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domenica 13 settembre 2020

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno. Oggi è il 13 settembre.
Il 13 settembre 1982, mentre guidava la sua auto per tornare a casa, la principessa di Monaco Grace Kelly ebbe un grave incidente d'auto. Morì il giorno dopo, senza riprendere conoscenza.
Nata il 12 novembre del 1929, Grace era una ragazza bene di Philadelfia, figlia di un ex manovale di origini irlandesi che, quando lei nacque, era già diventato un imprenditore miliardario.
Nonostante l’opposizione della famiglia al suo desiderio di diventare un’attrice, Grace Kelly si iscrisse giovanissima alla Accademia di arte drammatica, approdando presto a New York dove, considerata una delle più belle attrici mai apparse sullo schermo, divenne prima indossatrice di moda, poi ebbe la sua prima parte nel film “La quattordicesima ora” (1951) all’età di 22 anni.
Fin dagli esordi, la sua scalata al successo fu rapida e inarrestabile: l’anno seguente fu co-protagonista con Gary Cooper nel film “Mezzogiorno di fuoco”(1952). Fu notata dal grande regista Alfred Hitchcock, per il quale Grace interpretò tre film: “Il delitto perfetto” (1954), “La finestra sul cortile” (Rear Window,1954) e “Caccia al ladro” (1955). Il 1955 fu un anno decisivo per Grace Kelly: Invitata al Festival di Cannes, incontrò il principe Ranieri, che a breve divenne suo marito. La commedia musicale “Alta società” (1956), infatti, fu il suo ultimo film: il matrimonio con il Principe Ranieri III di Monaco segnò il suo ritiro dalle scene.
L’annuncio del fidanzamento venne dato ufficialmente il 5 gennaio del 1956. Le nozze vennero fissate per il 18 aprile 1956, con rito civile, e il giorno successivo con cerimonia religiosa, e segnarono la nuova esistenza di Grace nel palazzo reale di Monaco. Il principe Ranieri e la principessa Grace hanno avuto tre figli: Carolina Luisa Margherita, nata il 23 gennaio 1957, Alberto Alessandro Luigi Pietro, nato il 14 marzo 1958, e principe regnante di Monaco come Alberto II di Monaco, e infine Stefania Maria Elisabetta, nata il 1° febbraio 1965.
Il 13 settembre del 1982 il fatale incidente, mentre era alla guida della sua auto, diversamente dalla solita abitudine di farsi accompagnare dall'autista. Ciò è dovuto al fatto che Grace Kelly, la sera seguente, avrebbe dovuto presenziare a un ricevimento, pertanto aveva fatto stirare un abito dalla governante e, per far sì che non si sciupasse, l'aveva fatto adagiare sui sedili posteriori; così facendo non vi era posto per una terza persona (cioè l'autista), e lei e la figlia presero posto nell'auto da sole. I medici in seguito determinarono che la Principessa aveva perso il controllo dell'auto per un malore, probabilmente un piccolo ictus cerebrale.
Morì il giorno seguente, senza aver ripreso conoscenza. La figlia Stephanie, che era in auto con lei, fu ritenuta per molto tempo la responsabile dell’accaduto, ma la leggenda è falsa: l’auto era guidata dalla Principessa, con al fianco Stephanie che riportò solo ferite lievi. Prima della sua morte Grace Kelly stava lavorando ad un nuovo film, “Rearranged” di Robert Dornhelm, che rimase incompleto per la scomparsa improvvisa dell’attrice, ed il Principe Ranieri in seguito non autorizzò la sua diffusione.
La bellissima principessa, per cui Alfred Hitchcock aveva coniato l'ossimoro "ghiaccio bollente" morì a soli 52 anni.


sabato 12 settembre 2020

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 12 settembre.
il 12 settembre 1919 Gabriele D'Annunzio, a capo di 2500 arditi, chiamati da lui "legionari" partirono da Ronchi di Monfalcone alla volta di Fiume, che gli accordi alla fine della prima guerra mondiale non avevano assegnato all'Italia, conquistandola.
La si potrebbe definire la spedizione di un manipolo di avventurieri, ed effettivamente l’esperienza breve della celebre "Impresa di Fiume" è una delle pagine più trascurate della recente storia italiana, ad un anno dalla chiusura del primo conflitto mondiale del 15-18.
Dopo che i trattati di pace avevano stabilito che la città istriana di Fiume restasse alla Jugoslavia il celebre poeta Gabriele d’Annunzio, insieme con un gruppo di legionari, ex combattenti ed arditi la occupò nel settembre del 1919, senza che le truppe italiane di stanza nella città opponessero resistenza all’improvvisato esercito.
Erano anni difficili per il paese italiano, uscito si vittorioso dalla guerra ma con una estrema instabilità interna, con migliaia di soldati che, fatto ritorno a casa non trovarono alcun beneficio dall’aver trascorso tanti anni al fronte, Mancava il lavoro, la fame e la povertà dilagavano, si facevano sentire fortemente le spinte rivoluzionarie e nazionaliste.
L’intenzione di D’Annunzio era di spingere con una sorta di provocazione il governo italiano a ribadire la sua volontà di acquisire i territori istriani, ma in effetti sia il governo che i rappresentanti allora più importanti delle varie forze politiche e sociali, trai quali stava emergendo anche Mussolini, snobbarono l’impresa, ed isolarono D’annunzio e la città senza prendere alcuna decisione in merito.
Da subito per contro la città fiumana diventò la meta di una serie di personaggi molto particolari, dagli anarchici ai socialisti, dagli sbandati di guerra agli arditi, da ex aviatori avventurieri e giovani artisti futuristi, un crogiolo di giovani che, a differenza delle diplomazie europee vedevano nell’esperienza il seme di qualcosa di nuovo.
La città resistette per circa un anno alle pressioni dello Stato Italiano, finchè, nel natale del 1920 venne sgomberata da truppe italiane su ordine di Giovanni Giolitti.
A ricordo dell'impresa, da allora Ronchi di Monfalcone fu ribattezzata "Ronchi dei legionari", nome tuttora in vigore.


venerdì 11 settembre 2020

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi


Buongiorno, oggi è l'11 settembre.
A Santiago del Cile, l'11 settembre 1973, con un colpo di Stato le forze armate guidate da Augusto Pinochet rovesciano il governo socialista di Salvador Allende, che muore durante l'assedio al palazzo presidenziale, dopo aver gridato attraverso Radio Magallanes le sue ultime parole: “Viva il Cile!, Viva il popolo!, Viva i lavoratori!”.
La giunta militare instaura un regime dittatoriale che resterà al potere per 17 anni, mentre il presidente deposto diviene un'icona, pur non esente da controversie. Il regime di Pinochet non trascura di trasferire nel proprio ricordo, tra le altre cose, omicidi e deportazioni di massa: sono circa diecimila i cileni torturati, e centinaia le migliaia di persone costrette all’esilio. La distruzione delle istituzioni democratiche è veloce e capillare. A tutto si sostituisce il dominio militare.
Il ruolo degli USA nel colpo di Stato rimane una questione controversa. Documenti declassificati durante l'amministrazione Clinton mostrano che il governo degli Stati Uniti e la CIA avevano cercato di rovesciare Allende nel 1970, immediatamente dopo la sua elezione.
Del resto, Henri Kissinger parlò chiaramente circa l'elezione di Allende in Cile: "Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell'irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli."
Eppure, ancora oggi molti documenti potenzialmente rilevanti rimangono coperti da segreto.
Nonostante la CIA venne avvisata da suoi informatori dell'imminente colpo di Pinochet con due giorni di anticipo, sostenne poi di "non aver giocato alcun ruolo diretto" nel golpe. Sempre Kissinger disse al presidente Richard Nixon che gli Stati Uniti "non lo avevano fatto" (riferendosi al colpo di Stato), ma ne avevano "creato le condizioni il più possibile". Infatti subito dopo l'insediamento del governo Allende, gli USA cercarono di applicare una pressione economica pesantissima sul Cile.
Tra i documenti del Consiglio Nazionale per la Sicurezza, in seguito declassificati dalla presidenza Clinton, ce ne fu uno, particolarmente importante, scritto da Kissinger ed indirizzato ai capi della diplomazia, della difesa e dell'intelligence: il "decision memorandum n. 93", datato 9 novembre 1970. Questo documento dichiarava che la pressione doveva essere posta sul governo Allende per impedirne il consolidamento e limitarne la capacità di implementare politiche avverse agli USA e ai suoi interessi nell'emisfero. Nello specifico, Nixon indicò che nessun nuovo aiuto economico bilaterale doveva essere intrapreso con il governo del Cile.
Gli USA fornirono supporto materiale al regime dopo il golpe, anche se in pubblico lo criticavano. Il golpe di Pinochet , infatti, ebbe un'influenza politica enorme in tutto il mondo, e l'eco di questo avvenimento si farà sentire significamente anche in Italia negli anni '70.
Salvador Allende rimane tuttora uno dei pochi presidenti che, eletti democraticamente, abbiano tentato la costruzione di una società socialista. Con l'appoggio a Pinochet, gli USA vollero preventivamente stroncare sul nascere la via democratica al socialismo, mandando un inquietante segnale di avvertimento a tutti i partiti socialisti e comunisti che in maniera democratica stavano rafforzandosi in vari paesi del mondo.

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