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martedì 14 giugno 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 14 giugno.
Il 14 giugno 1934 Hitler e Mussolini si incontrano per la prima volta.
Fu Venezia lo scenario in cui ebbe luogo, dal 14 al 16 giugno del 34, il primo incontro tra Mussolini e Hitler. Per quest'ultimo fu la prima occasione di effettuare un viaggio all'estero in veste di capo di Stato.
Per espressa volontà di Mussolini furono ostentati sfarzo e lusso e la visita, più volte rimandata dal duce che continuava a considerare il cancelliere un sobillatore, si concluse con un successo personale e politico del capo del Governo italiano.
Davanti ai due argomenti cardine dell'incontro (la questione austriaca e il problema del riarmo della Germania) Mussolini e Hitler rimasero sostanzialmente sulle proprie posizioni.
Oltre a ricostruire la visita di Stato, primo contatto della società italiana con il nazismo e il suo capo, è interessante porre l'attenzione sul ruolo di Venezia in occasione di questo evento.
La visita fu uno spettacolo in cui Mussolini ricoprì il ruolo di primo attore e mise in ombra il suo ospite. La scenografia, e non le questioni strettamente politiche, fu l'interesse principale di Mussolini e, infatti, l'ospite tedesco ne rimase fortemente colpito. La scelta di Venezia, come le tappe dell'incontro, non fu casuale: nella villa Pisani di Stra, dove era stato Napoleone, vi soggiornava ora il "nuovo" imperatore Mussolini che decise di tenere lì il primo dei due colloqui con il cancelliere.
La città lagunare fu un perfetto palcoscenico per mostrare agli occhi di un visitatore esterno la grandezza dell'Italia. Il regime, per mezzo di Venezia, dava di sé un'immagine cosmopolita e poteva presentarsi come una grande potenza culturale. Venezia coniugava in sé il passato e il futuro: accanto all'arte e alla tradizione rinascimentale e barocca si stagliavano l'industria e la modernizzazione, impersonata da figure imprenditoriali e politiche come Volpi, Gaggia, Cini, Giuriati e rappresentata dal nascente Porto Marghera, dalla Mostra del Cinema, dalla Biennale dell'Arte, dal ponte translagunare automobilistico e piazzale Roma, dal ponte all'Accademia e degli Scalzi.
La città era quindi perfetta espressione della politica del regime e ottimo strumento di propaganda delle sue realizzazioni; al contempo era specchio di quel regime che voleva coniugare in ogni campo la tradizione con la modernità, il vecchio con il nuovo.

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