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venerdì 28 luglio 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 28 luglio.
Il 28 luglio 1914, un mese dopo l'attentato all'arciduca Francesco Ferdinando II, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia. E' l'inizio del primo conflitto mondiale. Le sue cause sono però altre e nascono decenni prima.
La guerra franco-prussiana del 1870-71 portò non solo alla fondazione di un potente e dinamico Impero Germanico, ma anche ad un’animosità tra Francia e Germania, causata dall’annessione a quest’ultima di Alsazia e Lorena, oggetto di contrasti e polemiche per alcuni decenni successivi.
Sotto la guida politica di Otto Von Bismarck, la Germania si assicurò una nuova posizione in Europa, tramite l’alleanza con l’Impero Austro-Ungarico ed un’intesa diplomatica con la Russia.
Dopo le elezioni Guglielmo II riuscì ad ottenere le dimissioni di Bismarck.
Nei decenni seguenti, gran parte del lavoro dell’ex-cancelliere venne disfatto, quando Guglielmo non riuscì a rinnovare gli accordi con la Russia, consentendo alla Francia repubblicana l di concludere, tra il 1891 ed il 1894, l'alleanza con l’Impero russo.
Tra il 1897 ed il 1900, Guglielmo intraprese la creazione di una marina militare capace di minacciare lo storico predominio navale della Gran Bretagna.
Negli anni ’80, la rivalità tra le potenze fu esacerbata dalla corsa alle colonie, che portò gran dei territori asiatici ed africani sotto la dominazione europea. Bismarck divenne un sostenitore dell’Impero d’oltremare, mentre la tensione anglo-tedesca per le acquisizioni della Germania in Africa e nel Pacifico minacciava di interferire con gli interessi strategici e commerciali della Gran Bretagna.
Il sostegno dimostrato da Guglielmo per l’indipendenza del Marocco dalla Francia ed il nuovo partner strategico della Gran Bretagna, furono le principali cause della Crisi di Tangeri del 1905.
Nel 1911, durante la seconda crisi marocchina, denominata Crisi di Agadir, la presenza delle flotte tedesche in Marocco mise nuovamente alla prova la coalizione Anglo-Francese.
Le aspirazioni nazionalistiche degli Stati balcanici erano in forte aumento: ogni Stato guardava alla Germania, Austria-Ungheria o alla Russia come un ipotetico supporto.
La nascita di circoli anti-austriaci in Serbia, nel 1908, contribuì ad un ulteriore crisi per l’annessione unilaterale della Bosnia ed Erzegovina da parte dell’Austria.
L'inizio della Prima Guerra Mondiale è convenzionalmente associato all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria del 28 giugno del 1914, ad opera del nazionalista serbo Gavrilo Princip, ma le vere origini della guerra sono da cercare altrove. Innanzitutto, nelle complesse relazioni tra le varie potenze europee che segnarono la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, principalmente nelle politiche di colonizzazione promosse dalle diverse nazioni.
Con il supporto della Germania, l’Austria-Ungheria il 23 luglio 1914 inviò alla Serbia un ultimatum in 15 punti, praticamente irrealizzabile, che doveva essere accettato nel giro di 48 ore. Il governo Serbo accettò tutte le richieste tranne una.
L’Austria-Ungheria il 25 luglio ruppe ogni relazione diplomatica e, tre giorni dopo, fece la propria dichiarazione di guerra tramite un telegramma inviato al governo serbo: era l'inizio della Prima Guerra Mondiale.
Il governo russo mobilizzò le sue riserve militari il 30 luglio, in seguito all’interruzione delle comunicazioni telegrafiche tra Guglielmo II e Nicola II di Russia. Il 31 luglio, la Germania richiese che la Russia ritirasse le proprie truppe, ma il governo russo persistette.
La dichiarazione di guerra britannica contro la Germania avvenne il 4 agosto del medesimo anno.
Il piano tedesco, denominato Piano Schlieffen, prevedeva lo sferrare un colpo mortale alla Francia, per poi rivolgersi più lentamente contro l’esercito russo. Invece di attaccare la Francia direttamente, si decise di attaccare da nord.
La Germania sconfisse la Russia in una serie di battaglie conosciute come “Battaglia di Tannenberg”. Francia e Gran Bretagna riuscirono a fermare l’avanzata tedesca su Parigi nella Prima battaglia della Marna, nel settembre del 1914.
Iniziò dunque un conflitto che, tutt'altro che breve, produsse in 4 anni oltre 10 milioni di morti.
Alla fine della Grande Guerra crollarono gli imperi che avevano caratterizzato la storia dell'Europa e sorsero le nazioni, mentre la società mondiale entrò definitivamente nell’era contemporanea, segnata dall’avvento delle tecnologie, della produzione industriale, dei movimenti di massa, delle dittature e delle ideologie.

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