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martedì 2 maggio 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 2 maggio.
Il 2 maggio 2013 si spegne Massimo Catalano, 77 anni, musicista celebre per la sua partecipazione al programma di Renzo Arbore Quelli della notte. Catalano viveva ad Amelia, in Umbria. Si è spento dopo una lunga malattia. L'artista era diventato famoso per le sue "perle di saggezza" che dispensava nel salotto di Arbore&co., tipo "è meglio sposare una donna ricca, bella e intelligente che una donna brutta, povera e stupida". "È molto meglio essere giovani, belli, ricchi e in buona salute, piuttosto che essere vecchi, brutti, poveri e malati". Oppure: "È meglio lavorare poco e fare tante vacanze, piuttosto che lavorare molto e fare poche vacanze".
Catalano infilava i suoi aforismi nelle digressioni di Riccardo Pazzaglia, nel corso dei lunghi e surreali dibattiti che animavano il programma che nel 1985 divenne un cult assoluto di RaiDue. Catalano, il "dandy" del gruppo, cachecol in seta, camicia sbottonata e atteggiamento da viveur, era in realtà un apprezzato jazzista che, proprio come nelle jam session, si divertiva a improvvisare con Arbore e con gli altri compagni dell'avventura che rivoluzionò l'intrattenimento della tv italiana.
Negli anni Sessanta Catalano aveva fatto parte dei Flyppers, un gruppo musicale che all'epoca riscosse un grandissimo successo, lanciando in Italia il cha cha cha e vendendo 4 milioni di dischi. Oltre a Catalano alla tromba, la band era composta dal fratello Maurizio Catalano al contrabbasso, da Franco Bracardi al pianoforte, Romolo Forlai al vibrafono e alle percussioni, Fabrizio Zampa alla batteria e, per un anno, nel 1961, Lucio Dalla al clarinetto.
"Siamo tutti mobilitati, noi appassionati vecchi musicisti del jazz. La perdita di Massimo è importante. Rimarrà nel nostro lessico, resta il re della banalità. Ormai è diventato un must dire 'è una catalanata":  così Renzo Arbore commenta la scomparsa dell'amico, "era malato da tempo, aveva perso la moglie nell'agosto dello scorso anno. Era rimasto solo".  "Io lo avevo conosciuto a Napoli, quando venne a fare una serata, entrambi venivamo dal jazz tradizionale e quando sono venuto a Roma abbiamo suonato insieme, abbiamo passato delle nottate meravigliose a casa mia. A Quelli della notte era spiritoso. Mi disse 'non vorrei solo suonare la tromba' e così gli domandai 'sai dire delle banalità?'. Cominciammo a scherzare e vennero fuori le sue frasi".
Per Arbore "la passione, l'ironia e il sorriso sono sempre state le caratteristiche di Massimo, che volutamente si era ritirato. La sua eclissi non era dovuta a un calo di popolarità - conclude - preferiva vivere in campagna, con la moglie e gli amici". Catalano aveva espresso la volontà di essere cremato, senza esequie funebri.

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