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martedì 9 agosto 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 9 agosto.
Il 9 agosto 1918 Gabriele D'Annunzio, insieme ad altri eroi, compie il famoso "Volo su Vienna", col quale inonda la capitale nemica di volantini inneggianti alla vittoria italiana nella grande guerra.
Già da tempo D’Annunzio insisteva presso il Comando Supremo per realizzare il Volo su Vienna; nel 1917 aveva anche fatto nell’Italia settentrionale un volo di 1.000 chilometri con un Ca. 450 per verificarne le possibilità. Alla nuova richiesta di D’Annunzio per un volo su Vienna per l’estate 1918 il Comando Supremo finalmente concede l’autorizzazione con i nuovi velivoli SVA e affida la missione alla 87^ Squadriglia di San Pelagio, presso Padova. I piloti, tutti veneti, danno il nome di Serenissima alla Squadriglia; il distintivo è il Leone di San Marco con il libro aperto in segno di pace; D’Annunzio, designato capo missione, fa aggiungere un serbatoio supplementare al suo velivolo biposto per aumentarne l’autonomia.
I velivoli assegnati alla missione sono 14 SVA, ma il 9 agosto 1918 per Vienna partiranno 11 velivoli e di questi solo 7 arriveranno sulla capitale austriaca. Lo SVA 10 su cui è a bordo il Poeta è pilotato da Natale Palli. Poiché gli è stato ordinato di non proseguire se nella rotta lo stormo si riduca a meno di cinque, all’alba del 9 prima di partire convoca Natale Palli, Antonio Locatelli, Gino Allegri, Aldo Finzi e Piero Massoni per un solenne giuramento: “Se non arriverò su Vienna, io non tornerò indietro. Se non arriverete su Vienna, voi non tornerete indietro. Questo è il mio comando. Questo è il vostro giuramento. I motori sono in moto. Bisogna andare. Ma io vi assicuro che arriveremo. Anche attraverso l’inferno. Alalà!"
Partono alle 5,50 dal campo di San Pelagio e percorrono più di mille chilometri alzandosi alla quota di 3.000 metri (tre aerei devono atterrare poco dopo la partenza per guasti meccanici, uno è costretto ad atterrare in campo nemico).
E’ solo un volo dimostrativo e di sfida. Il lancio di volantini con cui si invitano i Viennesi alla resa. Sul suo taccuino di bordo D’Annunzio scrive: “Ore 09.10. Quota 3.000. Vedo sull’ala sinistra inferiore l’ombra del casco di Palli. Il sole, il Wiener Wald” . Sotto gli SVA c’è Vienna che viene inondata dai volantini italiani. L’impresa è riuscita; gli avversari non vogliono credere che i tanto disprezzati Italiani, con velivoli italiani e motori italiani siano stati capaci di una simile impresa. Una beffa atroce per gli Austriaci! Un prigioniero austriaco qualche giorno dopo confermerà che quei manifestini avevano fatto più danno di tante bombe.
Il volo su Vienna ha una risonanza mondiale e persino il nemico gli rende onore: C’è in Austria un eroe così coraggioso? Nell’ “Illustrazione Italiana”, che dedica un intero numero all’impresa, pubblicizzandola con immagini, si commenta l’avvenimento salutando già la vittoria della guerra.


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