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sabato 22 luglio 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 22 luglio.
Il 22 luglio 1934, a Chicago, John Dillinger viene ferito a morte durante un conflitto a fuoco con la polizia.
John Herbert Dillinger, personaggio tristemente noto per la sua carriera criminale di rapinatore di banche, nasce a Indianapolis (Indiana, USA) il giorno 22 giugno 1903. E' il 6 settembre 1924 quando all'età di vent'anni a Mooresville, rapina la drogheria vicino casa; viene arrestato e successivamente rilasciato grazie all'intercessione della matrigna. Nonostante ciò non ha nessuna intenzione di togliersi dalla cattiva strada: continua ad organizzare e mettere in atto rapine.
Viene nuovamente arrestato a Dayton, nell'Ohio: dal carcere viene trasferito nella prigione di Michigan City; in combutta con alcuni uomini della sua banda, Dillinger riesce a fuggire. Torna quindi sul campo e ricomincia la sua attività di rapinatore. L'immagine di Dillinger rimane impressa nelle menti delle sue vittime per l'elegante foggia dei suoi abiti: il suo cappello e il suo cappotto di alta sartoria sono ancora oggi simboli che fanno identificare nell'immaginario popolare la figura dal gangster. Questo stile fascinoso di fatto ha contribuito a fare di Dillinger un mito del suo tempo.
Considerato dall'FBI e dal suo storico direttore John Edgar Hoover il "nemico pubblico numero 1", Dillinger si guadagna addirittura la fama di "moderno Robin Hood del crimine": gli anni in cui opera sono quelli della grande depressione, storico periodo di profonda crisi degli Stati Uniti; al termine delle abituali rapine prende l'abitudine di dare fuoco ai registri contabili su cui sono annotati i debiti e le ipoteche delle persone in difficoltà economiche. In questo modo Dillinger attira su di sé la riconoscenza di tanti clienti a corto di denaro così come la simpatia di buona parte dell'opinione pubblica.
Nonostante il suo carattere brillante ed il suo stile mai eccessivamente brutale, quando le sue "attività" cominciano a conoscere una curva discendente, viene isolato dalla malavita, che teme di attirare su di sé l'attenzione della polizia; viene isolato anche grazie agli innovativi metodi di ricerca dell'FBI. Dillinger cerca di reagire e decide di allearsi con la gang di un altro noto criminale dell'epoca, "Baby Face" Nelson, individuo ben più rude di Dillinger e sicuramente privo di scrupoli rispetto a lui (e che insieme a lui arriva a dividersi la fama di "nemico pubblico").
Negli anni Trenta cerca di far perdere le sue tracce all'FBI, che gli sta alle calcagna, persino utilizzando dell'acido per cancellare le proprie impronte digitali. Nel mese di marzo 1934, a Tucson, viene arrestato in un hotel assieme a buona parte della sua gang, grazie a circostanze fortuite. Passano solo pochi giorni ed evade nuovamente arrivando a scatenare un vero e proprio caso politico nazionale: la prigione da cui scappa questa volta è quella di Crown Point, nell'Indiana (qui viene inoltre immortalato in alcune foto - divenute poi famose - che lo ritraggono ironicamente abbracciato al direttore del carcere).
Per portare a termine questa ennesima evasione prende in ostaggio alcuni agenti e ruba addirittura l'auto del direttore dell'istituto carcerario. Varcando il confine dello stato dell'Indiana Dillinger commette un reato federale: questo fatto - unitamente a una recente legge sul furto d'auto varata dal Congresso americano - permette all'FBI di poter intervenire organizzandosi tempestivamente.
Dopo quattro mesi dalla sua fuga, Dillinger viene identificato a Chicago. Mentre si trova all'esterno di un cinema, da dove stava uscendo assieme alle prostitute Polly Hamilton e Ana Cumpanas (dopo aver assistito alla proiezione del film poliziesco "Manhattan Melodrama", con Clark Gable - la cui trama include una storia di gangster), alcuni agenti dell'FBI uccidono a tradimento John Dillinger. Muore assassinato dall'esplosione di cinque colpi d'arma da fuoco, il giorno 22 luglio 1934, all'età di soli 31 anni.
A tradire il gangster è stata proprio Ana Cumpanas, conosciuta nell'ambiente dell'epoca anche come Anna Sage ed in seguito nota come la "Donna in Rosso" (per via del colore sgargiante dell'abito indossato per farsi riconoscere dalla polizia). Ana aveva passato ai servizi segreti le informazioni per incastrare Dillinger, in cambio della sua permanenza in America: voleva evitare di essere espulsa verso la sua terra natale, la Romania, ma sarebbe stato tutto inutile in quanto sarebbe poi stata espulsa ugualmente.
All'agguato fatale partecipa anche Melvin Purvis, giovane G-Man nominato dal direttore John Edgar Hoover per coordinare le ricerche assieme agli uomini della nuova FBI, tra cui l'esperto investigatore Charles Winstead. Purvis lascera l'FBI solo un anno dopo la morte di Dillinger: morirà nel 1960 a causa di un colpo partito accidentalmente dalla propria pistola, anche se non si esclude l'ipotesi del suicidio.
Negli Stati Uniti esiste un museo dedicato a John Dillinger. Ricca è anche la filmografia a lui dedicata, da "Lo sterminatore" (1945, di Max Nosseck), passando per numerose pellicole durante gli anni Sessanta e Settanta, fino a "Dillinger: nemico pubblico numero uno" (1991, di Rupert Wainwright, interpretato da Mark Harmon), "Dillinger and Capone" (1995, di Jon Purdy, interpretato da Martin Sheen), "Nemico pubblico - Public Enemies" (2009, di Michael Mann, interpretato da Johnny Depp).

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