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PASQUA
La più antica ed
importante delle feste cristiane, è mobile e cade nella domenica
successiva al primo plenilunio successivo all'Equinozio di Primavera (il
21 marzo). Questo sistema di computo venne fissato definitivamente nel
IV sec. ma anche prima della nascita di Cristo occupava un posto
centrale nella religione ebraica. Gli ebrei, infatti, la celebravano e
la celebrano tuttora per ricordare l’esodo del popolo d’Israele
dall’Egitto sotto la guida di Mosè, che dettò la scelta degli alimenti e
la loro preparazione. L’agnello maschio (d’età inferiore all’anno)
arrostito intero, con testa e viscere, il pane senza lievito e le erbe
amare. Per i cristiani, invece a Pasqua si festeggia la Resurrezione di
Cristo tre giorni dopo la morte per crocifissione, e vengono conservati
come simboli l'agnello
e il pane, aggiungendovi il lievito nella farina, ma rinunciando alle
erbe. Le due tradizioni coincidono nel ricordo dell’ultima cena. Infatti
era la cena pasquale ebraica quella durante la quale, desinando con i
dodici apostoli, Gesù preannunciò il tradimento di Giuda e istituì
l’Eucarestia.
Oltre all’aspetto religioso vogliamo segnalare anche quello
agricolo, è infatti in questo periodo dell’anno che la natura manifesta
in pieno i segni della propria “resurrezione”.
In certe località nell'imbandire le tavole si privilegia la tinta gialla, perchè è di questo colore il tuorlo dell'uovo che contiene il mistero della vita, simbolo della resurrezione della natura.
Fra tutti gli alimenti tipici della Pasqua, quello che più
identifica il corpo di Cristo è il pane. Da sempre viene realizzato con
diversi metodi a seconda dell’identità territoriale; a Roma si mangia la focaccia
con semi di finocchio, nel contado toscano è invece tipico il pane di
ramerino, impastato con farina, olio, rosmarino e uva passa. In entrambi
il simbolismo pasquale emerge grazie a finocchio e rosmarino che
ricordano gli oli aromatici con i quali le donne unsero il corpo del
Cristo deposto dalla croce.
PASQUETTA
Detta Lunedì
dell'Angelo, identifica invece una festività non di precetto per i
cristiani, ma un giorno di riposo lavorativo introdotto nel dopoguerra
dallo Stato italiano per allungare la festa di Pasqua.
Secondo la tradizione, la giornata si dovrebbe trascorre in
compagnia di parenti o amici, facendo una scampagnata con attività
all'aperto e un picnic sull'erba.
Per una interpretazione religiosa legata allo spirito pasquale, la
giornata fuori porta nascerebbe anche per rievocare il viaggio dei due
discepoli di Cristo diretti a Emmaus, a circa undici chilometri da
Gerusalemme, durante il quale il messia risorto apparve loro.
Differenti sono le tradizioni di festa sviluppatesi nelle diverse
realtà regionali. Dalle sagre alle benedizioni di mezzi meccanici, dalle
iniziative artistiche alle gare di mangiatori di cibo.
Ispirate all'antica tradizione contadina sono le feste con le uova
sode. Ad esempio a Fiorenzuola d'Arda (PC) viene fatto un gioco di
abilità in cui i due contendenti devono tentare di rompere l'uovo
dell'avversario colpendolo con la punta del proprio, che invece deve
restare intatto. A Ferentillo (TR) lo stesso gioco si chiama “Lu
ciuccittu”, e nasce dalla vecchia tradizione contadina della raccolta
delle uova per preparare le tradizionali focacce di Pasqua.
Per rendere speciale la scampagnata con la famiglia o in compagnia
di amici, il segreto è il menu: colorato, gustoso, ricco e leggero, dove
ingrediente essenziale sono le uova. Piatti freddi, frittatine,
tortini, insalate, salumi e formaggi sono le vivande con cui riempire il
cestino di vimini. Non devono mancare un buon vino e un dolce
tradizionale.
da taccuinistorici.it