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lunedì 27 agosto 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 27 agosto.
Il 27 agosto 1964 esce nei cinema americani il musical di Walt Disney Mary Poppins.
Esistono film che tutto il mondo ama: quei capolavori socialmente riconosciuti come tali, davanti ai quali tutti i cuori si sciolgono e i cervelli, magicamente, si trovano d’accordo.
Walt Disney iniziò la sua ricerca per ottenere i diritti del libro di P.L. Travers Mary Poppins nei primi anni Quaranta. Nonostante ci siano voluti quasi 20 anni per ottenerli, quando Mary Poppins fu finalmente realizzato, vinse cinque premi su 13 candidature agli Academy Awards: Migliore Attrice (Julie Andrews), Migliore Effetti, Migliore Montaggio, Migliore Colonna Sonora e Migliore Canzone (Chim Chim Cher-ee). Il film riusciva a mescolare alla perfezione il magico mondo animato che aveva reso celebre Disney, con una emozionante recitazione live action e una travolgente colonna sonora. Era un progetto rischioso per l’epoca, ma proprio per questo fece breccia nei cuori di tutti gli spettatori e ancora oggi, forse non esiste persona nel mondo civilizzato che non abbia visto almeno una volta Mary Poppins.
La storia alla base di Mary Poppins ormai la conosciamo tutti: in Viale dei Ciliegi (esattamente al numero 17) vive la famiglia Banks. Il padre George (David Tomlinson) è un integerrimo banchiere che gestisce la sua casa come se fosse un’impresa perfettamente funzionante, ma è difficile tenere tutto in ordine con una moglie sempre indaffarata come Winifred (Glynis Johns) e due vivaci figli come Jane (Karen Dotrice) e Michael (Matthew Garber). Nemmeno le tate riescono a stare dietro a tutto ciò, fino a quando non arriva Mary Poppins (Julie Andrews) che, come un forte vento su una strada ricoperta di foglie d’autunno, rimette in sesto la casa… sotto tutti i punti di vista. Con lei accanto nulla è come sembra e una serie di chiacchierate fatte sul bordo di un soffitto, passeggiate all’interno di lussureggianti dipinti di strada e fughe sui tetti polverosi di Londra, insegneranno alla famiglia Banks il vero significato dello stare insieme, godendosi ogni giorno e ogni possibilità.
Quando non sai esattamente cosa dire, la parola che può salvare la situazione è supercalifragilistichespiralidoso e credo sia l’unica che si possa davvero utilizzare per cercare di dare un giudizio a un film come Mary Poppins. Diretta da Robert Stevenson, la pellicola è un vero e proprio prodotto dell’amore di tutte le persone che ci hanno lavorato: quello di Walt Disney per le sue figlie, che anni prima gli avevano chiesto di trasformare il loro libro preferito in film; quello di P.L. Travers che ha dato vita a un personaggio intramontabile; quello di Richard M. Sherman e Robert B. Sherman che sono riusciti a costruire attorno ai personaggi una trama sonora che è riuscita a rendere vibrante di luce la nebbia più fitta di Londra. Non si può pensare di giudicare oggi Mary Poppins: cosa si può dire di un film che dal 1964 riesce ancora a incantare gli spettatori? Con la sua narrazione lineare, tratteggia un mondo da sogno assolutamente fantastico che, tra situazioni razionalmente inverosimili, accompagna lo spettatore nel più profondo dei viaggi introspettivi, dimostrando quanto la fantasia, il famoso potere dei sogni in cui tanto credeva Walt Disney, possa manipolare la realtà.
Si può dare un voto a una delle pietre miliari della cinematografia? Mary Poppins è l’immagine della fantasia, la personificazione del potere dei sogni, la dimostrazione della forza di Walt Disney e della grandezza del suo progetto. È un film bello? Indubbiamente e lo dimostrano i tantissimi passaggi che, a 60 anni dalla première, lo vedono ancora protagonista delle serate casalinghe. È vero, esiste gente a cui non piace, ma il valore del film non si discute: Mary Poppins è un cult, dal primo soffio del vento dell’est all’ultimo aquilone che vola nell’aria, attraversando un vastissimo spettro emozionale che poche altre storie sono riuscite ad affrontare nello stesso modo.

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