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lunedì 21 gennaio 2013

#Modi di dire: Uscire per il rotto della cuffia

http://blog.libero.it/precicchio/6752612.html

Secondo l’accezione più accreditata, si riferisce al copricapo imbottito, indossato dagli antichi cavalieri sotto la celata. Poiché nelle giostre medievali i colpi assestati sulla cuffia erano considerati validi, uscire per il rotto della cuffia significa cavarsela a malapena. 

Fonte web: ww.culturaesvago.com/modi-di-dire

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Tornei e giostre medievali:

I tornei (dal francese tourner, roteare), conosciuti anche come giostre (dal latino juxtare, avvicinarsi), sono una forma di festa d'armi di origine medievale;  nascono tra i giochi guerreschi con fine di esercizio all'arte della guerra diffusisi secondo le fonti storiche sin dal IX secolo  in ambito carolingio 
Nell'uso attuale i due termini armi medievali e giostra non indicano attività diverse, benché il secondo sia più propriamente un combattimento fra due cavalieri con " lancia in resta"  e un torneo un combattimento tra fazioni.
I tornei e le giostre ebbero origine nel Medioevo feudale e della struttura militare principale dell'epoca, la cavalleria  . Va ricordato che spesso venivano anche organizzati combattimenti a piedi, specialità amata da EnricoVIII d'Inghilterra
Ai tornei parteciparono anche membri dell'alta aristocrazia Europea, compresi i sovrani di importanti regni. Durante il combattimento i cavalieri dovevano comportarsi lealmente, combattere pro solo exercitio, atque ostentatione virium (Ruggiero di Hoveden) , attenendosi ad un preciso codice d'onore,  direttamente derivato da quello dell' aristocrazia militare.
Consistevano in combattimenti, nullo interveniente odio ( Ruggiero di Hoveden)  di cavalieri   a squadre o a coppie, a cavallo ma anche a piedi, ed erano regolati da un preciso cerimoniale: i cavalieri venivano chiamati uno ad uno dall'araldo d'armi, che ne blasonava l'arma o lo scudo e gli eventuali titoli nobiliari  i, presentandoli al pubblico che affollava l'arena ed al signore  o all'autorità che aveva indetto il torneo.

sunto tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Torneo_%28medievale%29
 

4 commenti:

  1. gavino dettori21 gennaio 2013 14:26

    Sul modo di direper il rotto della cuffia
    Una probabile spiegazione della locuzione per il rotto della cuffia è riportata nel Vocabolario
    della lingua italiana curato da N. Zingarelli (edizione 2002), sotto la terza accezione della voce
    cuffia, dove si legge:
    «Nell'armatura antica, parte della cotta di maglia indossata sotto l'elmo o la cervelliera.
    Copricapo di cuoio o pelle imbottita indossato sotto la celata. Uscire per il rotto della cuffia
    (fig.) cavarsela alla meglio, a malapena (prob. perché nelle giostre medievali i colpi assestati
    sulla cuffia erano ritenuti validi).»
    Esiste un'altra interpretazione che conserva comunque il significato di 'passare in qualche
    maniera', 'passare di straforo', illustrata da Ottavio Lurati nel suo Dizionario dei modi di dire
    (Milano, Garzanti, 2001) che fa riferimento ad un altro senso della parola cuffia: 'parte della
    cinta di una città', quindi passare per il rotto della cuffia coinciderebbe a 'passare attraverso
    una piccola breccia aperta nelle mura'. Questa spiegazione sembra avvalorata da un verso
    delle Satire dell'Ariosto in cui viene utilizzata la stessa locuzione con la sostituzione però della
    parola cuffia con la parola muro:
    Uno asino fu già, ch'ogni osso e nervo
    Mostrava, di magrezza; e entrò, pe 'l rotto
    Del muro, ove di grano era uno acervo;
    E tanto ne mangiò che l'èpa, sotto,
    Si fece più d'una gran botte grossa (Satire 1. 247-51).

    ORIGINE: ACCADEMIA DELLA CRUSCA

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  2. Uscire per il rotto della cuffia:

    Questo modo di dire prende origine dalle vecchie case di riposo, in cui gli anziani erano divisi in varie stanze, alla stregua dei soldati nelle camerate.
    Affinchè non si arrecassero vicendevole fastidio, ad ognuno di essi veniva data in comodato d'uso una cuffia imbottita da porre sul capo per coprire le orecchie e non soffrire rumori molesti.
    Senonchè, un giorno, una di queste cuffie si strappò, perdendo così l'isolamento acustico. Il proprietario di quella cuffia quindi, si trovò immerso nel rumore: gente che russava, tossiva, gridava o si lamentava. Dopo pochi minuti, abituato al perfetto silenzio, il pover'uomo rischiò d'impazzire ed uscì all'aperto.
    Uno degli infermieri lo vide e gli chiese perchè fosse fuori dalla stanza. E quello, mostrandogli la cuffia strappata disse "Sono uscito per il rotto della cuffia!" E da quel giorno il detto prese piede.

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  3. Grazie per i vostri comneti! :)

    Primula

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  4. In artiglieria, si chiama CUFFIA la protezione di tela che si mette all'estremità della bocca da fuoco quando il cannone non si usa. Al momento del tiro è assolutamente necessario ricordarsi di toglierla, altrimenti la granata scoppia addosso ai serventi, in quanto la velocità che raggiunge la granata in uscita dalla bocca da fuoco (fino 5oo m/s)è più che sufficiente per innescare la spoletta a percussione che si trova in cima alla granata, pur essendo la cuffia un ostacolo molto leggero. Se però ti sei dimanticato di togliere la cuffia, ma hai la fortuna che questa sia rotta, la spoletta (che è di forma ogivale appuntita) si infila nel rotto della cuffia e non succede nulla.
    Federico Trovò (capitano di artiglieria in congedo)

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