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giovedì 9 novembre 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 9 novembre.
Il 9 novembre 1918 in Germania viene proclamata la cosiddetta Repubblica di Weimar.
Nella Germania duramente provata dalla guerra perduta e dalla pace imposta e gravata dall’obbligo di pagare enormi danni di guerra, si scatenò un’ondata di lotte sociali, avviate dai marinai di Kiel nel 1918, che sembrava destinata a concludersi con una rivoluzione di tipo sovietico. Nel novembre del 1918 il Kaiser Guglielmo II abdicò e fuggì in Olanda e venne proclamata la Repubblica di Weimar. Nel 1919 l’estrema sinistra (Spartakusbund) diede origine ad un nuovo tentativo di rivoluzione, che fu soffocato nel sangue, con una dura repressione, continuata fino al 1922. Negli anni tra il 1923 e il 1928 i partiti conservatori (centro cattolico, Partito popolare, Partito nazional – popolare, Partito democratico) rimasero ininterrottamente al governo, mentre i socialdemocratici (Spd) videro gradatamente diminuire la loro influenza nel paese. I partiti di sinistra non riuscirono a mobilitare le masse lavoratrici per una trasformazione sociale che appariva sempre meno convincente e i comunisti accentuarono la polemica con la Spd, accusandola di complicità con la borghesia reazionaria. Cresceva così lo scontento e il disorientamento dei ceti popolari, l’inflazione toccava livelli altissimi e aumentavano i tentativi dei militari per imporre un regime forte.
I prezzi galoppano. Già dalla guerra si sentivano gli effetti di una inflazione abbastanza consistente e preoccupante. Per pagare gli enormi costi della guerra, il governo tedesco comincia a fare ciò che fanno tutti i governi, quando non sanno più come affrontare una montagna di spese incontrollabili: stampava più banconote, con le conseguenze facilmente prevedibili. Questa inflazione, a partire dal 1922, comincia rapidamente ad aggravarsi. Il denaro perde di valore a vista d'occhio. Prima si paga pane, latte e patate con alcune migliaia di marchi, poi si passa ai milioni, per infine arrivare a miliardi e addirittura a migliaia di miliardi di marchi.
Il valore di un dollaro a gennaio del 1923 era di 35.000 marchi. A luglio dello stesso anno valeva 350.000 marchi, ad agosto 4,6 milioni, ad ottobre 25 miliardi di marchi, a dicembre 4.000 miliardi di marchi.
Gli operai vengono pagati ogni giorno, dall'ufficio paga corrono subito verso il mercato per spendere tutto e subito, perché un'ora più tardi i prezzi potevano essere già raddoppiati e il giorno dopo le stesse banconote non valevano più nulla. 200 fabbriche di carta stampano, giorno e notte, nuove banconote, francobolli e altri valori con sopra delle cifre sempre più astronomiche.
Gli uomini d’affari americani, puntando sulla capacità produttiva tedesca e sulle garanzie sociali che offrivano i governi conservatori, decisero di dirottare in Germania grandi investimenti. Questo portò una momentanea ripresa economica, favorita anche dal ministro degli esteri Gustav Stresemann che riuscì ad ottenere dai vincitori la possibilità di rateizzare il pagamento dei danni di guerra e di far ammettere la Germania nella Società delle nazioni. Il rilancio produttivo favorì le potenti concentrazioni industriali dell’acciaio, della chimica e della gomma; la disoccupazione veniva in parte assorbita e il tenore di vita dei lavoratori e della piccola borghesia ricominciava a crescere, si era però creata una forte dipendenza dai capitali americani, così, quando, nel 1929, il crollo della borsa di New York aprì la gravissima crisi economico finanziaria negli USA, in Germania si ebbero forti ripercussioni. Si aprì una crisi delle banche seguita dal fallimento delle piccole imprese. I disoccupati aumentarono immediatamente ed esplosero le manifestazioni delle sinistre e dei sindacati con l’occupazione delle fabbriche. Le preferenze di larghi settori sociali si spostarono verso l’estrema destra rappresentata dal Partito nazionalsocialista, fondato da Adolf Hitler a Monaco di Baviera nel 1920, che annuncia un programma di risanamento economico, ottenendo il consenso della piccola borghesia, l’appoggio del grande capitale tedesco e garantendo l’ordine con un’efficientissima organizzazione paramilitare, le camicie brune (Sa). Pertanto, di fronte alla crisi economica e al pericolo che le sinistre ritornassero a dominare le piazze, gli esponenti degli industriali, agrari e banchieri decisero di riunirsi nella cittadina di Harzburg per costituire un fronte. Secondo il fronte di Harzburg, per risolvere la questione economica occorreva uno stato forte e militarizzato; quindi il grande capitale tedesco decise di appoggiare il partito nazista di Hitler perché si presentava come il più determinato e organizzato.
Hitler fu nominato cancelliere nel gennaio del 1933 dopo che il suo partito aveva ottenuto la maggioranza relativa alle elezioni del 1932 e in seguito all’incendio della sede del Reichstag (organizzato dai nazisti ma attribuito ai comunisti) ottenne i pieni poteri dal parlamento. Dopo aver decretato la fine della repubblica di Weimar, furono messe fuori legge tutte le opposizioni e veniva riconosciuto come unico partito quello nazista; si imponeva così un regime totalitario fondato sul terrore che impose ai tedeschi drastiche limitazioni dei diritti politici e civili.

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