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domenica 31 dicembre 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 31 dicembre.
Il 31 dicembre 192 l'imperatore Commodo viene assassinato.
 Marco Aurelio, l'imperatore filosofo, fu un monarca saggio ed equilibrato, il suo regno considerato illuminato. Rispettato e benvoluto dal popolo e temuto dalle popolazioni barbare. Penultimo esponente della famiglia degli "Antonini" i cui imperatori passarono alla storia per la loro saggezza ed equilibrio nell'esercizio del potere. Nel 177 associò a se stesso sul trono suo figlio naturale Marco Aurelio Commodo e mai scelta fu più infausta di questa. Padre e figlio, nell'anno 180 "D.C." , erano impegnati nella difesa dei confini settentrionali quando Marco Aurelio morì lasciando il figlio alla solitaria guida del vasto impero. Commodo, contrariamente al padre, non era attratto dagli studi; prediligeva gli spettacoli e gli esercizi fisici. Era crudele e indolente e poco propenso a dedicarsi alla cura e alla crescita di Roma. Inizialmente, nei primi anni di governo, Commodo sembrava voler continuare l'opera del padre, ma ben presto venne fuori la vera natura del personaggio.
Concluse una frettolosa pace con i "Marcomanni" e altre tribù barbare che gli permisero di tornare a Roma dove fu accolto da trionfatore. Una volta a Roma si disinteressò della conduzione politica e militare dell'impero e delegò questi compiti ad elementi, di dubbia fama, attenti più al loro tornaconto personale che alle esigenze dello Stato e del popolo. I più famosi furono Saotero, Tarrutieno Paterno e Figidio Perenne che l'imperatore nominò prefetto del pretorio. Alla morte di quest'ultimo, salì al potere un liberto originario della Frigia: Cleandro. Questi, uno dei protetti di Commodo, diventato addirittura console, era un uomo avido e astuto. Ma le liti all'interno della corte dell'imperatore posero presto termine al suo governo e Cleandro finì assassinato come molti nemici di Commodo.
La politica di Commodo, ammesso che abbia avuto una politica, fu quella di "Ridimensionare" il potere dei senatori rompendo così una armonia che costoro avevano raggiunto con la stirpe degli "Antonini" . Ai senatori, ad esempio, fu tolto il comando degli eserciti che furono affidati ad esponenti della "Classe Equestre" . Anche a causa di questa politica nacquero congiure che più di una volta minacciarono la vita dell'imperatore. Ma, visto che non si occupava della vita politica e dell'amministrazione dello Stato, quali erano i passatempi preferiti di Commodo? Come detto aveva una predilezione per gli esercizi fisici e quindi per la lotta, la caccia e, soprattutto, i giochi gladiatori. Spesso e volentieri scendeva nel Colosseo e si cimentava in lotte con gli animali o in scontri con altri gladiatori. Grazie alla sua possente corporatura era convinto di essere la reincarnazione di Ercole e pretendeva di essere trattato come una divinità. Era addirittura arrivato a cambiare il nome dell' "Urbe" in "Colonia Commodiana" . La continua umiliazione della figura imperiale, la disastrosa situazione economica, le rivalità interne alla corte e l'aspro scontro con il senato, erano tutti segnali di un imminente epilogo drammatico del regno di Commodo Dopo alcuni tentativi a vuoto il complotto riuscì e il gladiatore Narcisso, uno dei suoi favoriti, riuscì a passare le maglie della sicurezza e a strangolare l'imperatore nella vasca da bagno. Dopo 12 anni di regno finì uno dei più feroci e depravati imperatori della storia romana.
Il giorno successivo, 1º gennaio, i congiurati sparsero la voce dell'improvvisa e provvidenziale morte dell'Imperatore per un colpo apoplettico e di come quel fortuito evento avesse evitato appena in tempo il piano di Commodo per assassinare i consoli designati, Quinto Pompeio Sosio Falcone e Gaio Giulio Erucio Claro Vibiano, per poi recarsi in Senato, accompagnato da un gladiatore e vestito egli stesso in abiti da arena, per essere assieme a questi acclamato console per l'ottava volta. Leto ed Eletto si recarono quindi dal Praefectus Urbi Publio Elvio Pertinace, generale e console in carica e collega dell'imperatore defunto, offrendogli la porpora imperiale. Questi, temendo dapprima per la propria vita, si convinse ad accettare solo quando, condotto al Palatino, vide il corpo di Commodo privo di vita.
A Roma, la notizia della morte del Principe spinse il Senato ed il popolo a chiedere che il cadavere fosse trascinato con un uncino e precipitato nel Tevere, così come voleva un'antica usanza per i nemici della Patria.
Pertinace diede tuttavia incarico affinché Commodo fosse segretamente sepolto nel mausoleo di Adriano. Avutane notizia, il Senato dichiarò allora Commodo hostis publicus e ne decretò la damnatio memoriae: venne ripristinato il nome corretto delle istituzioni, mentre le statue e gli altri monumenti eretti dall'Imperatore defunto venivano abbattuti.
Appena due anni dopo tuttavia, nel 195, l'imperatore Settimio Severo, cercando di legittimare il proprio potere ricollegandosi alla dinastia di Marco Aurelio e in aperta contrapposizione con il Senato, riabilitò la memoria di Commodo, ordinando che ne fosse decretata l'apoteosi. Commodo passò quindi dall'essere un nemico dello Stato alla condizione di divus, con un apposito flamine preposto al proprio culto.
Nel 2000 compare il film Il gladiatore, ispirato molto liberamente alla vita di Commodo, in quanto rimane ben poco fedele alle fonti antiche. Lì il ruolo dell'imperatore è impersonato da Joaquin Phoenix. Nella finzione cinematografica la morte di Marco Aurelio avviene per mano di Commodo stesso: Marco morì, invece, molto probabilmente di peste. Per l'aspetto fisico (completamente sbarbato, durante il suo regno aveva invece la barba al pari di suo padre) e alcuni aspetti (ad esempio l'attrazione incestuosa per la sorella) il personaggio di Commodo appare ispirato più alla iconografia di Caligola che a quella che ci è nota tramite statue e monete. Infine, al contrario di come si vede nel film, Commodo non morì nel Colosseo, dopo circa un anno di regno, ma fu assassinato nel suo palazzo dopo dodici anni di principato, dal suo maestro gladiatore.

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