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venerdì 18 marzo 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 18 marzo.
Il 18 marzo del 37 d.C. Caligola viene proclamato imperatore di Roma, il terzo dopo Ottaviano.
La morte di Tiberio il 13 marzo del 37 d.C. fu occasione di sollievo per il popolo romano. Morto alla età di sessantotto anni, Tiberio aveva regnato per gli ultimi ventitre della sua vita, e venne ai suoi tempi considerato un tiranno, per via dei cattivi rapporti instaurati con il popolo, il senato e i militari. Pare infatti che la sua morte non fu accidentale.
Quando gli succedette il pronipote Caligola il mondo apparve più roseo. Nato ad Anzio il 31 agosto dell'anno 12, Gaio Giulio Cesare Germanico - meglio conosciuto come Gaio Cesare o Caligola - allora venticinquenne, protendeva infatti verso la repubblica, e iniziò ben presto una efficace collaborazione con i Pater Conscriptis della città.
Tutti lo giudicavano con favore. Caligola promosse amnistie, diminuì le tasse, organizzò giochi e feste, rese di nuovo legali i comizi. Questo periodo felice non durò in eterno. Dopo soli sette mesi da Imperatore Caligola venne colto da una improvvisa e strana malattia. Ne uscì sconvolto nel fisico ma soprattutto nella mente.
Divenne rapidamente cinico, megalomane, sanguinario e assolutamente folle. Condannava a morte per i motivi più futili, e spesso condannava due volte la stessa persona, non ricordando di averla già fatta uccidere.
I senatori, visto il pericolo che era diventato, tentarono di farlo assassinare, ma inutilmente. Quando poi morì la sorella di Caligola, Drusilla, con la quale pare avesse avuto rapporti incestuosi, la salute mentale dell'imperatore ne risentì ancora di più. Divenne rapidamente un autentico despota, facendosi chiamare Imperatore, oltre che padre della patria.
Davanti a lui tutti dovevano genuflettersi, e aveva stabilito che il 18 marzo di ogni anno doveva diventare festa in suo onore. Si faceva chiamare come gli dei: Giove, Nettuno, Mercurio, e Venere. Spesso infatti si vestiva con abiti femminili, e portava braccialetti e gioielli vistosi.
Il suo regno durò solo quattro anni (dal 37 al 41). Fu infatti ucciso il 24 gennaio del 41, quando stava lasciando un'arena durante i Ludi Palatini. Lo pugnalarono trenta volte. Assieme a lui vennero giustiziati tutti i parenti prossimi. Neppure la sua giovane bambina Giulia Drusilla venne risparmiata: fu scaraventata contro un muro.
Come il padre, anche Caligola verrà ricordato come un tiranno. Il regno passerà in mano allo zio Claudio Germanico, cinquantenne, e unico parente superstite.
Studi recenti fanno risalire le strane manifestazioni di Caligola e di altri imperatori, nonché la misteriosa malattia che lo colpì nel 37, a una intossicazione da piombo, che in termini tecnici si chiama saturnismo. Il saturnismo di Caligola sarebbe causato dall'usanza antico-romana di bere il vino leggermente addolcito tenendolo in otri di piombo. Riguardo alle condutture romane di piombo, di cui si fa menzione in qualche articolo, esse non provocavano saturnismo, perché l'acqua formava un leggero strato di ossido di piombo biancastro, insolubile nell'acqua, mentre la leggera acidità del vino faceva sciogliere questo sale, che è appunto dolciastro. Caligola presentava inoltre - a detta degli storici, comunque a lui ostili - un comportamento che oggi definiremmo sociopatico, ovvero privo di rimorso e rispetto per le regole della società e i sentimenti altrui, che potrebbe essersi sviluppato per lo shock di aver visto sterminata la propria famiglia, e da ultimo, in seguito alla morte per malattia dell'amatissima sorella Giulia Drusilla; alcuni affermano inoltre che soffrisse di epilessia o ipertiroidismo. È anche possibile che le sue stranezze fossero solamente una mossa politica per esplicitare il proprio disprezzo per il Senato.

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