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martedì 24 febbraio 2015

Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 24 febbraio.
Il 24 febbraio 1530 Carlo V fu incoronato a Bologna come Imperatore del Sacro Romano Impero, una cerimonia simbolica, dato che di fatto era da tempo monarca incontrastato di buona parte dell'Europa.
Fin dalle prime luci del mattino, un allegro scampanio aveva destato la città.
Un avvenimento glorioso stava per compiersi: nella Basilica di San Petronio, papa clemente VII avrebbe incoronato Carlo V imperatore. Ben presto una gran folla riempì la Piazza Maggiore. Le finestre, i balconi e persino i tetti delle case erano stracarichi di gente.
Un colossale ponte di legno, coperto di stoffe preziose, scendeva dolcemente da una finestra del Palazzo Comunale fin verso il centro della piazza; poi, fatta un’ ampia curva, entrava nella Basilica dalla porta maggiore. Alle otto del mattino, il corteo papale scende per il ponte. Sfilano le autorità bolognesi, con ricchi vestiti e mantelli. Seguono quaranta arcivescovi e vescovi, tutti i cardinali e un gran numero di canonici e sacerdoti. Infine, sotto il baldacchino, avanza lentamente il Sommo Pontefice con la tiara in capo e i preziosi abiti pontificali, portati in sedia dorata dei valletti.
Subito dopo scende il corteo dell’Imperatore. Davanti sono i paggi, i cavalieri, i duchi e i baroni. Seguono i quattro Grandi Principi dell’Impero: uno reca lo scettro, l’altro il globo, il terzo la spada e l’ultimo la corona. Finalmente, ecco, l’Imperatore, con un prezioso mantello e la corona ferrea in capo. Il giovane Carlo avanza fiero, accompagnato dai più alti ufficiali dei suoi eserciti.
Era appena passato l’Imperatore, quando un forte strepito provocò un attimo di terrore. Il tavolato del ponte, forse male inchiodato si ruppe sotto il peso della grande moltitudine. Nella disgrazia molte persone perdettero la vita, ma il momento era tanto solenne che la cerimonia non venne interrotta. I morti e i feriti furono subito portati via e il ponte accomodato alla meglio.
Nella Basilica, tra canti sacri e profumo d’incenso, Carlo V indossati gli abiti per la cerimonia, raggiunse il Pontefice sull’altare maggiore. Durante la Messa solenne, il Papa fece inginocchiare davanti a sé il Sovrano e gli consegnò prima la spada, poi lo scettro e il globo, e da ultimo gli pose sul capo la corona imperiale. Allora squillarono le trombe e rullarono i tamburi, mentre sulle piazze tuonavano le artiglierie, annunciando ai lontani il glorioso avvenimento.
Compiuta la cerimonia, il Papa e l’Imperatore uscirono dalla Basilica per una grande cavalcata attraverso le vie della città, ornate di bandiere e archi trionfali. Lo sfarzoso corteo era preceduto dal Gran Cerimoniere, che gettava al popolo monete d’oro e d’argento, che furono appositamente coniate dalla zecca bolognese per questo evento. Il valore di queste monete è oggi altissimo, sia per l'eccezionalità del conio (monete emesse dedicate a un re straniero), sia per l'esiguo numero di pezzi esistenti. Alcune di queste monete sono visibili nella collezione Palagi presso il museo civico bolognese, ma la maggior parte di esse appartiene a collezioni private. Per dare un'idea del valore, si pensi che nel 75 a Basilea un mezzo ducato d'oro fu battuto a 12 milioni di lire (di allora!), e un reale d'argento a 2 milioni.

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