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sabato 29 luglio 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 29 luglio.
Secondo la religione cattolica, il 29 luglio si celebra San Lazzaro di Betania.
Lazzaro (Eleazar) abitava a Betania, paese vicino a Gerusalemme, con le due sorelle Marta e Maria.
Il Vangelo secondo Giovanni (11,1-44) racconta che Gesù si trovava fuori dalla Giudea quando fu avvertito che Lazzaro era malato; quando raggiunse Betania, Lazzaro era già morto.
Il Vangelo precisa che Lazzaro era già "da quattro giorni" nel sepolcro; dopo aver parlato con le due sorelle Marta e Maria, Gesù si recò al sepolcro, fece togliere la pietra che ne chiudeva l'entrata, e chiamò Lazzaro, il quale uscì vivo dal sepolcro, ancora avvolto nelle bende funebri.
Il racconto prosegue riferendo che molti Giudei credettero in Gesù vedendo ciò che aveva fatto, ma che i sommi sacerdoti e i farisei, al contrario, ne furono riconfermati nella loro convinzione che Gesù fosse un pericoloso agitatore, e decisero di ucciderlo.
Pochi giorni dopo, Lazzaro era ad una cena in onore di Gesù: molte persone accorsero per vederlo, e i sommi sacerdoti, venutolo a sapere, decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molte persone credevano in Gesù a causa sua.
Lazzaro non compare più nel prosieguo del Vangelo né in alcun altro scritto del Nuovo Testamento.
Lazzaro di Betania (Giudea) fratello di Marta e Maria, deve all'amicizia di Gesù non solo la strepitosa risurrezione dalla tomba, ma anche il culto con cui la Chiesa lo ha onorato nel corso dei secoli.
Nella sua casa ospitale, a tre miglia da Gerusalemme, Gesù trascorreva brevi pause di riposo confortato dalle premurose attenzioni di Marta e di Maria e dalla sincera e fidata amicizia del padrone di casa.
In ricordo di questa predilezione del Redentore, ogni anno (se ne ha notizia già nel IV secolo) i cristiani di Gerusalemme alla vigilia delle Palme si recavano in processione a Betania e sulla tomba di Lazzaro il diacono proclamava il Vangelo di Giovanni che narra con molti particolari la risurrezione di Lazzaro.
Giovanni è il solo evangelista che riferisce il miracolo. La narrazione costituisce uno dei punti salienti del quarto Vangelo, poiché la risurrezione di Lazzaro assume, al di là del fatto storico, il valore di simbolo e di profezia, come prefigurazione della risurrezione di Cristo.
La casa di Betania e la tomba furono meta di pellegrinaggi già nella prima epoca del cristianesimo, come riferisce San Girolamo.
Più tardi, i pellegrini medievali ci informano che accanto alla tomba di Lazzaro era sorto un monastero beneficato da Carlo Magno. Ma Lazzaro ebbe pure il privilegio di due tombe essendo morto due volte.
La prima tomba, da cui fu tratto e risuscitato dall'amore di Cristo ("Vedi quanto l'amava" esclamarono i Giudei scorgendo sul volto di Gesù una lacrima di commozione) restò vuota, giacchè un'antica tradizione orientale considera Lazzaro vescovo e martire a Cipro.
La notizia, del VI secolo, prese consistenza nel 900 quando l'imperatore Leone VI il Filosofo fece trasportare le reliquie di Lazzaro da Kition di Cipro a Costantinopoli, insieme con quelle della sorella Maria Maddalena. Antichi affreschi rinvenuti nell'isola sembrano confermare la presenza di Lazzaro a Cipro.
Secondo la tradizione occidentale, Lazzaro andò a predicare in Francia con le sue sorelle e lì divenne il primo vescovo di Marsiglia.
La reliquia di un braccio è custodita nella chiesa del SS. Nome di Gesù all’Argentina, quella di una tibia a San Pietro in Vaticano.
Lazzaro è venerato santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa copta.

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