Cerca nel web

domenica 15 febbraio 2015

Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 15 febbraio.
Il 15 febbraio 1936 si concluse, nei pressi di Amba Aradam, un villaggio etiope a 100 km da Addis Abeba, una cruenta battaglia tra le truppe italiane comandate da Pietro Badoglio, e quelle locali guidate dal Ras Mulugeta.
Alle 8.00 del mattino del 10 febbraio, Badoglio lanciò il primo attacco della Battaglia di Amba Aradam. L'esercito era composto da soldati regolari e da volontari delle camice nere, mentre gli ascari formavano la riserva. Il I e III corpo italiani si spostarono sulla piana di Calamino e quando calò la notte entrambi i corpi si accamparono lungo le rive del fiume Gabat.
Badoglio aveva avuto una formazione come generale d'artiglieria e come tale era fortemente intenzionato a promuovere l'utilizzo di questa arma. Il suo quartiere generale fungeva poi anche da posto di osservazione della battaglia e da luogo di partenza degli aerei mandati in ricognizione sul fronte ogni cinque minuti. Questi aerei identificarono le posizioni delle forze etiopi per gli artiglieri italiani.
Gli aerei italiani, inoltre, mapparono l'area attorno all'Amba Aradam e scoprirono le varie debolezze delle difese di Ras Mulugeta. Fotografie aeree mostrarono che l'attacco dal piano di Antalo a sud dell'Ambaradam sarebbe stato il migliore. Badoglio, pertanto, decise di accerchiare l'Amba Aradam e di attaccare Mulugeta dal retro così da forzare le sue truppe a spostarsi verso il piano di Antalo dove sarebbero state distrutte dai restanti corpi d'armata italiani.
L'11 febbraio la 4^ divisione camice nere e la 5^ divisione alpina Pusteria del III corpo avanzarono da Gabat presso la parte ovest dell'Amba Aradam. Nello stesso tempo, il I corpo si mosse a est del monte. Troppo tardi il Ras Mulugeta realizzò il piano degli italiani per accerchiare le sue posizioni.
Al mezzogiorno del 12 febbraio, gran parte delle forze etiopi scese dal fianco occidentale dell'Amba Aradam e attaccò la divisione camice nere le quali vennero in gran parte distrutte, ma così non fu per la divisione alpina Pusteria che continuò l'avanzata verso Antalo. I continui bombardamenti d'aria e d'artiglieria da parte degli italiani, provarono duramente le posizioni dei nemici.
Alla sera del 14 febbraio, gli italiani avevano raggiunto le posizioni desiderate e si raggrupparono con l'artiglieria per l'assalto finale.
Dalla mattina del 15 febbraio, sotto la copertura dell'oscurità e di una densa nebbia, gli italiani completarono l'accerchiamento della montagna. Quando giunse la luce del giorno e le dense nubi si diradarono, gli etiopi decisero di attaccare nuovamente ma senza successo. Al calar della sera la battaglia poteva dirsi conclusa.
La vittoria italiana diede il via alla campagna che portò poi alla conquista di Addis Abeba, e fu celebrata da Mussolini dando a diverse vie di città italiane il nome "via dell'Amba Aradam", tra cui la più famosa è certamente a Roma, grazie alla sede dell'Inps sita al civico 5.
Da questa battaglia cruenta e confusa inoltre è nato il termine, divenuto popolare in Italia negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, AMBARADAN, atto ad indicare un insieme disordinato e confuso di elementi.

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel blog

Archivio blog