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lunedì 10 luglio 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 10 luglio.
Il 10 luglio 1925 nel Tennessee si apre il cosiddetto "processo delle scimmie" a carico di John Scopes.
«Tutti i mali di cui soffre oggi l'America si possono far risalire alla teoria dell'evoluzione. Sarebbe meglio distruggere tutti i libri che sono stati scritti e salvare unicamente i primi tre versetti della Genesi.» Queste “illuminate” parole di William Jennings Bryan, leader dei fondamentalisti cristiani americani degli anni Venti, testimoniano bene della campagna propagandistica contro la teoria di Darwin in atto in quel periodo. E illuminati dal rogo di libri evocato dalle parole di Bryan, i legislatori del Tennessee nel 1925 approvarono il cosiddetto Tennessee Butler Act, una legge che proibiva l’insegnamento di qualunque teoria sull’origine dell’Uomo che non fosse conforme alla versione della creazione contenuta nella Genesi. Il creazionismo vinceva così la sua prima battaglia, un primo successo nella guerra contro l’evoluzionismo tuttora in atto negli Stati Uniti e non solo, e faceva anche la sua prima vittima: John Thomas Scopes.
Professore di scuola superiore a Dayton, una piccola cittadina del Tennessee, con l’incarico di allenatore football, Scopes fu destinato nel 1925 a insegnare biologia. E insegnò biologia, cioè la teoria della vita in chiave evoluzionistica. Questo, com’era prevedibile, gli scatenò contro l’ira di chi negava (e nega tutt’ora) tutti i modelli scientifici di evoluzione, sia per l'Universo nel suo insieme che per gli esseri viventi. Avendo dalla loro parte la legge che vietava, in ogni scuola dello stato del Tennessee, l'insegnamento di «qualsiasi teoria che nega la storia della Divina Creazione dell'uomo, come insegnata nella Bibbia, e che insegna invece che l'uomo discende da animali di ordine inferiore», il gioco fu semplice: l’Associazione Mondiale dei Fondamentalisti Cristiani denunciò Scopes che, nel luglio di quell'anno fu tratto in arresto. Cominciò così quello che è passato alla storia come il “processo delle scimmie”.
La controversia legale uscì ben presto dall’ambito ristretto di una cittadina della provincia americana e coinvolse tutto il paese. Il Monkey Trial interessò la stampa nazionale e sui giornali comparvero vignette pittoresche che ritraevano scimmioni sedere ai banchi della giuria o tra il pubblico presente. Il clamore fu tale che anni dopo, nel 1960, la vicenda fu narrata da un celebre film “Inherit the Wind”, in Italia uscito con il titolo di “E l’uomo creò Satana!”, con Spencer Tracy nel ruolo dell’avvocato difensore di Scopes, Fredric March in quello dell’accusatore e un insolito Gene Kelly nei panni del povero insegnante.
Nella realtà a difendere il professore del Tennessee fu chiamato Clarence Darrow, avvocato di grande prestigio, mentre il ruolo dell’accusa venne svolto proprio da William Jennings Bryan, che oltre a prodigarsi per la causa antievoluzionista era stato due volte candidato alla presidenza degli Stati Uniti e Segretario di Stato sotto la Presidenza Wilson. Uno scontro tra titani che non risparmiarono le loro energie nel tentativo di difendere la libertà di pensiero e d’insegnamento da un lato e la verità della Bibbia dall’altro.
Ma nonostante la bravura di Darrow, che mise in evidenza l’incongruenza delle idee dell’avversario e l’esasperato puritanesimo, il verdetto finale fu di condanna per il professor Scopes al pagamento di un’ammenda di cento dollari. Il successo di Bryan, però, fu l’ultimo della sua vita: colto da malore morì il 25 luglio, poco dopo la conclusione del processo. Scopes si allontanò definitivamente dal mondo scolastico andando a lavorare nell’industria del petrolio.
Il Tennessee Butler Act, che determinò la condanna di Scopes, forse non aveva tra i suoi motivi ispiratori solamente questioni di carattere religioso. Il dibattito sulle possibili applicazioni della teoria darwiniana a questioni sociali, economiche e politiche, cominciato negli ultimi anni di vita di Darwin e sulle quali lo stesso scienziato inglese era piuttosto perplesso, portò inevitabilmente a interpretazioni che andavano ben oltre la pertinenza della biologia. Gli anni che precedettero il processo Scopes furono caratterizzati, quindi, dal fiorire di innumerevoli versioni di “darwinismo sociale”, molte delle quali ben lontane dalle idee del naturalista inglese. Accanto a posizioni reazionarie e razziste ci furono anche forme di darwinismo sociale progressista e socialista che certo entravano in collisione con un assetto sociale, soprattutto negli stati del sud, in cui vigeva un regime di segregazione razziale, definitivamente rimosso solo nel 1964 con il Civil Rights Act. E gli anni Venti registrarono anche un’esplosione di popolarità e d’influenza politica del Ku Klux Klan, movimento nato dopo la guerra di secessione americana che proprio nel 1924 contava sei milioni di iscritti negli Stati Uniti. È alle “pericolose conseguenze” progressiste della teoria darwiniana che i legislatori del Tennesse pensavano nel promulgare il Tennessee Butler Act?
La vittoria dei creazionisti nel Tennesse non fu definitiva, anche se occorrerà aspettare più di quarant’anni perché la Corte Suprema degli Stati Uniti stabilisca che leggi come il Tennessee Butler Act, che vietano l’insegnamento dell’evoluzione biologica, sono incostituzionali. Al rientro ufficiale nelle scuole della teoria di Darwin, i fondamentalisti cristiani reagirono con un cambio di strategia: presentare il creazionismo come una teoria scientifica e proporlo come materia d’insegnamento nelle scuole accanto all’evoluzione. Così, all’inizio degli anni ottanta, furono proposte leggi in tal senso in ben 27 stati dell’unione e in Lousiana, nel 1981, venne approvato il Balanced Treatment Act che obbligava i professori ad insegnare la “scienza della creazione” accanto a quella evoluzionistica. Nel 1987, però, la Corte Suprema dovrà correre ancora in aiuto di Darwin dichiarando incostituzionale la legge, perché in violazione di una clausola del primo emendamento della Costituzione americana, in quanto «promuoveva in maniera non consentita la religione, diffondendo la credenza religiosa che l’umanità sia stata creata da un essere sovrannaturale». Il I emendamento, infatti, si occupa di garantire, tra le altre cose, la terzietà della legge rispetto al culto e il suo libero esercizio ma proibisce al Congresso, e agli stati, di «fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione».
A questa nuova battuta d’arresto seguì immediatamente un altro cambiamento di rotta. Venne introdotto il concetto di “progetto intelligente” (intelligent design) al posto del creazionismo. Nel libro dal titolo Of Pandas and People, prodotto da un’organizzazione cristiana, s’introdusse una teoria completamente svincolata dai testi sacri e resa apparentemente indipendente da contenuti religiosi. Ma durante l’ennesimo processo, questa volta a Dover in Pennsylvania dove si era introdotto il progetto intelligente nelle scuole, i giudici, sentiti numerosi esperti, stabilirono che l’intelligent design non ha alcun fondamento scientifico, essendo una versione addomesticata di creazionismo, risultando così incostituzionale l’obbligo di insegnarlo nelle scuole.
Questione chiusa? Neanche per sogno! Dimostrando grandi doti camaleontiche i creazionisti di oggi evitano di porre l’accento sulle tesi classiche, come quelle relative alla giovane età della Terra o all’origine dell’Uomo per intervento diretto di qualche divinità. Divenuto chiaro che la Costituzione americana protegge i cittadini da indebite intrusioni della religione nell’insegnamento scolastico, l’obiettivo è diventato quello di screditare la teoria darwiniana diffondendo l’idea che sia controversa e in crisi. E il Discovery Institute, promotore principale del progetto intelligente, rinunciando alla strategia di richiedere pari opportunità nelle scuole alla nuova “teoria scientifica”, si sta prodigando negli ultimi anni alla diffusione di slogan come «libertà accademica» e «analisi critica» associate a iniziative legislative. Dietro la rispettabile faccia della libertà d’insegnamento, recentemente sono state presentate in Louisiana, Alabama, Florida, Michigan, Missouri e South Carolina proposte di legge che altro obiettivo non hanno che quello di preparare la strada per un nuovo ingresso del creazionismo nelle scuole attraverso la demolizione di credibilità della teoria di Darwin.
Una guerra per nulla terminata, quella tra creazionismo ed evoluzionismo, che comincia a uscire dai confini americani per giungere fino a noi, se il vicepresidente del CNR scrive che è necessario «ristabilire una visione cristiana del mondo che ponga il concetto di Creazione al suo posto centrale portatore di ordine, di finalità e di intelligibilità».
Una guerra fatta di continui mutamenti di strategia, di adattamento e di selezione delle iniziative per raggiungere i propri obiettivi, sotto la pressione ambientale della società, che fa della politica creazionista un esempio perfetto di evoluzione … darwiniana.

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