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martedì 4 dicembre 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 4 dicembre.
Il 4 dicembre 1969 Fred Hampton e Mark Clark, 2 membri delle Pantere Nere, vengono uccisi in una incursione della polizia di Chicago.
Un pomeriggio d'autunno del 1966 un'auto della polizia californiana in normale servizio di perlustramento nel ghetto nero di Oakland, giunta all'altezza di Grove Street rallentò e si fermò davanti ad un capannello di persone: su una catapecchia in mattoni rossi un cartello di legno portava la scritta Black Panthers Party for self-defense ( Partito delle Pantere Nere per l'autodifesa ): ne uscirono sei o sette neri armati di carabine, pistole e fucili a pallettoni. L'auto della polizia scivolò via rapidamente e per radio dette l'allarme alla centrale .
Due delle persone di colore - uno studente in legge di 24 anni a nome Huey Newton e un attore di varietà fallito di 27 anni, Bobby Seale - salirono su una vecchia Ford del 1956 parcheggiata lì davanti e si misero tranquillamente ad aspettare, con le armi in bella vista. Dopo pochi minuti, arrivarono quattro auto della polizia. Un agente con la pistola in pugno si avvicinò e chiese a Newton :"Ehi, che diavolo credete di fare con tutte quelle armi ?" "E tu con la tua ?" rispose impassibile Newton. Mentre si stava radunando una piccola folla di neri, Huey scese e mise un colpo in canna alla sua carabina M-1. I poliziotti cominciarono a preoccuparsi e ad allontanare i passanti. La discussione continuò per qualche minuto, sempre più tesa, poi la polizia, di fronte non tanto alle armi, quanto allo sfoggio inaudito di consapevolezza giuridica dei propri diritti fornito da quei neri, fece marcia indietro e sparì. Questo episodio, raccontato da Bobby Seale nel suo libro "Seize the time (Cogli l'occasione), segna il primo confronto, con il codice e con le armi, tra il Black Panther Party e l'ordine costituito dall'America bianca. Nei molti e spesso sanguinosi conflitti che ad esso seguiranno fra quello scorcio del 1966 e la fine del 1971 passa come una meteora, dall'oscurità, alla fama, all'annientamento, la storia del più celebre movimento di colore del dopoguerra.
Oakland (all'epoca 450.000 abitanti di cui 200.000 di colore ) era un prototipo di piccola città industriale americana che riproduce, esasperandoli, tutti i problemi del Paese, con il suo "campus" universitario in ebollizione, il suo ghetto colmo di giovani disoccupati, la tensione razziale. Huey Newton e Bobby Seale, i due fondatori delle "Pantere Nere", non sono né dei poveri disperati né dei rivoluzionari di professione. Risiedendo nel ghetto, assistono quotidianamente alle sopraffazioni della polizia bianca contro la gente nera e sanno che non tutti in questa polveriera, soprattutto i giovani, sono disposti a sopportare in eterno. Vivendo però e studiando anche nel campus del Meritt College, la lettura di opere quali "I dannati della terra di Fanon", l'autobiografia di Malcolm X, i pensieri di Mao, e allo stesso tempo la constatazione comune a tanti studenti bianchi radicali del fallimento dei sit-ins e delle marce per i diritti civili nel Sud, li spingono a cercare nuove forme di lotta. Intanto, le rivolte dei ghetti di Haarlem (New York, 1964) e di Watts (Los Angeles,1965) e l'assassinio di Malcolm X (New York, 21 febbraio 1965) sembrano aver aperto un nuovo e più drammatico corso al movimento fino ad allora prevalentemente riformistico per l'affermazione del Black Power, il potere nero. Questo sfondo di tensione e di violenza nell'America johnsoniana, sempre più pesantemente coinvolta all'esterno in quella guerra del Vietnam che sarà l'altro vessillo ideologico della rivolta giovanile, spiega come la modesta scintilla accesa da Newton e Seale sia rapidamente dilagata, snaturando forse l'essenza iniziale del movimento, che era ingenuamente riformistica e legalitaria.
La prima "scoperta" di Newton, studente in legge è infatti che nello stato della California è consentito girare armati per "legittima difesa", e che in macchina un cittadino può liberamente portare una pistola con un colpo in canna. Ma soprattutto che il codice garantisce a tutti, anche in caso di arresto, una vastissima gamma di diritti. Solo che, nel caso dei neri, questi diritti vengono quasi sistematicamente violati: anche a causa della totale ignoranza di troppa gente di colore, e della naturale abitudine dei poliziotti bianchi a trattare i neri non come cittadini dell'America, ma di una colonia chiamata ghetto. Newton e Seale raccattano fondi vendendo per un dollaro l'uno libricini rossi dei Pensieri di Mao comprati a 25 cents da un importatore cinese, e con i primi 200 dollari comprano fucili e organizzano bande armate di giovani neri, che cominciano a pattugliare in auto le strade del ghetto di Oakland con l'incarico di "sorvegliare" i poliziotti perché non commettano angherie contro la gente di colore, e non compiano arresti pretestuosi. A questi ragazzi delle pattuglie Newton ha fatto imparare a memoria quello che nel 1969 verrà poi codificato come Piccolo manuale di pronto soccorso legale in tredici punti. E non a caso la denominazione completa che alla fine del settembre 1966 era stato fondato da Huey Newton e da Bobby Seale (essendo anche gli unici iscritti al momento, si erano attribuiti l'un l'altro la carica rispettivamente di Ministro della Difesa e di Presidente) è Black Panthers Party For Self-Defense, per l'autodifesa. Quello è il senso originario delle armi e del codice: ma questi due simboli contengono in potenza anche un messaggio rivoluzionario esplosivo, e cioè la creazione di uno "Stato alternativo" che demitizza il sistema giuridico e di potere americano messo in piedi dalla razza bianca, e tenta di sostituirlo con un sistema di ideali, di leggi, di potere nero. Il Black Power appunto.
In forma semplicistica, ma proprio per questo estremamente popolare e suggestiva, Bobby Seale nel libro già citato racconta così la nascita del movimento :".... Quando dunque organizzammo il Partito di legittima difesa delle Pantere Nere, Huey mi disse: "Bobby, bisogna che elaboriamo un programma tale che le nostre madri che hanno sgobbato tanto per tirarci su, i nostri padri che hanno lavorato duro per nutrirci, i nostri fratelli minori che vanno a scuola ma ne usciranno semianalfabeti, capaci a stento di leggere, in grado di pronunciare solo parole storpiate, siano tutti in grado di capirlo…". "In primo luogo vogliamo libertà, vogliamo essere in grado di condizionare il destino delle nostre comunità nere. Secondo: vogliamo il pieno impegno per la nostra gente. Terzo: vogliamo case degne di esseri umani. Quarto: vogliamo che tutti i neri di sesso maschile siano esentati del servizio militare. Quinto: vogliamo un' istruzione come si deve per i nostri neri, in seno alle nostre comunità, tale da svelarci la vera natura della società decadente e razzista in cui viviamo, e che indichi ai nostri fratelli e sorelle qual è il loro posto nella società perché se lo ignorano non c'è nulla su cui possiamo contare. Sesto: vogliamo che sia messo l'alt ai latrocini esercitati dagl'imprenditori bianchi razzisti a spese dei neri nelle comunità nere. Settimo: vogliamo che si ponga immediatamente fine alle brutalità e agli assassini di neri da parte della polizia. Ottavo: vogliamo che tutti i neri detenuti nelle carceri siano rilasciati perché non hanno avuto un equo processo, dal momento che sono stati condannati da giurie composte esclusivamente di bianchi, ciò che costituisce l'esatto equivalente di quanto accadeva nella Germania nazista agli ebrei. Nono: vogliamo che i neri, se devono essere processati, lo siano da gente come loro, intendendo individui che hanno la stessa estrazione economica, sociale, religiosa, storica e razziale. Decimo, e per riassumere: vogliamo terra, vogliamo pane, vogliamo case, vogliamo di che coprirci, vogliamo giustizia e vogliamo pace. ". L'attività del partito ebbe inizio con una serie di comizi improvvisati nel ghetto, di riunioni nelle sede di Grove Street, e con una febbrile azione di reclutamento: secondo la leggenda , la terza Pantera fu Bobby Hutton, che aveva appena 15 anni (sarà ucciso 2 anni dopo dalla polizia, nello stesso ghetto di Oakland). I molti altri che si iscrivono, attratti più dalle armi e dalla suggestiva divisa paramilitare (calzoni neri, giacca di cuoio nera, basco nero, fucile nero) che non dall'ideologia, sono per ora nella stragrande maggioranza giovani neri che hanno fatto parte di gang giovanili (come Davide Hilliard, nominato "Segretario per l'organizzazione" ), e hanno conosciuto il carcere, le sparatorie , le bastonate dei poliziotti.
Da Oakland, il fenomeno delle Black Panthers si allarga a tutta la baia di San Francisco, dal ghetto le adesioni si estendono anche ai "campus" per opera dei radicali bianchi: i giornali ne parlano, cominciano a circolare le prime fotografie. Dall'underground le "Pantere" si avviano a diventare un mito. Nel dicembre 1966 intanto esce di prigione in California, dopo aver scontato nove anni per assalto a mano armata e tentato omicidio, Eldridge Cleaver: è un ragazzo di 21 anni, anche lui nato nella Middle Class nera ( il padre è cameriere su un treno di lusso), ma fin dall'adolescenza sbattuto da una prigione all'altra, prima per un furtarello, poi quand'è ancora studente alle medie per spaccio di marijuana. Alto quasi due metri e dotato di un'agilità felina, aveva davanti a sé una carriera di idolo del football americano, ma le scarpe chiodate resteranno per sempre appese al chiodo. A Soledad, il carcere che tanta sinistra importanza avrà nei destini delle "Pantere Nere" (George Jackson fu accusato insieme a due "fratelli", di avervi percosso a morte una guardia, dopo che tre detenuti neri erano stati uccisi: e di qui inizia la vicenda dei Soledad Brothers che porterà all'arresto di Angela Davis, alla morte di Jonathan Jackson nel tentativo di liberare due "Pantere" durante un processo e all'assassinio dello stesso George Jackson nel penitenziario di San Quentin), Eldridge Cleaver matura la sua coscienza rivoluzionaria: impara a scrivere, sviluppa le sue ossessioni, principale fra tutte lo stupro della donna bianca come atto insurrezionale. "Il carcere" dirà più tardi in Soul on Ice, l'opera letterariamente più valida del movimento "ti assicura una sorta di stravolta pace dello spirito. Hai a disposizione ore e ore, in cui sai che nulla accadrà: per anni non devi preoccuparti di vita sociale, balli, ragazze; non devi neppure prenderti cura della tua biancheria. La mente ti si fa acuta, studi e impari. E sondi te stesso". Sempre in carcere, dove tornerà dopo essere stato rilasciato, scopre il movimento dei "musulmani Neri" e divenne Eldridge X, ministro del culto per la comunità nera del carcere, intrecciando una fitta corrispondenza con vari avvocati bianchi liberali. Uno di questi è una donna, Beverly Axelrod, molto introdotta negli ambienti culturali radicali di San Francisco e collaboratrice della rivista cattolica di sinistra Ramparts. Tra i due nasce un amore, e la Axelrod imbastisce una campagna di stampa per il rilancio di Cleaver. Quando lui è rimesso in libertà, nel dicembre 1966, gli trova un posto come collaboratore della rivista. In occasione dell'arrivo a San Francisco della vedova di Malcolm X, Betty shabazz, Cleaver conosce le "Pantere" Newton e Seale, che hanno organizzato un corteo armato per proteggerla. Si unisce così al Black Panther Party, portandovi un duplice contributo che avrà un'importanza determinante: lo spirito della rivoluzione nera emerso negli ultimi tempi nella dottrina di Malcolm X e della sua fazione dei Black Muslims, e l'appoggio di stampa, di ideologia e di mezzi finanziari della intellighentsia radicale bianca. Sono questi due contributi che fanno compiere al Black Panthers Party il salto della self-defense (non a caso questa parola verrà cancellata dalla dizione ufficiale del partito) a velleità rivoluzionarie e alla vera confrontazione con il sistema.
La repressione non tarda a venire : Il 2 maggio 1967 il Parlamento di California si riunisce a Sacramento per votare una legge che proibisce ai neri di portare le armi. Il Black Panther Party reagisce con una sfida: 30 "Pantere" irrompono, armi in pugno, nella sala di riunione, e leggono un documento nel quale si accusa lo Stato di voler "reprimere il diritto dei neri all'autodifesa". E' un gesto spettacolare che, ripreso in diretta dalla televisione, scatena l'entusiasmo nei ghetti di tutte le maggiori città americane e fa affluire a centinaia nuove iscrizioni al partito (che tuttavia, nel 1969, non supererà mai i 5.000 iscritti). Ma il 12 ottobre dello stesso anno, in seguito ad una sparatoria in cui un poliziotto di Oakland viene ucciso, Huey Newton è arrestato con l'accusa di omicidio. Cleaver, che nel frattempo sta emergendo come il leader della corrente rivoluzionaria del movimento, cerca l'apporto di nuove forze. Nel febbraio 1968 confluiscono nel Black Panthers Party lo SNCC (Students' Non -Violent Coordinating Committee) di Stokeley Carmicheal e Rap Brown, che sono i massimi teorici e gli elementi di punta del Black Power, e il Pace and Freedom Party (partito della Pace e della Libertà), un partito di radicali bianchi con molte simpatie tra gli studenti dello SDS (Students for a Democratic Society). Sono forze nuove e nuovi soldi, provenienti dalle fonti più disparate quali gli studenti, i ricchi progressisti, la gente del ghetto, il partito comunista americano. Certo, servono a pagare pesanti cauzioni come quella di 30 milioni che servirà a mettere in libertà provvisoria Newton, ma nello stesso tempo questo pericoloso convergere di un certo tipo di consensi spinge le Black Panthers verso l'illusione di essere pronte per la sfida all' America bianca, e incomincia a rendere più diffidenti le massa nere moderate. Si delinea insomma quella "doppia anima" del partito, quella spaccatura - ancora non avvertita dai più - che porterà le "Pantere" alla scissione e alla morte. Il primo effetto clamoroso della fusione è intanto quello di presentare Cleaver come candidato alla Presidenza degli Stati Uniti per le elezioni di novembre (otterrà 200.000 voti). Mentre in tutto il mondo soffia il gran vento della contestazione giovanile, e il maggio di Parigi è alle soglie, in America il sistema risponde pesantemente alla sfida. Il 4 aprile 1968 Martin Luther King, l'apostolo della non-violenza è assassinato a Memphis (Tennessee) da James Earl Ray ( almeno, questo è l'uomo che si dichiarerà colpevole e verrà condannato a 99 anni di prigione ) .
Mentre i ghetti neri sono in subbuglio e le "Pantere Nere" invitano alla calma per motivi tattici, il 6 aprile a Oakland gli agenti circondano il quartiere generale del partito in Grove Street, col pretesto di una perquisizione. A poca distanza, tre auto con sette "Pantere" a bordo, circolano lentamente in perlustrazione. In quella di testa ci sono Cleaver con Bobby Hutton: li supera un auto della polizia a fari spenti, li blocca e ordina loro di uscire con le mani in alto. Segue uno scambio di colpi. Hutton viene ucciso : Cleaver, ferito ad una gamba, viene prima portato in ospedale e poi imprigionato assieme agli altri cinque per "attacco a mano armata". L'anno della grande sfida al sistema si chiude con la maggior parte dei capi del partito in carcere in carcere o in libertà provvisoria, mentre Richard Nixon, eletto Presidente con uno strettissimo margine sul candidato democratico Humphrey (43,4 contro 42,7% dei voti), promette al paese il ritorno alla "Legge e all'Ordine". Lo sbandamento nelle file delle Black Panthers e le infiltrazioni di elementi provocatori manovrati dall' F.B.I. non tardano a dare i loro frutti. In gennaio, due vice-ministri delle "Pantere", Carter e Huggins, sono assassinati all'università di Los Angeles. In aprile a New York il Procuratore Generale rinvia a giudizio 13 membri del partito ( 11 uomini e 2 donne ) accusati di aver tentato di sistemare cariche di esplosivo nel giardino botanico di Brooklyn, in 5 cinque grandi magazzini e in una stazione della Metropolitana. L'accusa si basa sulla testimonianza di tre agenti dell'F.B.I. che, fingendosi radicali bianchi, si erano infiltrati nel gruppo terrorista. In maggio, la polizia arresta Bobby Seale, presidente del Partito sotto l'accusa di aver fatto torturare e assassinare Alex Rackley, un iscritto sospettato di tradimento. Cleaver intanto rilasciato del Carcere, fugge prima a Cuba e poi in Algeria. In dicembre, a Chicago, 14 poliziotti armati di pistole e fucili mitragliatori fanno irruzione alle 4 del mattino : Fred Hampton, capo del locale "Stato Maggiore" delle "Pantere", e Mark Clark sono assassinati mentre sono ancora a letto. A New York fa intanto storia un ricevimento organizzato in casa di Leonard Bernstein, il celebre direttore d'orchestra e compositore: ospiti d'onore, in mezzo a signore ingioiellate e ad alcuni fra i nomi più prestigiosi della cultura e dello spettacolo, sono alcune "Pantere" venute "in tenuta di guerra". Il New York Times commenta "..Questo cosiddetto partito è ormai l'incrocio fra un'ideologia mao-marxista e una organizzazione paramilitare di tipo fascista. Certamente i diritti costituzionali dei suoi membri vanno rispettati; ma ricevimenti come quelli di Bergstein degradano chi li offre come chi vi partecipa, e sono un insulto alla memoria di Martin Luther King ....".
Quando Huey Newton esce di prigione, ai primi di agosto del 1970, trova un partito già in via di disgregazione: il legame con la base nera del ghetto, che si era tentato di rinsaldare un anno prima con tutto un programma di "colazioni per i bambini neri poveri" e di "scuole della liberazione" per i giovani, è diventato sempre più precario. Di contro, più pesante è diventata sul partito l'ipoteca ideologica e finanziaria dei radicali bianchi, mentre da Algeri Cleaver seguita a predicare la "rivoluzione armata". Il 7 agosto, dopo la sparatoria nel tribunale della contea di Marin in California dove vengono uccisi Jonathan Jackson, altre due "Pantere" e un giudice, Angela Davis viene accusata di aver fornito le armi per il complotto e successivamente arrestata dall'F.B.I. Angela, la brillante ex allieva di Marcuse, studentessa alla Sorbona e in Germania, iscritta al Partito Comunista, diventa di colpo, grazie alla pubblicità fattale dalla stampa, il personaggio principale della rivolta nera. E proprio questo fatto dimostra il fallimento delle "Black Panthers" sia come partito che doveva stabilire un legame con le masse, sia come gruppuscolo rivoluzionario che è stato prontamente scavalcato non appena i suoi esponenti sono finiti in galera o hanno smesso di «far notizia» perché hanno perso il loro fascino romantico di fronte a quella intellighentsia pronta ad adottare subito nuovi personaggi più alla moda come Angela Davis o più drammatici come George Jackson. La crisi interna esplode agli inizi del 1971: David Hilliard, un fedelissimo seguace di Newton e di Seale fin dagli inizi, assume l'incarico di «Ispettore generale» e cerca di ampliare la funzione del partito al servizio della comunità nera, criticando quella impostazione rivoluzionaria di Cleaver che, secondo il gruppo di Oakland, condurrà il partito alla distruzione ad opera della polizia e dell'FBI, o lo costringerà alla lotta sotterranea staccandolo così dalla sua base naturale e popolare, che rimane quella del ghetto.
Questa nuova impostazione ha il pieno appoggio del Partito Comunista americano, ma viene respinta dai gruppi di New York e di Kansas city che, capeggiati da David Cox, sostengono che questo tentativo di salvare il partito in un momento difficile, significa in realtà svuotarlo di ogni forza e farlo regredire. Il 26 febbraio, sbigottiti, i telespettatori americani assistono «in diretta», come è ormai normale per tanti avvenimenti tragici o esaltanti della loro storia, alla spaccatura ufficiale delle "Black Panthers". L'ospite presente in studio è Huey Newton, il suo interlocutore è Eldridge Cleaver in collegamento telefonico da Algeri. Newton afferma che il terrorismo, quando è fine a se stesso, pregiudica ogni movimento rivoluzionario e serve solo a favorire la repressione poliziesca. Cleaver chiede l'espulsione di Hilliard per aver «diviso il partito», Newton accusa lui di «corruzione» e di «nefasta influenza». Poche settimane dopo, l'organo del partito, "Black Panther", esce con in copertina la figura della moglie di Cleaver, Kathleen, che ha sul volto i segni di percosse: la scritta dice «Liberiamo tutti i prigionieri politici». Nell'articolo, Cleaver viene accusato di averla seviziata e di aver ucciso e sotterrato il suo presunto amante, un nero americano che era fuggito da Cuba dirottando un aereo.
Cleaver reagisce espellendo Newton dal partito, e accusandolo a sua volta di «imborghesimento» (per il fatto di vivere a Oakland in un attico dove paga l'equivalente di 400 mila lire al mese dell'epoca di affitto), di amicizie omosessuali e di corruzione (perché si fa pagare ogni conferenza l'equivalente di un milione e mezzo di lire, che si guarda bene dal distribuire al partito). Sulla scia di queste roventi polemiche nascono perfino i primi bagliori di una «guerra civile» fra «Pantere» delle due opposte fazioni: un seguace di Cleaver viene ucciso ad Harlem, e qualche settimana dopo in uno scantinato si trova massacrato un seguace di Newton. In marzo, Stokeley Carmichael dichiara in una intervista a un giornale: «Le Pantere Nere sono praticamente finite».  Anche Angela Davis è finita più o meno nel dimenticatoio, travolta dall'implacabile meccanismo di quella instant history americana, che vuole sempre nuovi eroi (siano rivoluzionari o prodotti del sistema non fa differenza) per altrettanto rapidamente bruciarli. ll suo libro Angela Davis, An Autobiography, per il quale l'editore quando Angela era sulla cresta dell'onda le aveva versato cento milioni di anticipo, ha avuto poche recensioni e scarso successo. Delle "Black Panthers" non vi è  quasi più traccia negli archivi dei giornali americani per il periodo successivo al 1971. Le uniche città dove il Black Panther Party mantenne un minimo di organizzazione furono Chicago, Washington e Oakland.
Qui, i due fondatori originari, sopravvissuti alla violenza della repressione a molti processi, allo scisma, si rifecero una verginità col ritorno del Partito al riformismo e alla legalità. Bobby Seale nel 1973 ha speso 300 milioni in una campagna per l'elezione a sindaco di Oakland. Non ha vinto, ma ha ottenuto un buon successo con 40.000 voti, dopo aver condotto per mesi una campagna basata sulla cooperazione razziale, il doposcuola per i bambini del ghetto, la protezione dei vecchi e delle donne nere dalla violenza, la lotta contro la droga e l'analfabetismo. Nel 1992, interpretò un piccolo ruolo in Malcolm X, film diretto da Spike Lee. e dal 2002 si occupa di educazione giovanile.
Huey Newton visse quasi asceticamente nella sua famosa "prigione dorata" in un grattacielo nella zona residenziale di Oakland. Nel 1974 fu accusato dell'omicidio di una prostituta diciassettenne. Huey non si presentò al processo, e venne inserito dall'FBI nella lista delle persone più ricercate. Scappò a Cuba, dove trascorse tre anni in esilio. Nel 1977 Newton tornò negli USA per sostenere il processo, perché, a suo dire, il clima politico era cambiato e ora avrebbe potuto avere un giusto processo. Fu quindi assolto dall'accusa di omicidio. Il 22 agosto 1989 Huey fu ucciso dal ventiquattrenne Tyrone Robinson che, reo confesso, fu giudicato colpevole nel processo conclusosi nel 1991 e condannato a trentadue anni di carcere.

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