le parole nel gergo consueto del gruppo. Sul nuovo album sono menzionati Orbison e Dees come autori della canzone originale. Sebbene la musica sia certamente identificabile come la canzone originale di Orbison, il brano non è tuttavia identico. In più, in pieno stile Crew, la musica contiene rumori di scretch, giri di assolo con chiavi diverse, e un diverso uso delle percussioni.
Poco dopo che la versione dei 2 Live Crew fu uscita, nelle sale andò in proiezione il film "Pretty Woman" (senza alcun legame tra le due cose). La colonna sonora conteneva la versione originale della canzone di Roy Orbison, ma con il titolo della versione dei 2 Live Crew. Perciò i produttori del film dovettero ottenere la licenza della canzone di Orbison, ma dato che i titoli non possono essere oggetto di copyright, i produttori non poterono essere citati in causa per aver usato "Pretty Woman" come titolo del film, né da Orbison, né dai 2 Live Crew.
E' curioso che la stessa locandina del film divenne fonte di una controversia. Forse non tutti sanno che nella locandina il viso appartiene alla star Julia Roberts, ma il corpo è di una ignota controfigura. Con la proliferazione dell'uso di Photoshop e di altri manipolatori di immagini, le fotografie non possono più essere considerate come un oggetto univoco, frutto di un solo lavoro. In questo caso, avere la liberatoria da Julia Roberts e Richard Gere potrebbe non essere sufficiente, in quanto occorrerebbe anche la liberatoria della controfigura il cui corpo è riprodotto.
Nel caso della canzone "Pretty Woman", la Corte Suprema passò sopra alle precedenti decisioni sull'uso corretto, che in pratica avevano sempre sentenziato che qualsasi uso commerciale era da considerarsi come una infrazione al copyright.
"In verità nella letteratura, nella scienza e nelle arti ci possono ormai essere pochi (se mai ce ne sono) cose che possano essere considerate strettamente nuove e originali. Qualsiasi opera prende a prestito, e necessariamente deve farlo, ciò che è ben conosciuto e già usato in passato".


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