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martedì 22 novembre 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 22 novembre.
Il 22 novembre 1973 viene sciolta l'organizzazione "Ordine Nuovo", fondata da Pino Rauti, e arrestati 30 suoi militanti per ricostituzione del partito fascista.
"Ordine nuovo" fu creata nel 1960 da alcuni iscritti al MSI che, come i fondatori di Avanguardia nazionale, trovavano troppo moderata la linea del partito. Ordine nuovo costituì il gruppo forse più aggressivo dell'intero campo neonazista. Secondo un rapporto della polizia esso si ispirava alle dottrine razziste e nazionalsocialiste del barone Julius Evola, il filosofo dell'idealismo mistico, autore nel 1937 del libro "Il mito del sangue", ma che ancora nel 1967 rimproverava Almirante perché non organizzava apertamente squadre d'azione per "distruggere i centri della sovversione" e "stroncare scioperi”.
All’origine “Ordine nuovo” aveva adottato come simbolo l'ascia bipenne in cerchio bianco su fondo rosso e, come motto, quello delle SS naziste: "Il nostro onore si chiama fedeltà". Le sue posizioni politiche erano di un oltranzismo delirante.
A rendere l'idea di come ragionavano i capi di “Ordine nuovo”, basti questo brano programmatico, tratto dal giornale del movimento allora guidato da Pino Rauti:
"Se ci sentiamo legati al fascismo come al movimento politico autoritario e gerarchico più vicino alle nostre esperienze dirette, più prossimo all'epoca storica nella quale siamo vissuti, non per questo non potremmo non dire che egualmente ci sentiamo vicini alla sostanza e ai valori, ai principi e alle idee fondamentali che informarono l'essenza politica di ogni Stato autoritario o aristocratico dei tempi andati [...]. Siamo vicini tanto alla Repubblica sociale italiana che al III Reich, quanto all'lmpero napoleonico o al Sacro romano impero [...]. Chi viene al nostro fianco avrà un’altra sensazione che è propria del combattente quando a pie' fermo attende l'istante per balzare dalla trincea e gettarsi nella mischia per colpire, colpire, colpire".
Probabilmente ispirato dalle critiche di Evola al MSI, nel 1966 “Ordine nuovo” prese l'iniziativa di costituire un certo numero di Comitati di insurrezione nazionale (CIN) che, con il loro attivismo, avrebbero dovuto strappare al MSI gli iscritti e portarli su posizioni più combattive. Infatti i Comitati diedero inizio a una campagna terroristica che tuttavia non raggiunse all'interno del partito gli scopi desiderati. Ciò indusse i principali dirigenti di Ordine nuovo e lo stesso Pino Rauti [inquisito perché tra gli organizzatori dell'attentato alla Banca dell'Agricoltura di Milano] a riprendere la tessera del MSI.
Dopo il rientro di Rauti e dei suoi più vicini collaboratori nel MSI, Ordine nuovo continuò la propria attività, dandosi nuovi capi e spingendosi su posizioni sempre più oltranziste e polemiche sia nei confronti di Rauti [il "traditore”] che di Almirante [la "spia antifascista”].
Da un rapporto di polizia steso dopo il fallito golpe del dicembre 1970, si è saputo che Ordine nuovo era in rapporti con il Fronte nazionale di Valerio Borghese e con altre organizzazioni di estrema destra italiane, francesi, spagnole, portoghesi, sudafricane, nonché con il governo dei colonnelli greci. Poiché molti affiliati di Ordine nuovo operavano all'interno di altre organizzazioni eversive, è legittimo ritenere che questo movimento abbia svolto un ruolo operativo di paricolare rilevanza nel far procedere la strategia della tensione.
Lo scioglimento decretato alla fine del 1973, oltreché essere tardivo, non costituisce un serio procedimento in quanto ha lasciato liberi di agire altri gruppi che, perseguendo obiettivi non dissimili da quelli di Ordine nuovo, ne hanno adottato anche gli stessi mezzi. Inoltre tutto lasciava pensare che, di fronte alla tolleranza dimostrata dalle autorità, l'organizzazione disciolta sarebbe stata presto ricostituita. Difatti, due giorni dopo lo scioglimento di Ordine nuovo veniva annunciata l'esistenza dell'organizzazione clandestina "Ordine nero” che, dopo aver dichiarato "guerra allo Stato”, firmava i principali attentati terroristici del 1974.
La clandestinità di quest'ultimo movimento si può considerare molto relativa, dal momento che esso ha dato vita a un giornale intitolato "Anno Zero” e che notoriamente ha assunto l'eredità di Ordine nuovo. Copie di "Anno Zero” sono state trovate accanto al cadavere dilaniato del neofascista Silvio Ferrari, saltato in aria nel maggio 1974 a Brescia, mentre trasportava una potente carica di esplosivo a bordo di un ciclomotore. Copie dello stesso giornale sono state trovate nell'auto di un gruppo di neofascisti schiantatasi, venti minuti dopo la morte del Ferrari, nella stessa città. Il periodico era comunque diffuso in numerose sedi missine.

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