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giovedì 28 luglio 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 28 luglio.
Il 28 luglio 1794 veniva ghigliottinato a Parigi Robespierre.
Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre, meglio noto solamente come Maximilien Robespierre, nasce ad Arras, il 6 maggio del 1758. Detto l'incorruttibile, è stato uno dei più importanti e noti protagonisti della Rivoluzione Francese, momento storico che, nel bene e nel male, ha segnato per sempre le vicende politiche ed ideologiche dell'Occidente. Al suo nome, è legato anche il periodo cosiddetto del Terrore, o del Regime del Terrore, che tanto ha diviso e continua a dividere le interpretazioni degli storici, da sempre indecisi se affidare all'avvocato e rivoluzionario la palma dell'utopista o quella dell'assassino e dittatore.
Un fatto è che, nel momento di maggiore intransigenza, gli alti capi della Rivoluzione, tra i quali lo stesso Robespierre, finirono per perdere di mano la situazione, commettendo talvolta crimini indiscutibilmente cruenti e non necessari.
La famiglia di Robespierre è di discendenza notarile, molto nota nel nord della Francia, dove nasce e cresce il futuro rivoluzionario. È nobile, di quella nobiltà di toga che in quel periodo si dice anche illuminata dalle nuove idee, delle quali si imbeve lo stesso giovane studioso il quale, sin da subito, predilige anch'egli gli studi giuridici.
I suoi genitori però, muoiono prematuramente. Non prima di aver dato al mondo molti fratelli di Maximilien: Charlotte, nata nel 1760, Henriette-Eulalie-Françoise, che viene alla luce l'anno dopo, e Augustin, del 1763, che sarà anche lui avvocato, deputato, rivoluzionario e giustiziato lo stesso giorno del fratello.
Nel 1764, poco dopo la morte dell'ultimogenito, muore anche la madre, Jacqueline Marguerite Carraut, per alcune complicazioni successive al parto. Il marito allora, Francois de Robespierre, scompare qualche tempo dopo, a dire di Charlotte a causa di una forte depressione, per poi morire probabilmente dopo il 1772, ultimo anno in cui pervengono alla famiglia alcune sue tracce. Secondo molte fonti, il papà di Robespierre morirà invece a Monaco di Baviera, nel 1777.
Ad ogni modo, Maximilien viene allevato da una nonna e da due zie. Studia al Collegio di Arras, un istituto privato, e dopo si trasferisce a Parigi, forte di una borsa di studio, per seguire gli insegnamenti del noto collegio Louis Le Grand.
Perfeziona i propri studi giuridici e diventa avvocato, al termine di una carriera a dir poco brillante, ottenendo attestazioni di stima per la sua straordinaria eloquenza, tanto da ricevere da uno dei suoi maestri il soprannome de "Il Romano", per la propria mirabile ars oratoria. Ottiene il baccellierato in diritto il 31 luglio del 1780 e il successivo diploma di licenza il 15 maggio dell'anno dopo, con tanto di lode e 600 franchi di borsa di studio, devoluti poi al fratello Augustin, per favorire i suoi studi.
I primi esercizi della sua nuova professione tuttavia, li compie nuovamente ad Arras, sua città di nascita, ove ritorna ben presto. Qui però, cominciano a farsi strada in lui le idee politiche ed ideologiche, con la scoperta dell'opera degli illuministi e, soprattutto, del grande pensatore Jean-Jacques Rousseau, di cui si dice diretto discepolo. Secondo un documento rinvenuto postumo inoltre, Rousseau avrebbe ricevuto una visita proprio dal futuro rivoluzionario intorno al 1778, come attestazione di stima per le sue idee e per la sua rettitudine morale ed etica.
Nel 1782, come giudice del tribunale vescovile di Arras, deve comminare una pena di morte ma, contrario per ideologia, si decide subito dopo ad abbandonare questa carriera, rassegnando le proprie dimissioni. Parallelamente alla sua attività di avvocato in proprio, che lo porta sugli scudi in più di un'occasione, anche da Arras Robespierre fa parlare di sé per i propri successi extra legali, legati al mondo della cultura e delle arti. Il 4 febbraio del 1786 infatti, viene nominato direttore dell'Académie royale des Belles-Lettres di Arras, da lui frequentata con successo già da qualche anno.
Come direttore sostiene l'uguaglianza tra i sessi e si adopera per favorire l'ingresso in accademia delle due letterate Marie Le Masson Le Golft e Louise de Kéralio. La svolta politica che lo trascina a Parigi, com'è noto, è la crisi dell'Ancien Regime, che arriva puntuale intorno al 1788.
L'anno dopo, Robespierre, dal distretto di Arras, viene eletto deputato negli Stati Generali che, nel maggio del 1789, si riuniscono nella capitale. Siamo alle porte della vera e propria Rivoluzione Francese, vicinissima a scoppiare. Intanto, il futuro capo del Terrore si guadagna le simpatie dei giacobini, i cui club sono ormai in ogni dove della Francia.
Come rappresentante del Terzo Stato, il 25 marzo del 1789 Robespierre scrive il "cahier de doléances" a favore della corporazione dei ciabattini, la più povera e numerosa della provincia. Inoltre, si guadagna l'appoggio dei contadini di Arras, tanto da essere scelto tra i dodici deputati dell'Artois, il 26 aprile del 1789.
È presente al giuramento della Pallacorda, nel giugno del 1789, dopo essersi fatto valere dalle tribune del Parlamento con una sessantina di interventi. Entro un anno, diventa il capo del club dei Giacobini, all'epoca ancora detto Club Bretone. Il 14 luglio del 1789, assiste alla presa della Bastiglia.
Durante l'Assemblea Costituente si oppone ad ogni privilegio che i nobili e anche la media e piccola borghesia vuole concedere. Diventa, per tutti, in quel periodo, Robespierre l'incorruttibile, nell'anno più importante e illuminato della sua carriera politica e, forse, della politica europea, almeno dal crollo dell'Impero Romano.
L'incorruttibile si batte per l'eguaglianza giuridica e sociale, per la libertà di stampa, il suffragio universale e molti altri diritti civili oggi considerati acquisiti, ma di certo non nel 1789.
Ad ogni modo, divenuto presidente nel 1790 del movimento giacobino, comincia a temere una coalizione militare degli altri paesi europei contro la stessa Francia, onde evitare che la Rivoluzione deflagri anche oltre confine. Così si oppone alla propaganda interventista dei girondini, favorevoli a dichiarare guerra all'Austria.
Nell'agosto del 1792, scoppia una rivolta popolare a Parigi e Robespierre viene incaricato di sedarla e di ristabilire l'ordine. Viene nominato, nell'occasione, membro della Comune di Parigi, di fatto guidandola, e si preoccupa di trovare una risoluzione all'aumento dei prezzi e all'approvvigionamento.
Il 27 luglio del 1793, Robespierre entra nel Comitato di Salute Pubblica, il governo rivoluzionario a tutti gli effetti. Diventa il protettore dei sanculotti e dei giacobini in genere, razionalizza i beni alimentari, istituisce un calmiere ma, contemporaneamente, preoccupato dai movimenti controrivoluzionari e dagli Stati circostanti, rafforza anche l'esercito e provvede ad una politica di controllo dell'economia di stato. Sono i prodromi del Terrore, ormai vicinissimo.
Intanto, Robespierre è tra i votanti a favore dell'esecuzione del re Luigi XVI, dopo la caduta della monarchia, datata agosto 1792. Entro il 1793, costringe i moderati, i girondini cioè, ad abbandonare la cosiddetta Convenzione nazionale. Diventa, di fatto, il capo della Rivoluzione Francese.
Da questo momento, Robespierre opera una metodica cancellazione di qualsiasi opposizione alla Rivoluzione, fisica, ideologica, paventata o provata, giustificata o meno. Ne muoiono tra 30 mila e 70 mila persone, gli storici discordano, con esecuzioni sommarie senza processo, spesso pretestuose.
L'avvocato provvede all'incarcerazione di oltre 100.000 persone, soltanto per sospetto. Durante questo periodo, muoiono anche i cosiddetti figli della Rivoluzione, molti ex compagni di studi di Robespierre, come Jacques-René Hébert e Georges Danton, il duca Filippo d'Orléans detto Filippo Égalité, e molti altri ancora, come la paladina dei diritti delle donne, Olympe de Gouges, fondatrice del Centre Socìal.
Il 4 febbraio del 1794 Robespierre ottiene l'abolizione della schiavitù nelle colonie poste sotto il dominio francese. Al contempo proclama religione di stato il culto dell'Essere Supremo, secondo le suggestioni di Rousseau, attirandosi le antipatie di cattolici e atei contemporaneamente. È il periodo nel nuovo calendario, dei dieci giorni di lavoro e di uno di riposo.
Dentro il Comitato di Salute Pubblica, Robespierre è ormai considerato solo un dittatore e violenti sono i contrasti. Il 27 luglio del 1794 la Convenzione lo destituisce ma vota anche un atto d'accusa contro di lui, formale e molto pesante. Con lui, c'è anche il fratello minore Augustin e altri pochi fedelissimi.
Il 10 Termidoro, secondo il calendario del Terrore, ossia l'indomani, la mattina del 28 luglio del 1794, le Guardie Nazionali penetrano all'Hotel de Ville, il luogo nel quale si rifugia l'Incorruttibile insieme con i suoi seguaci. Con lui ci sono Saint-Just, Couthon, Le Bas e il fratello Augustin. Partono alcuni colpi di pistola, secondo alcuni storici accidentali, secondo altri mirati. Ad ogni modo, qualche ora dopo, i prigionieri vengono condotti alla Conciergerie e, riconosciuti, inviati alla ghigliottina. Nel pomeriggio, la folla esulta per la morte del tiranno, Maximilien Robespierre.

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