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venerdì 3 luglio 2015

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 3 luglio.
Il 3 luglio 1988 il capitano Will Rogers Terzo è al comando della USS Vincennes, la più sofisticata nave da guerra dell'epoca, mentre naviga nello stretto di Hormuz, in territorio iraniano. La situazione non è tranquilla, non più di mezz'ora prima la Vincennes e la Elmer Montgomery hanno avuto un incontro ravvicinato con alcune navi da guerra iraniane. Dalla sofisticata plancia di controllo viene avvisato che un velivolo è decollato da Bandar Abbas, un aeroporto iraniano sia civile che militare. Rogers ha 7 minuti di tempo per decidere che fare con quell'aereo che sta dirigendosi verso la Vincennes. Man mano che passano i minuti si persuade che l'aereo sia un F-14 iraniano. L'aereo non risponde alle richieste di identificarsi, e la Vincennes capta trasmissioni nella frequenza militare iraniana. Quando l'aereo giunge a 20 miglia dalla nave, il radar mostra che sta cominciando a scendere dai 9000 piedi (in verità altre rilevazioni da terra hanno contraddetto questo dato).
Ad una distanza di 9 miglia, Rogers ordina di lanciare due missili terra-aria SM2. Almeno un missile colpisce l'aereo, che si dimostra essere il volo 655 della Iran Air, un aereo civile con a bordo 290 persone. L'aereo si disintegra e tutti i 290 civili, inclusi 66 bambini, periscono nell'esplosione.
L'evento ebbe come conseguenza una violenta polemica internazionale, con l'Iran che condannò l'attacco degli Stati Uniti definendolo un "atto barbarico". A metà del luglio 1988 il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Velayati chiese al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di condannare gli Stati Uniti dicendo che l'attacco compiuto dal Vincennes "non poteva essere stato un errore" e lo definì "un atto criminale, un'atrocità e un massacro". George H. W. Bush, all'epoca Vice Presidente degli Stati Uniti nell'amministrazione Reagan, difese il suo paese presso le Nazioni Unite sostenendo che l'attacco del Vincennes era da considerare un incidente di guerra avendo l'equipaggio agito in maniera appropriata in base alla situazione che si era venuta a creare; il delegato dell'Unione Sovietica chiese invece agli Stati Uniti di ritirarsi dal Golfo Persico e chiese al Consiglio di Sicurezza maggiori sforzi per porre fine alla guerra Iran-Iraq. Gli altri 13 delegati, che in un primo momento avevano preso le difese degli Stati Uniti, ammisero che il problema principale era costituito dal fatto che la risoluzione emanata nel 1987 per porre fine alla guerra Iran-Iraq era stata ignorata da tutte le parti in causa.A seguito del dibattimento venne approvata la risoluzione 616, nella quale veniva espressa "profonda angoscia" per l'attacco degli Stati Uniti, "profondo rammarico" per la perdita di vite umane e veniva sottolineata la necessità di porre fine alla guerra Iran-Iraq, così come già deliberato nel 1987.
Il governo degli Stati Uniti espresse rammarico per la perdita di vite umane, ma non ammise mai di aver commesso errori né si assunse alcuna responsabilità e non presentò mai scuse ufficiali al Governo iraniano.
Nel febbraio del 1996 gli Stati Uniti accettarono di pagare all'Iran 131,8 milioni di dollari per risolvere il contenzioso intrapreso dal Governo iraniano presso la Corte Internazionale di Giustizia; 61,8 milioni di dollari furono devoluti a titolo di risarcimento per i 248 iraniani rimasti uccisi (300.000 dollari per ogni vittima lavoratrice, 150.000 dollari per le altre), mentre non fu rivelato come furono ripartiti i rimanenti 70 milioni. Un ulteriore risarcimento fu versato per le 38 vittime non iraniane. Il pagamento dell'indennizzo è stato esplicitamente considerato dagli Stati Uniti su base ex gratia, cioè a titolo di favore, senza quindi nessuna assunzione di responsabilità.
L'incidente rese difficili le relazioni USA-Iran per molti anni. Dopo l'attentato al volo Pan Am 103, avvenuta sei mesi dopo, i governi britannico e americano accusarono inizialmente il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina - Comando Generale, un gruppo militare palestinese sostenuto dalla Siria e dall'Iran, di aver agito in rappresaglia per il Volo Iran Air 655. In seguito fu determinato che i mandanti furono i servizi segreti libici.
Dopo l'incidente il capitano Rogers rimase al comando della USS Vincennes fino al 27 maggio 1989. Nel 1990, Bush Senior, divenuto nel frattempo presidente, premiò il capitano Rogers con la decorazione di Legione di Merito "per una condotta eccezionalmente meritoria nel servire la patria come comandante dall'aprile del 1987 al maggio del 1989". Il riconoscimento fu dato per i suoi servizi come Ufficiale in Comando della VIncennes, senza menzionare in alcun modo l'abbattimento del volo 655.
Rogers fu poi incaricato di comandare lo United States Navy Tactical Training Group a Point Loma, un'organizzazione militare dedita all'addestramento degli ufficiali per la gestione di situazioni di combattimento. E' poi andato in pensione nell'agosto del 91. Nel 92, ha scritto con la moglie Sharon un libro, intitolato "Storm Center: una visione personale di Tragedie & Terrorismo", che descrive gli eventi che circondarono l'abbattimento del volo 655 dalla loro prospettiva personale.
Oggi Rogers è un pensionato 76enne.

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