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sabato 6 agosto 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 6 agosto.
Il 6 agosto 1945 veniva sganciata su Hiroshima dall'aereo soprannominato "Enola Gay", una bomba atomica, denominata "Little Boy".
 Una speciale squadra alla quale assegnare il lancio della bomba atomica fu formata nel settembre del 1944. Il colonnello Paul Tibbets, un esperto pilota di aerei del tipo B-29, ne fu messo al comando.
Alla base di Wendover nell'Utah, un B-29 fu adattato per il trasporto della bomba pesante ben 4 tonnellate.
Addestramento speciale per la squadra, addestramento sul lancio di una bomba atomica che nelle esercitazioni fu chiamata "Pumpkin".
Ai primi di luglio, Tibbets e il resto della squadra arrivo' sull'isola di Tinian, base operativa per il decollo delle operazioni di lancio delle bombe atomiche.
Il 2 agosto arrivò l'ordine finale specificando il 6 agosto come data prefissata e Hiroshima, Kokura o Nagasaki come target potenziali.
La mattina del 5 agosto il tempo prometteva bene per la partenza degli aerei dopo la mezzanotte. La notte prima il capitano William Parsons, esperto della marina e responsabile per la preparazione della bomba, aveva constatato personalmente che 4 B-29 consecutivi avevano avuto incidenti durante il decollo. A tal proposito avvertì il generale Thomas Farrell che se l'aereo che doveva contenere la bomba non fosse riuscito a decollare, un'esplosione atomica potrebbe esserne la conseguenza e distruggere tutta l'isola. "Non ci resta altro che pregare che ciò non avvenga" fu' la risposta del generale.
Più tardi nel pomeriggio la bomba, scarabocchiata con messaggi rivolti all'imperatore, fu assemblata sull'aereo "Enola Gay". Alle 22:00 sei membri dell'equipaggio si riunirono per un briefing. "Questa notte è la notte che tutti abbiamo aspettato, i nostri lunghi mesi di allenamento verranno messi alla prova. Sapremo subito se abbiamo fallito o avuto successo. Le nostre azioni di questa notte potrebbero fare storia. " saranno le parole di Tibbets. Ai membri dell'equipaggio fu detto solo 3 giorni prima ciò che avrebbero dovuto trasportare.
Alle ore 1:45 del 6 agosto 1945 (orario giapponese) il B-29 "Enola Gay", chiamato cosi secondo il nome della madre di Tibbets, partì dalla base di Tinian con a bordo una squadra di 12 membri e la bomba atomica. Fu accompagnato da altri due bombardieri equipaggiati con aparecchiature di controllo allo scopo di osservare e filmare l'esplosione. Tre aerei da ricognizione erano già partiti prima per verificare le condizioni del tempo su altrettante città. Tra gli aerei il "Full House" che si dirigerà a Nagasaki e il "Straight Flush" che passerà per Hiroshima.
In tutto saranno 7 gli aerei utilizzati per la missione di Hiroshima. Il settimo aereo era il "Top Secret" il cui ruolo era di essere da backup per il Enola Gay e volare verso l'isola di Iwo-Jima per essere a disposizione in caso di bisogno.
A questo punto della missione il target principale era Hiroshima, l'ottava città giapponese situata sulle coste di Honshu, l'isola principale del Giappone. Da qui 120.000 civili erano stati evacuati in campagna, ma 245.000 ancora vi risiedevano. La città era stata quasi completamente risparmiata dalla guerra e gli abitanti di Hiroshima sentivano che la loro città doveva essere risparmiata nonostante la presenza del secondo quartier generale dell'esercito e l'importanza strategica militare e porto primario per lo sbarco delle truppe. Le ragioni sulla loro speranza di immunità variava tra il naive e il ridicolo: erano esenti da bombardamenti perche' avevano numerosi parenti negli Stati Uniti; la loro città, come quella di Kyoto, era troppo bella e gli americani la volevano come area residenziale dopo la guerra; la madre del presidente Truman aveva vissuto nelle vicinanze. Tutto ciò nonostante due giorni prima 720.000 volantini avessero avvertito che la loro città, assieme ad altre, sarebbero state bombardate se il governo non si fosse arreso immediatamente.
Alle 7:09 le sirene suonarono per un minuto intero. Era il terzo allarme aereo dalla mezzanotte e pochi andarono al riparo. L'ultimo allarme fu lanciato a causa del Straight Flush, un aereo da ricognizione metereologica pilotato da Claude Eatherly con un fumetto dipinto raffigurante un giapponese pronto per essere tirato giù dal gabinetto. Era sulla stessa rotta che avrebbe preso Tibbets in caso di condizioni metereologiche favorevoli. In caso contrario Tibbets sarebbe stato mandato a Kokura oppure a Nagasaki. Eatherly era partito da Tinian poco più di un'ora prima dell'Enola Gay. Da 32.000 piedi Hiroshima si vedeva in modo chiaro. Alle 7:25 Straight Flush ripiegò e si mise in rotta di rientro in base a Tinian. Il Maggiore Claude Eatherly ordino' all'operatore radio di spedire un messaggio contenente le condizioni metereologiche e il consiglio "Bomb primary". L'Enola Gay era ormai quasi alla quota richiesta per il bombardamento a 32.000 piedi e alle 7:50 il velivolo raggiungeva l'isola di Shikoku. Poco più in là si trovavano Honshu e Hiroshima.
Alle 8:09 Tibbets annuncia che si stava avviando allo sgancio della bomba. L'aereo per le strumentalizzazioni Great Artiste (l'unico dei sette aerei che partecipò anche alla missione su Nagasaki) si mise dietro mentre il Number 91 ("Necessary Evil") cercando di posizionarsi per scattare le foto.
Harold Agnew era responsabile per i filmati che così spesso abbiamo visto nei documentari storici e partecipò ad ambedue le missioni atomiche.
Alle 8:13 Tibbets chiese al maggiore Thomas Ferebee di stare pronto. Una piccola correzione di volo sul pilota automatico. Ferebee poteva chiaramente distinguere ciò che gli era già famigliare grazie alle fotografie dei target: i 7 rami del fiume Ota che formavano le sei isole. Il punto previsto per l'esplosione, il centro del ponte a "T" di Aioi era nel mirino.
Alle 8:15 e 17 secondi gli sportelli del bombardiere si aprirono automaticamente. Lo sgancio della bomba avveniva elettronicamente grazie alle informazioni immesse prima da Ferebee. Le sue dita erano sulla leva pronte a spingerla nel caso la bomba non dovesse sganciarsi.
La bomba era sganciata e l'aereo, che adesso pesava molto meno, si spinse verso l'alto.
Anche gli sportelli del "Great Artiste" si aprirono facendo uscire 3 pacchi che quasi immediatamente fecero aprire ognuno un paracadute. Sotto vi era un cilindro che serviva per la trasmissione di dati.
Tibbets ordinò a tutti di mettersi gli occhiali da protezione: la bomba era settata per esplodere 43 secondi più tardi.
Hiroshima era serena e cosi era il cielo sopra di essa e la gente continuava nel proprio lavoro quotidiano. Coloro che notarono i 3 paracaduti avranno immaginato che si trattava nuovamente di volantini di propaganda.
I membri dell'equipaggio videro un punto violaceo alcune miglia sotto di loro che si espandeva in una palla di fuoco viola. Questa esplose in una caotica massa di fiamme e nuvole emanando anelli di fumo. Una colonna bianca di fumo emergeva dalle nuvole viola risalendo velocemente a 10.000 piedi dove si evolse in un immenso fungo che continuò a salire fino a quasi 50.000 piedi.
Una violenta onda d'urto colpi l'Enola Gay, tanto che Tibbets ipotizzava di essere stati colpiti dalla contraerea giapponese.
Ferebee rimase cosi affascinato nel seguire la traiettoria della bomba che dimenticò di mettersi gli occhiali di protezione. Tibbets si mise al comando e riportò l'aereo in direzione Hiroshima per osservare il risultato.
"Mio Dio, cosa abbiamo fatto?" esclamava Lewis.
Dopo i primi commenti fra i membri dell'equipaggio Tibbets ordinò di mandare un messaggio in chiaro avvertendo che il target era stato bombardato con buoni risultati. Parsons ne spedì un altro in codice:
"Results clear cut, successful in all respects. Visible effects greater than Trinity, conditions normal in airplane following delivery, proceeding to Papacy".
Alle 2:58 (ora locale), Enola Gay atterrò a Tinian alla presenza di centinaia di ufficiali e uomini che accorrevano per salutare l'equipaggio. Il clima che si respirava era certamente di sollievo dopo una missione attesa da mesi e portata a buon fine.
Un'ufficiale chiese al navigatore Van Kirk l'orario esatto dello sgancio della bomba atomica. Questo rispose: "Alle 091517K - 17 secondi dopo l'orario prefissato". Tutti risero quando a Van Kirk fu chiesto il motivo del ritardo (da notare l'orario: gli orologi dell'equipaggio segnavano l'ora di Tinian, cioe' un'ora avanti rispetto Hiroshima).
Il generale Farrell si ritirò per spedire il suo primo rapporto completo (un bollettino era già stato spedito in precedenza in base ai rapporti arrivati via radio da Enola Gay) al generale Groves:
"[...] i suoi effetti potrebbero essere attribuiti dai giapponesi ad una grande meteora".
A Washington, Groves aveva ricevuto i messaggi poco prima della mezzanotte, il 5 agosto. Il rapporto più dettagliato arrivò alle 4:15 e fu trasmesso al ministro della Guerra Stimson dal generale Marshall che riteneva che a questo punto la dichiarazione preparata da Truman riguardante la bomba dovesse essere rilasciata alla stampa la mattina stessa. Marshall suggerì di guardarsi dalla troppa gratificazione: i giapponesi dovevano aver sofferto un alto numero di perdite. Il generale Groves rispose che stava pensando meno alle perdite giapponesi e più alle atrocità giapponesi come ad esempio la marcia della morte di Bataan.
Venne annunciato che una bomba rivoluzionaria era stata sganciata su Hiroshima, definita come un'importante base militare.
Truman era a bordo della nave USS Augusta per il suo ritorno da Potsdam e venne informato mentre era a pranzo dal capitano Franklin Graham. "[...] abbiamo vinto la partita", furono alcune parole dei suoi primi commenti.
La gioia tra il personale militare americano pronto per l'operazione "Olympic" era intensa. Stanley Frankel, un soldato di stanza nelle Filippine mentre l'Enola Gay sorvolava Hiroshima affermò: "La bomba atomica fu una sorpresa per noi tutti e devo confessare che fu una sorpresa piacevole. Solo anni dopo ho realmente capito l'orrore delle bombe atomiche. Lo sgancio della seconda bomba atomica sulla città di Nagasaki fu altrettanto felice anche se non riuscivamo a comprenderne le implicazioni. Pensavamo che servivano 2 bombe, e poi forse uno sgancio ogni settimana. Credevamo che i giapponesi avrebbero continuato a lottare fino a quando noi avremmo invaso e catturato le loro isole."
A Tokyo invece, il segretario di Gabinetto Hisatsune Sakomizu fu svegliato dall'annuncio di Truman trasmesso dall'agenzia Domei. Le parole "atomic bomb" sicuramente lo sconvolsero, ma allo stesso tempo comprese che si trattava di "un'opportunità d'oro" per finire la guerra. Nessun paese può difendersi da bombe atomiche e non sarà necessario incolpare l'esercito o i produttori di armi per la sconfitta. Prese il telefono e chiamò il primo ministro, il barone Kantaro Suzuki.
Mentre il ministro degli esteri Togo suggeriva di accettare il proclama di Potsdam in quanto la bomba "ha drasticamente alterato la situazione militare e offre ampi motivi per l'esercito di terminare la guerra", il ministro alla guerra Anami Korechika rispondeva "... inoltre non sappiamo ancora se la bomba era atomica." Per Anami un' ultima battaglia decisiva sul suolo nipponico avrebbe potuto infliggere perdite talmente alte tra le file nemiche che il Giappone potrebbe addirittura evitare la sconfitta e forse mantenere le terre conquistate.
 Il 9 agosto un secondo ordigno nucleare fu sganciato su Nagasaki. Il 15 agosto l'Imperatore Hirohito annunciò la resa incondizionata del Giappone, ponendo fine alla guerra.

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