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mercoledì 26 ottobre 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 26 ottobre.
Il 26 ottobre 1984 fece scalpore l'intervento chirurgico a cui venne sottoposta "Baby Fae", una neonata la cui identità rimase segreta. Baby Fae, nata con una gravissima malformazione cardiaca, ricevette quella notte in trapianto il cuore di un babbuino, data la difficilissima possibilità di reperire un cuore di neonato.
Baby Fae (il vero nome, rivelato nel 1997 dalla madre era Stephanie Fae Beauclair) era nata il 14 ottobre con una "ipoplasia ventricolare sinistra": in pratica il ventricolo sinistro del cuore, a cui tocca il compito di "pompare" il sangue ossigenato, non si era sviluppato a sufficienza nel corso della vita fetale. E' una malformazione che, secondo alcune statistiche mediche, colpisce un neonato ogni dodicimila, quindi relativamente diffusa. Fino al giorno prima i tentativi di fare fronte a questa malformazione, che conduce il neonato inevitabilmente alla morte, erano stati essenzialmente di natura chirurgica. L' equipe chirurgica dell' ospedale di Loma Linda, invece, si era preparata da tempo alla eventualità di un trapianto. E data la difficoltà a reperire cuori di neonati, la scelta dei medici, capeggiati dal chirurgo Leonard Bailey, era stata quella di tentare un trapianto interspecifico, ossia di utilizzare un cuore di animale per sostituire l' organo incompleto del neonato. Bailey e i suoi collaboratori avevano scelto il babbuino, il cui cuore ha le dimensioni adatte per sostituire quello d'un bambino. A tal fine il cast medico e scientifico dell' università di Loma Linda aveva dato inizio a una serie di prove e ricerche immunologiche, confortato dalla ipotesi che data la giovanissima età del futuro soggetto del trapianto le reazioni immunitarie a cui si sarebbe andati incontro sarebbero state meno violente che in un organismo adulto. Il programma di ricerche immunologiche era stato diretto da una dottoressa di origine italiana, Sandra Nelhsun Cannarella. Così, quando il 14 ottobre è nata Baby Fae, tutto era già pronto, e un congruo numero di babbuini (cinque, pare) era già stato sacrificato per i test immunologici. Il sesto babbuino ha fornito alla neonata il cuore di ricambio. Sulle prime era parso che l' operazione fosse felicemente riuscita. La bambina pareva adattarsi al suo nuovo cuore, i farmaci immunosoppressori le venivano somministrati con parsimonia, per evitare complicazioni di tipo renale o eccessiva soggiacenza alle infezioni. Baby Fae era stata tolta dalla tenda a ossigeno e la madre aveva potuto persino qualche volta allattarla al seno. Ma al termine della seconda settimana dopo il trapianto si era verificata una prima crisi di rigetto, superata con efficacia dalla èquipe medica maggiorando la dose di farmaci antimmunitari (particolarmente Ciclosporina A e corticosteroidi). Il giorno 10 novembre la seconda crisi, più grave. La dose di farmaci è stata aumentata, la piccola è stata posta sotto una tenda ad ossigeno, le è stato applicato un respiratore automatico. La situazione cominciava a farsi preoccupante, al punto che la èquipe medica ha cominciato a parlare della possibilità d' un nuovo trapianto, questa volta con un cuore umano. Ma la notte del 14 novembre è sopravvenuta l' ultima crisi: al rigetto da parte dell'organismo si sono sommate le conseguenze renali della ciclosporina. Il tentativo di rimediare con la dialisi non è valso a nulla. Baby Fae è morta il 15 novembre 1984, il cuoricino di babbuino che l'ha fatta sopravvivere tre settimane ha cessato definitivamente di battere.


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