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mercoledì 3 agosto 2016

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 3 agosto.
Il 3 agosto 1981 Roberto Peci, fratello del brigatista rosso Patrizio, veniva ucciso con 11 colpi di pistola da un commando di BR.
Roberto Peci fu rapito a San Benedetto del Tronto (AP) il 10 giugno 1981 da un commando terroristico composto da quattro uomini. Dopo cinquantaquattro giorni di prigionia fu ucciso quale atto di rappresaglia nei confronti del fratello Patrizio - militante delle Brigate rosse - che, dopo la cattura, aveva collaborato con gli inquirenti consentendo la individuazione di "covi" e l'arresto di molti militanti dell'organizzazione. L'omicidio di Roberto Peci fu eseguito con undici colpi di arma da fuoco all'alba del 3 agosto 1981 a Roma, nei pressi dell'ippodromo delle Capannelle. Accanto al corpo fu rinvenuto il testo di una "risoluzione strategica" in cui le Brigate rosse-Partito della guerriglia (Br-Pg) affermavano che «l'annientamento è l'unico rapporto possibile che intercorre fra proletariato marginale e traditori». Per l'omicidio di Roberto Peci furono arrestati i componenti del commando, capeggiati di Giovanni Senzani, condannato all'ergastolo.
Il 29 gennaio 1999, dopo 17 anni di prigionia, Giovanni Senzani ottiene la semilibertà, e la scarcerazione definitiva dal febbraio 2010.
Nel 2013 il regista Pippo Delbono lo volle come protagonista del film "Sangue", un film che suscitò vibrate polemiche poiché in esso l'ex brigatista si esercita in una sciagurata lezioncina su come i “movimenti rivoluzionari” debbano trattare i traditori.
Oggi Giovanni Senzani è un uomo libero; in un intervista del 25 ottobre del 2010 ha dichiarato di aver abbandonato la politica attiva, ma non le sue idee di sinistra.

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